‘A Vita con Francesco De Franco ed il suo Cirò Rosso Classico F36 p27 2008 doc

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Francesco De Franco nelle sue vigne (foto di Sara Marte)

Uve: gaglioppo
Fermentazione e maturazione: acciaio
Fascia di prezzo: 11 euro circa

Esiste un fascino così genuino, terragno ed al contempo mentale ed artistico che avvolge quest’azienda che non rende facile comunicarne lo spirito, il ruolo e la produzione.   ‘A Vita, l’azienda di Francesco De Franco e della sua compagna di vita Laura Violino, s’inserisce in un panorama vitivinicolo antico e  complesso, dove picchi di qualità e territorio si scontrano delle volte con soluzioni falsamente semplicistiche.  Francesco è fra quei produttori di Cirò che crede nella buona terra e nella condivisione guardando alle altre aziende come comprimarie e non rivali affinché si crei sistema. Provare cioè a realizzare un circolo virtuoso che possa sostenere e migliorare il benessere del territorio e delle aziende. Questo è un concetto non sempre compreso mentre Franco e Laura hanno ben chiara l’idea di essere parte di un tutto perfettibile per cui lottare.

Laura Violino e Franco De Franco in cantina. Sul fondo i poster (foto di Sara Marte)

Appena entrati in cantina, ci colpisce ciò che si trova qui e lì, quasi l’azienda rappresentasse lo spazio vitale in cui inserire i propri spunti e oggetti non solo distintivi ma simbolici e rappresentativi.   Un pianoforte da una parte e un’esplosione di colori sulle pareti. Un enorme murales  e poster creati da ragazzi della scuola media per un progetto cui Francesco, con la sua associazione Jumara , si è dedicato. Ecco qui!  Amore per le proprie radici: qui si fa e poco si parla. Si è detto agli studenti di rappresentare il cirò ed il territorio con uno slogan ed immagini che fossero chiare e di effetto ed i risultati sono strepitosi. In sinergia con il lavoro degli insegnanti hanno studiato le proprie origini e la terra, hanno discusso, si sono confrontati ed hanno prodotto, sviluppando il tesoro della curiosità “ curiositas”e conoscenza. Di nuovo circolo virtuoso.

Franco De Franco mentre controlla le sue piante (foto di Sara Marte)

Oggi enologo, prima architetto, Francesco ci porta in vigna.  Non riesce a stare fermo e mentre parla sistema le sue piante. Ci sono degli alberi da frutta, memoria storica e tradizione antica in cui andavano sfruttati tutti gli spazi. La conduzione è a biologico e gli ettari di vigneto sono 8. I terreni sono dislocati all’interno della DOC Cirò: vicino al mare, per le viti poste a 0 metri s.l.m. Poi ancora le due vigne più estese -Muzzuneto e Sant’Anastasia- qui divise dalla fiumana. I terreni sono argillosi-marnosi, esposti rispettivamente a nord e a sud secondo il versante.Cordone speronato e ancora tradizione in quell’alberello leggermente modificato per consentire il passaggio dei macchinari. Essendo poi queste ,vigne storiche, sporadicamente incontriamo piante di greco bianco e cloni diversi di gaglioppo.

Uno spicchio di alberi da frutta, Franco e le viti (foto di Sara Marte)

Siamo pronti a ritornare in azienda, anche se grazie a Laura avremmo potuto trattenerci fuori per “fare merenda” con le pizzette con la sardella che è andata a prendere calde calde per noi. Giunti in cantina passiamo alle degustazioni. Dal 2009 anche i suoi vini sono certificati biologici. Ci sorprende con un nuovo nato, il rosato da uve gaglioppo , dalla personalità e riconoscibilità nel colore e nel naso unici. Bocca freschissima e sapida per un finale luuungo e pulito. Incredibile! Qui viene bene tutto! L’altra bottiglia prodotta è l’A Vita, oggi nella versione 2009.  Il bicchiere più noto della cantina, per questo gaglioppo dai sentori ben fusi , giustamente equilibrato e dalla sostanza ricca , intensa che si muove veloce tra la freschezza ed il tannino ed una materia calda e succosa. Ed infine la bottiglia che scelgo per la degustazione: Cirò Rosso F36-p27 2008.
Sei giorni di macerazione in acciaio, fermentazione a temperatura controllata e 18 mesi di affinamento in acciaio. Questa Bottiglia proviene dalla vigna nei pressi del mare ed il nome fa riferimento proprio alla particella da cui nasce ed al foglio catastale. E’ intenso e abbastanza complesso nella sua danza tra la frutta rossa e le note balsamiche, ancora sentori mediterranei e le sue erbe. Quando passa al palato, aumenta il ritmo. Il sorso si scopre intessuto in una trama agile: una certa freschezza, uno sbuffo di mineralità  ed un soffio iodato che, leggeri , prima al naso si mantengono poi ugualmente lievi ma presenti al palato. Un po’ di liquirizia , caldo e sapido. Infine  il tannino vero di gaglioppo. E’ un vino di Cirò ed è gaglioppo: Vi pare poco?! Nei due rossi poi ricorre una speziatura. No, no! Non è legno, ma è l’uva buona che naturalmente si esprime eventualmente anche in questa direzione. Non saprei proprio scegliere tra i tre, ma in fondo perché farlo. Meritano “faticosissimi” turni di degustazione, alternati e prolungati; magari, alla fine, sarete ancora indecisi, ma certamente avrete la fortuna di aver provato cosa significa Gaglioppo.

Sara Marte

Per curiosità…

La creazione del murales in cantina

L’azienda ‘A Vita è in S.S. 106, km 279, 800. Tel. 0962 31044. www.avitavini.it . Email: avita.info@gmail.com. Ettari: 8. Enologo: Francesco De Franco.

Un commento

  • Andrea Pagliantini

    (29 luglio 2011 - 22:11)

    La meravigliosa terra di Calabria troppo distante dal resto del mondo, lunga stretta costola fra due mari mamma di cose e prodotti buonissimi.
    Al centro del filare lavorato perfetto e sotto le viti fascio di gramigna, ad interloquire e contrastare la vite……. scelta colturale?

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