Presidente Tommaso Iavarone, in società anche Claudio Velardi
Tutti a casa. Con l’obiettivo di fare buon vino con le uve campane.
Meglio, per essere precisi: «A Casa». Questo è infatti il nome della
nuova cantina creata nel cuore di Avellino, nell’ex filanda fondata dai
Caracciolo nel ’700, all’epoca un tentativo ante litteram di
industrializzare le aree interne. Una delle numerose nuove aziende
impegnate ad aprire i battenti in questi mesi nel Sud. Una delle
numerose, ma certamente non una qualsiasi: protagonisti di questa
avventura sono infatti l’ex presidente dell’Unione Industriali di
Napoli Tommaso Iavarone, già presente in Irpinia con una sua fabbrica,
ed Enzo Ercolino, ex presidente della Feudi di San Gregorio, uomo
immagine del vino campano negli anni ’90, grande amico di Carlin
Petrini. Con loro Claudio Velardi, già consigliere economico di D’Alema
a Palazzo Chigi, e Antonio Napoli, ex segretario regionale del Pds, ora
insieme in Reti, la società di comunicazione politica a Palazzo
Grazioli. Il gruppo è completato dal commercialista Paolo Vasquez,
amico fraterno di Iavarone. Una impresa difficile, ma già pensata in
ogni minimo dettaglio, a cominciare dalla sede: l’ex filanda vide la
nascita nel 1878 della Mastroberardino, quando Angelo e Antonio
fittarono i locali per trasferirsi in città lasciando la Valle del
Sabato dove già da tempo erano impegnati nella viticoltura. Poi negli
anni ’20 la famiglia acquistò tutto il fabbricato alla periferia di
Avellino lasciandolo infine per l’attuale cantina ad Atripalda. Ed è in
questo luogo storico del vino campano, sede per dieci anni dell’azienda Dedicato a Marianna, completamente ristrutturato e
attrezzato in pochi mesi, che prende forma l’avventura di «A Casa».
«Una esperienza coinvolgente – commenta Tommaso Iavarone – come
imprenditore mi sono sempre occupato di tante aziende, ma ammetto che
stavolta è diverso, c’è un coinvolgimento personale molto forte, ci
tengo davvero a fare qualcosa di importante per il nostro territorio».
Come consulente c’è Maurizio Polo, in cantina Oto Grasso, anche lui ex
Feudi. Il vino, ha scritto Veronelli, è una cosa reale che porta
nell’irreale. Il suo fascino è mettere insieme persone di primo piano
nei loro rispettivi campi, così lontani adesso così vicini. A via delle
Filande, dove sabato prossimo la cantina sarà aperta per la prima volta.
dal Mattino del 5 gennaio 2008











