Polemiche e punti di vista
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Abolire il 99% delle sagre gastronomiche è una battaglia di civiltà

25 agosto 2014

Una tipica sagra italiana

Ci sono pezzi che non tramontano mai. Esattamente un anno fa pubblicammo questo pezzo di Marco Contursi. Secondo voi le cose sono cambiate? E i soldi pubblici continuano ad essere spesi bene?

di Marco Contursi

Tutto iniziò con una  sagra. Chi segue il blog sa che la mia trasformazione da viandante goloso e silente  a novello  Catone dei malcostumi gastronomici e non, fu causata da una pseudo sagra tipica cilentana in cui trovai torrone irpino e taralli pugliesi. Quella fu la classica goccia che fece traboccare il vaso. Tuttavia non mi ero mai occupato prima d’ora di dire la mia sull’argomento.

L’imput a parlare di sagre o feste di paese varie, campane e non, mi è partito da due cose accadute di recente: 1)  l’aver partecipato alla SAGRA PERFETTA,  2) l’aver saputo di una sagra dedicata a Bacco, ridimensionata all’osso poiché la prima sera è successo di tutto, con risse e danneggiamenti vari.

Ma partiamo dall’inizio. Sagra era, originariamente, come anche l’etimo suggerisce, “ una festa religiosa in occasione della consacrazione di una chiesa o di una immagine sacra”, termine divenuto poi,per via estensiva, una festa di rione o di paese dedicata ad un prodotto locale.

E qui mi soffermo un attimo sul significato di “locale” che è molto più importante di “tipico”- Locale, identifica la stretta connessione tra un prodotto e un territorio e quindi richiama a caratteristiche proprie di quella determinata zona spesso irreplicabili. Tipico, invece è molto più generico. Ad esempio trovando nel Cilento del torrone di Avellino posso dire che è un prodotto tipico (avellinese) ma NON locale. E quindi tipico è un vocabolo con una accezione molto ampia che si presta a fraintendimenti vari.

Quindi, in origine le sagra erano feste religiose, divenute poi momenti di promozione e conoscenza di prodotti, piatti e usanze dimenticati. Ok, e ora che sono?

DEI MANGIFICI APPROSSIMATIVI, CON CIBI SPESSO DI SCARSA QUALITA’ E LEGAME COL TERRITORIO PARI A 0. DEI MODI PER FARE SOLDI, SPACCIANDO PER LOCALI, CARNI E PASTE COMPRATE NELLA GDO  E CUCINATE UNA SCHIFEZZA. QUESTO OVVIAMENTE NON TUTTE LE SAGRE MA UN BUON 70%.

OLTRETUTTO, SPESSO, SONO UN’OCCASIONE CHE HA LA POLITICA PER SDEBITARSI CON CHI HA DATO UNA MANO IN CAMPAGNA ELETTORALE , DANDO CONTRIBUTI-SAGRA SPESSO AD EVENTI CHE DI VALORIZZAZIONE DEL PAESE E DEL TERRITORIO NON HANNO NULLA. E  SOVENTE SONO SEMPRE GLI STESSI AD AVERLI.

BASTA VEDERE I  NOMI PER CAPIRLE CHE QUALCOSA NON VA: Sagra dello struzzo, Sagra della frittura di pesce (a 60 km dal mare), Sagra dei Mangioni, Sagra delle Sagre, Sagra della Montagna, Sagra del Mare, Sagra della Pizza, Sagra dei Sapori Tipici( di dove?) Sagra della Porchetta (sulla spiaggia, il 15 agosto?), Sagra di inizio Estate, Sagra di Fine Estate,, SAGRA ECCHITTEMUORTO!!!!!!

E DELLE DATE VOGLIAMO PARLARE? E’ normale una sagra che duri tutti i week end da maggio a luglio?

Sagre così durature, lungi dal promuovere il territorio, recano un danno non trascurabile alle attività ristorative locali che pagano tasse, sono sottoposte a controlli mentre solitamente nelle sagre si chiude un occhio sul fatto ad esempio che tutti coloro che maneggiano il cibo abbiano il patentino di alimentarista e comunque hanno un regime fiscale agevolato trattandosi di attività di promozione delle proloco.

E i prodotti sono davvero locali? Si, se la sagra è fatta con coscienza, no se fatta solo per soldi. Comprare 50 kg di salsicce o pasta fresca in un cash fa risparmiare tempo e spesso anche soldi, quindi perché affannarsi? Taroccare prodotti locali, spacciando per essi merce scadente e a volte estera ( i prosciutti???)  è irresponsabile e ancor più grave se fatto con fondi pubblici, comunali, provinciali o regionali.

E ancora, tempo fa andai alla sagra dedicata ad un frutto di bosco, nel mezzo di una città di 60mila abitanti, e a parte un paio di dolci a tema, trovo nell’ordine: quello del per ‘o muss, quello dello zucchero filato, quello del torrone, il paninaro che si gira tutte le sagre e feste patronali della zona, 5-6 extracomunitari con merce contraffatta e per non farci mancare nulla un improbabile imitatore, che faccio meglio io Beppe Grillo e Oscar Luigi Scalfaro (ebbene sì, anche imitatore!!!) e una soubrette alquanto surreale. MA SE PO FFA??????? Se la Sagra è del Mirtillo o della Fragola, io voglio trovare mirtilli e fragole,  nel primo, nel secondo e pure nel caffè, sennò è solo un modo per vendere panini e penne al sugo evadendo il fisco.

CAPITOLO PREZZI. Solitamente non sono alti, tuttavia a volte ci si imbatte in vere e proprie speculazioni. Nelle Marche, ad una sagra dedicata al porcello, mezzo stinco con 4 patate mi costò ben 12 euro e faceva pure pena.

CAPITOLO TOILETTE. Manca poco che mi porti il cesso da casa. Sto studiando come fare e poi brevetto l’idea e divento ricco.

OVVIAMENTE NON TUTTE SONO COSI. SI RAGIONA SEMPRE PER GRANDI NUMERI.

MI FAREBBE PIACERE SENTIRE ESPERIENZE IN MERITO, DI CHI LEGGE, BELLE O BRUTTE.

Eccellente quella del maiale nero a Morcone dove per 10 euro avevi bruschette con lardo, un primo al ragù di nero, una costoletta ed una salsiccia con patate più un bicchiere di vino. Non male vero? Ma la sagra perfetta è quella di Stio, dei Cicci Maritati (17-23 agosto) a cui deve andare chiunque pensi di organizzare una sagra. Tutto funziona, tavoli assegnati tramite un sms che ti arriva sul cellulare dopo che ti sei registrato all’ingresso. Ragazze  in abito tradizionale  che ti servono con gentilezza e solerzia, SOLO piatti, locali e rari, come il grano cotto e foglie e patate, niente di fritto o arrostito, vini del territorio a prezzi ottimi. Stand di produttori della zona che spaziano dai salumi ai lavori in legno d’ulivo. Stand istituzionale del museo Paleontologico di Magliano Vetere con una gentile Responsabile e una graziosissima fanciulla, dal nome epico della figlia di Priamo, che ti trasmettono passione e competenza (Andate al museo, merita seppur piccolo). E soprattutto un distinto signore, viandante dei boschi a caccia di tartufi ed erbe rare da cui ho comprato un mazzetto di “ i capelli della Madonna”, è un seme? è un fiore,? non lo so, crescono solo in una zona interna vicino ad una chiesa dedicata alla Vergine e si dice portino fortuna. A me servirà dopo aver fatto incazzare anche gli organizzatori di sagre, dopo i cilentani e i ristoratori di fascia media. MA MAI NESSUNO CHE FA AUTOCRITICA PRIMA DI INCAZZARSI??????????????????????????

P.S. Se avete perso quella di Stio a inizio settembre a San Mauro Cilento c’è quella dei fichi, l’ho trovata sempre valida. Chi ne suggerisce a me qualcuna?

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65 Commenti a “Abolire il 99% delle sagre gastronomiche è una battaglia di civiltà”

  1. Giuseppe Orefice scrive:

    Ciao Marco, sono anni che vorrei scrivere un decalogo-manifesto della sagra (io preferisco festa) secondo Slow Food. Intenderei farne uno strumento a disposizione dei fiduciari da fornire agli interlocutori per far intendere quali sono le peculiarità che deve avere a nostro avviso una manifestazione per avere il sostegno o la partecipazione di Slow Food. Penso sarebbe molto utile. Pensaci.

  2. Giuseppe Orefice scrive:

    Ciao Marco, sono anni che vorrei scrivere un decalogo-manifesto della sagra (io preferisco festa) secondo Slow Food. Intenderei farne uno strumento a disposizione dei fiduciari da fornire agli interlocutori per far intendere quali sono le peculiarità che deve avere a nostro avviso una manifestazione per avere il sostegno o la partecipazione di Slow Food. Penso sarebbe molto utile. Pensaci.

  3. Marco Contursi scrive:

    Mi scrive in mail Raimondo Faraone Mennella che non è riuscito a postare sul blog,pregando mi di riportarlo:Scrive Raimondo Faraone Mennella:Caro Marco ti lascio la mia testimonianza, ieri sera è iniziato l’evento Cantinando Wine and Art a Barile con l’apertura del Parco Urbano delle Cantine a Barile, nove aziende del Vulture Elena Fucci , Carbone vini, Paternoster, Grifalco della Lucania, D’Auria, Cantine del Notaio , Consorzio Viticultori del Vulture, Michele La Luce, ovviamente basilisco, sono state ospiti nell’Azienda Bailisco della Feudi di San Gregorio per ospitare la terrazza dei Doc e Dop , eravamo presenti noi della condotta Slow Food Potenza che abbiamo offerto autotassandoci, in assaggio un pò dei presidi Lucani e Campani, c’erano Caciocavallo Podolico Pessolani di Abriola, Alici di Menaica, Colatura di Alici Nettuno di Cetara, Papacella Napoletana e Pomodoro Atntico San Marzano di Bruno Sodano, Cacioricotta di Capra del Cilento, Patè del carciofo Bianco di Pertosa, Olive Infornate di Ferrandina , Tutto questo per dirti che sembrava una Sagra ma per i prodotti che erano presenti non lo era.
    Stasera offriremo le stesse cose con possibilità di Bis che ieri era tanto richiesto a 3 euro ……….
    Cosa aggiungere di più? inoltre molte persone erano fiduciari e soci di condotte Trentino, Alto lazio , Roma , Bologna e via dicendo……………….della serie se si vuole si può , sensibilizzare le persone al cibo Buono Pulito e Giusto è difficile…………..

  4. Giancarlo Ioanna Filadoro Wine scrive:

    questa settimana ho fatto un giretto x le sagre , e inutile fare le degustazioni guidate, poi fuori in piazza ci sono le stesse cantine con vini completamente diversi come puo succede sta cosa ? non ce’ controllo ?? na pigliata x i fondelli ??

    • Molaro Mimmo scrive:

      bhe bisogna dire che anche i giornali e tv ne parlano…. e questi pseudorganizzatori ci fanno soldi
      RIFLETTETE…………………….

  5. Giancarlo De Gregorio scrive:

    Condivisibile il contenuto eccessivo e risibile l’uso delle maiuscole. Per favore non dimentichiamo la netiquette quando si scrive, da più forza al contenuto non il contrario.

    • Marco Contursi scrive:

      Egregio voleva solo essere un modo per attirare l attenzione su taluni concetti,non per rafforzarli,cosa che per un oratore è facile modulando il tono della voce mentre scrivendo non vi è altro modo.Tutto qui.Mi permetta poi che il termine netiquette,unione di un termine francese con uno inglese lo trovo orribile usarlo nella patria di Virgilio e Dante :-)

      • Giancarlo De Gregorio scrive:

        Esistono ben altri modi per attirare l’attenzione su determinati concetti nella lingua di “Virgilio e Dante”. “Netiquette” è un neologismo entrato nella lingua italiana, al pari di mail, post, un po meno “input”, legato alla nascita di internet. Può non piacere, sia come termine che come regole, ma contestarne l’uso è pura polemica. Saluti

        • Marco Contursi scrive:

          Confesso di non aver mai sentito il termine ed infatti ho dovuto fare una ricerca sul significato e sulle regole dello scrivere innrete mi perdoni,sono un giornalista cartaceo prestato a un blog :-).Dissento invece sul fatto che esistano altri modi per attirare l attenzione,o almeno io non li conosco.E comunque difendere in modo civile e con argomentazioni un proprio punto di vista non è mai magniloquente o pleonastico.

          • Michele scrive:

            1) Come detto dalla signora/signorina Benedetta Magliulo, in questo articolo si parla solo delle sagre-pacco e della sagra di Stio: prima di parlare/scrivere/postare, vada alle sagre e poi tracci un bilancio, sono molte di più dell’1% da lei ipotizzato le sagre vere;

            2) un giornalista, seppur prestato al blog, come dice lei, deve essere al passo con i tempi e con il progredire dei media quindi dire che non ha mai sentito la parola netiquette, dice molto sulla sua preparazione..lo sanno anche i bambini cos’è la netiquette e visto che lei non lo sa glielo spiego io in maniera molto semplice: è l’etichetta della rete, del web, etichetta intesa come modo di comportarsi. E contestare l’uso di una parola entrata a pieno diritto nel vocabolario italiano, fa di lei un semplice scribacchino, altro che giornalista..

            3) mi viene a dire anche che non conosce un modo per mettere in risalto alcuni concetti, alternativo all’uso delle maiuscole ma mi scusi ma che razza di giornalista è lei? nei suoi articoli non ha mai usato il grassetto, la sottolineatura, l’uso delle virgolette, l’uso delle parentesi, l’uso dei trattini, ecc. tutti strumenti per far risaltare un concetto, una parola, una frase, ecc., rispetto al resto del testo?

            Per tutte queste ragioni, non ha nessun diritto di appellarsi giornalista, al massimo giornalaio..

            Comunque, per restare nel tema del suo “articolo” (se così si puà chiaamare) – noti come ho ben usato nella stessa frase 3 modi per risaltare delle parole, dei concetti, all’interno di una frase, guardi ed impari – le consiglio vivamente di andare di persona alle sagre, invece di sedersi davanti alla tastiera del suo pc (significa personal computer quindi computer…) ed ergersi ad esperto critico………………….

          • Michele scrive:

            P.S.: tra l’altro, mi sono dimenticato di un’altra sua grave mancanza cioè un uso di parole volgari (sagra ecchitem…….) e di parole che, seppur ampiamente nell’uso quotidiano della lingua italiana, altro non sono che “dialettismi” e/o “volgarismi” (m riferisco alla parola cesso), tutte cose che un giornalista che si possa rispettare evita di fare/dire/scrivere/postare..
            Naturalmente questo è riferito ai veri giornalisti, non a lei………………………………………………..

      • michele scrive:

        nella terra di Virgilio e Dante…scrivere “input”, parola non italiana, e scriverlo con la EMME….
        Giornalista??? si ma di sagra paesana…

        • marco contursi scrive:

          Esimio imput è come scrive wikipedia “Nel linguaggio corrente, input è divenuto sinonimo di impulso o direttiva che consenta l’avvio di qualche opera, iniziativa o azione, spesso usato anche nella forma italianizzata di “imput”. Ossia quello che è già successo per Walzer divenuto Valzer o brioche divenuta brioscia…..comunque ha ragione quando dice che in inglese si scrive Input,come ho scritto, sono più avvezzo al latino e al greco che all’inglese….a lei dico Intelligenti Pauca…..ma mi sa che servirebbero troppe parole!!!
          p.s. ma tutto questo astio verso di me perchè ho detto una verità scomoda sulla maggior parte delle sagre? facciamo così,lei mi dice quanto si è intascato dall’ultima sagra organizzata (l’ho punta sul vivo!!!), io le faccio i complimenti per la sua scaltrezza e la chiudiamo qui ok?

  6. Carmelo Corona scrive:

    Post dai contenuti assolutamente condivisibili, in tutto e per tutto. E’ evidente che in tutta Italia le cose vanno sempre nello stesso modo. Io scrivo da Castelvetrano, provincia di TP, e ho vissuto sulla mia pelle cosa vuol dire trovarsi con il locale vuoto mentre tutti i tuoi clienti abituali sono a rimpinzarsi in modo disidicevole presso i banchetti di una sagra qualunque (anche in questo caso finanziata dal Comune per ingraziarsi un determinato Comitato organizzatore, composto sempre dalle stesse persone paraculo e lecchine del sindaco o di un dirigente del kaiser. Se però dovessi segnalare una Sagra degna di questo nome (dove davvero il prodotto LOCALE da valorizzare lo si ritrova dall’antipasto al gelato), allora in Sicilia credo che opterei per la Sagra del Carciofo di Cerda (PA). Nel video che posto a seguire, al minuto 18, è possibile vedere alcuni interessanti focus gastronomici di questo evento che si svolge ogni anno nel mese di aprile…

    http://www.youtube.com/watch?v=dakJzPcOioA

    • simon scrive:

      per fare una scrematura basterebbe che le associazioni di categoria facessero pressione alla zelante guardia di finanza che per 9 mesi si dedica ai piccoli commercianti ed artigiani per rivolgere un attenzione particolare ai bilanci di queste sagre e a seguire particolare attenzione ai bilanci annuali delle associazioni che le organizzano, nel giro di una stagione tutto sarebbe ricondotto alla normalità ….

  7. Angelo Aniello De Vita scrive:

    Caro Marco, condivido pienamente il tuo articolo…Però ti suggerisco la sagra del fusillo felittese (quel fusillo, te lo garantisco, solo a Felitto viene lavorato così…): la sagra è in corso e durerà fino al 24 Agosto…poi mi farai sapere…

  8. Enzo scrive:

    Sagra della cipolla rossa di Tropea, a campora San Giovanni in Calabria,io da napoletano l’ho trovata eccezionale,solo cipollaaaaaa in tanti modi,persino il gelato,tutto squisito e con un offerta a piacere

  9. Gianluca Lamanna scrive:

    Egregio dott. Pignataro, mi chiamo Gianluca Lamanna e sono il presidente dell’ Associazione “Pro Massicelle”, che dal 1995 organizza la “Sagra dei Sapori Cilentani”, dal 9 all’11 agosto a Massicelle di Montano Antilia. Quest’anno oltre a fare una
    differenziata del 68,8% durante la manifestazione, con smaltimento
    autonomo dell’umido, (nel dettaglio: 327
    kg di cui, 181 kg di umido smaltito autonomamente, 36 di multimateriale, 5
    kg di vetro, 3 di cartone e soltanto 102 di indifferenziata, per un
    totle del 68,8% di raccolta differenziata, come ogni anno abbiamo reperito le materie prime
    direttamente nello stretto circondario..Es: verdure di campo raccolte in
    loco, patate coltivate nei nostri terreni, olio d’oliva, miele,
    formaggio di capra da presidio slow food presente nel comune (azienda
    agricola Amaltea)..ecc. L’associazione “Pro Massicelle”, con i ricavati,
    pianifica le attività sociali per tutto l’anno e reinveste il proprio
    utile a beneficio della comunità. Va fatta un pò di pulizia, ci vuole un
    disciplinare, km zero e raccolta differenziata spinta. Un abbraccio.

  10. Tommaso Esposito scrive:

    Completamente d’accordo Marco. Ho chiuso con le sagre dopo averle ampiamente descritte per Paese Sera, in lungo e in largo, in Campania già all’inizio del 1980. Il declino è cominciato allora. Ma il record ce l’hanno quelli di Sant’Agata Dei Goti. Una a settimana: dagli gnocchi al fungo. Non manca nulla.

    • Marco Contursi scrive:

      Ma anche Dugenta e Cusano non scherzano…. :-)

      • Romualdo Scotto Di Carlo scrive:

        Ecco, sono esattamente gli esempi di sagre negative cui pensavo leggendo l’articolo di Marco.. e però… proprio quelle sagre credo siano organizzate da piccole aziende locali (macellerie o simili) e non hanno tutte le caratteristiche di una sagra. Ovviamente ci sono lodevoli eccezioni (sono testimone per parte mia della eccellente organizzazione della Sagra del Mare di Monte di Procida) ma il problema rimane e andrebbe affrontato su diversi livelli.
        Il primo problema sono i comuni, che non fanno filtro in nessun modo rispetto alla qualità della proposta: su questo c’è poco da fare se non continuare in una seria informazione, sperando che in qualche modo diventi cultura e possa passare a qualche amministratore.
        L’informazione è un altro problema: i giornali continuano a riferire tutto indiscriminatamente, non distinguendo le buone iniziative da quelle invece commerciali e di basso livello. Meritorio pertanto aprire anche qui una discussione su un blog così seguito.
        Altro capitolo è quello dei controlli: anche la sagra più locale e autentica non può avere minori controlli fiscali ed igienici di quelli che riceve regolarmente anche solo una paninoteca o una salumeria: è una questione di equità!

        • Marco Contursi scrive:

          sul fronte dell’informazione ci sarebbe molto da dire.Quanti si fanno o malanimo come il sottoscritto dicendo verità scomode.diciamocela tutta il 50 % dei locali di guide e affini potrebbe tranquillamente non essere segnalato.Ma puoi fare una guida di 100 locali in tutta Italia? o di 10-15 sagre in Campania?

          • Romualdo Scotto Di Carlo scrive:

            Vero, alla fine una selezione troppo esclusiva non raggiunge l’obiettivo. Troppo spesso però si pubblica qualsiasi annuncio acriticamente, senza nessun tentativo di controllo e/o approfondimento…

  11. Tommaso Esposito scrive:

    Un tentativo di segnalazioni serie lo aveva iniziato, ma mi pare sia concluso, per la Toscanan Antonio Passanese su Il Corriere Fiorentino con la rubrica Sagra Mon Amour
    http://corrierefiorentino.corriere.it/ricerca/firenze/search.do?q=sagra%20mon%20amour

  12. Marco Contursi scrive:

    Bella zona massicelle,ho conosciuto un produttore di salumi molto interessante.,

  13. Marco Lungo scrive:

    Beh, questa sulle “sagre” ci voleva tutta, complimenti, mi trovo del tutto d’accordo sulla disquisizione che hai fatto.

    Trovo peraltro molto da evidenziare alcuni fatti che hai detto, in particolare che queste “sagre” siano spesso il contraccambiare di favori fatti in campagna elettorale, così come sottolineo anche io il danno vero che portano a chi fa la ristorazione locale e che si sobbarca tanti oneri che, nel weekend, vengono vanificati da queste spesso squallide pantomime dalla florida inventiva ma con una pessima qualità oggettiva.

  14. Virginia Di Falco scrive:

    date le mie esperienze degli ultimi anni, non riesco ad essere equilibrata sul tema. La percentuale di abolizione del 99% proposta qui efficacemente da Marco mi sta benissimo.

  15. Mondelli Francesco scrive:

    Storicamente nel Cilento c’era solo la sagra delle alici fritte che si tiene i primi giorni di settembre a Pioppi,ma per vari motivi sono anni che non vi partecipo più,per cui non saprei se consigliarla o meno.PS.Purtroppo le precise e puntuali osservazioni di Marco non possono che essere condivisibili,anche se per altro verso viene da chiedersi come sia possibile che tanti eventi palesemente taroccati continuino negli anni a riscuotere tanto successo.FM.

    • Marco Contursi scrive:

      Secondo me hanno successo perché si spende meno che al ristorante e la gente basta che passa un po’ di tempo è contenta.Eppoi quanti capiscono o chiedono se un formaggio o un salume è locale o comprato al cash?E soprattutto quanti si lavano le mani dopo essere andati in bagno?io sono un po’ fissato però un minimo di igiene…

      • Romualdo Scotto Di Carlo scrive:

        Questo, Marco, è l’altro aspetto del problema: finché c’è folla a questi eventi, finché c’è domanda di intrattenimento mangereccio a basso costo e a controllo-zero, allora avranno ragione, purtroppo. gli organizzatori. L’unica risposta può essere solo quella della crescita della cultura alimentare e, per altro verso, del rispetto delle normative.

  16. barabenje scrive:

    quoto tutto, ma è una delle poche cose diverse dal solito che vengono organizzate dalle mie parti (genova) non toglietemele!

  17. Enrico Malgi scrive:

    D’accordo su tutto caro Marco. In passato l’unica sagra che ho frequentato per alcuni anni, e che valeva veramente la pena, è stata quella del fusillo di Gioi, ottimamente organizzata nel vecchio convento e sempre affollata di turisti. Purtroppo da alcuni anni per problemi economici e burocratici non esiste più. Peccato.

  18. Marco Contursi scrive:

    ho dedicato pochi giorni fa un pezzo ai fusilli felittesi….ottimi

  19. Lorena Pacelli scrive:

    Articolo interessante e condivisibile. :-) Da qualche anno cerchiamo di dare un’impronta diversa alla nostra Festa dello Struppolo a San Salvatore Telesino (BN), che quest’anno si terrà il 30-31 agosto e 1 settembre. I nostri punti cardine sono la filiera corta, l’acqua di rete, l’uso di stoviglie biodegradabili, la trasmissione della tradizione alle nuove generazioni attraverso la Scuola di Mastro Struppolo (le massaie fanno vedere sul momento come si prepara lo struppolo), il mercatino dell’agricoltura e dell’artigianato, la partnership con Slow Food Valle Telesina per i Laboratori del Gusto che coinvolgeranno anche i bambini. Tra l’altro a maggio siamo riusciti a far inserire lo struppolo e i “vanti”, entrambi tipicamente sansalvatoresi, nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Campania. Per saperne di più vi rimando alla pagina http://www.prolocosansalvatoretelesino.it/?page_id=940. Siamo una Pro Loco giovane e accettiamo consigli e critiche..venite dalle nostre parti a farvi un giro!Vi aspettiamo! :-)

  20. carmen grosso scrive:

    Buongiorno mi chiamo Carmen Grosso è faccio parte di un “Associazione la “ONLUS MICHELE CAVALLO” di Montano Antilia Salerno. con questa associazione ( che porta il nome di mio figlio morto di leucemia nel 2000) organizziamo tra le altre numerose attività, ” SAGRA DEI FIURIDDI E RUSPITIEDDI” che si tiene dal 5 all’ 8 agosto ogni anno ormai dal 2001. sono d’accordo con lei riguardo alla qualità delle sagre o perlomeno di alcune.

    Come diceva giustamente lei a volte è un gioco al risparmio quando alcuni “organizzatori” vanno a fare la spesa.

    noi a parte che abbiamo l’HCCP…come organinizzatori, tutti i prodotti usati per la preparazione dei piatti è strettamente locale, dalla farina per i primi, cavatelli e fusilli, fatti rigorosamente a mano dalle signore anziane e ragazze del paese. Macinata nel mulino locale. le salsiccie rigorosamente locali come i ” FAGIOLI DELLA REGINA” coltivati esclusivamente dai nostri concittadini, lo stesso vale per le melanzane e tutto il resto che viene servito. come anche il vino prodotto dalle cantine di un nostro concittadino. La sagra si tiene in un bosco incantevole la invito ad andare a vedere le foto sulla nostra pagina facebook “onlus Michele Cavallo”, abbiamo i posti a sedere e un parcheggio gratuito. nel corso degli anni la gente interviene sempre numerosa e nel corso degli anni si aggiungono sermpre moltissime persone. E noi aumentiamo i posti a sedere, il tutto contorniato da musica locale. abbiamo ragazze e ragazzi del posto che mantegono puliti i tavoli. Le mando una locandina per farle vedere il nostro programma. comunque l’invito alla sagra l’anno prossimo, si ricordi, lo scriva in agenda- 5-6-7-8 Agosto Montano Antilia provincia di Salerno. così si renderà conto e poi dirà cosa ne pensa…perchè ovviamente io sono di parte. la mia a-mail è: grossocarmen@alice.it
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=361501743977392&set=t.100001308649748&type=3&theater
    buona giornata Grosso Carmen

  21. Marco Contursi scrive:

    Ieri ho visto una sagra bellissima:”Sagra Nu Poc E Tutt Cos”!!!!!

    • Romualdo Scotto Di Carlo scrive:

      beh, non si può dire che non siano stati onesti… :-D

      • Marco Contursi scrive:

        Questa la devi sentire:a pietrastornina prov di Avellino sagra dei culurgiones tipica pasta Dell Ogliastra ossia Sarda.Ma come vengono certe idee?pur immaginando a cucinare un sardo trapiantato in Irpinia ma che c entra la sagra???!Ovviamente i sardi hanno protestato con gli organizzatori.

  22. Marco Contursi scrive:

    Sagra interessante a Roccapiemonte.Un piatto di rigatoni Vicidomini al ragù di bufalo 2.5 euro,vino 0,50 cent al bicchiere come pure acqua e anguria.

  23. Enrico Botte scrive:

    io resto profondamente scettico…la sagra perfetta non l’ho mai trovata. stasera mia moglie sarà a Stio, io purtroppo no, ma sono pronto a raccogliere la sua esperienza.

    sono sentimentalmente legato alla “Fiera della Frecagnola” a Cannalonga (SA), quest’anno dal 4 all’ 8 settembre (www.frecagnola.it) e non esprimo opinioni perchè sarebbero troppo di parte, ma alle sagre faccio proprio fatica ad andarci…

    • Marco Contursi scrive:

      Facci sapere come è andata aStio anche se il meteo promette pioggia.Ricordo La frecagnola come una gran bella sagra.

      • Enrico Botte scrive:

        a me piaceva andarci già nei giorni precedenti, quando tutto il paese era in fermento per i preparativi e l’aria era impregnata dell’odore di bollito che usciva dalle cantine delle case. una gran bella festa.
        ti aggiorno sull’esperienza di mia moglie.

      • Enrico Botte scrive:

        Il feedback da mia moglie è stato a dir poco stupefacente. tantissimi complimenti per l’organizzazione e per il clima festoso, ma per niente caotico.
        sui cibi si è prolungata in complimenti e apprezzamenti. hanno assaggiato tutto, anche perchè erano in tanti. qualche critica per i dolci e per la cosistenza dei cavatelli, ma niente di particolare.
        ho perso un’occasione??? sarà per l’anno prossimo.

  24. antonio scrive:

    una sagra differente, con la partecipazione e la benedizione di marco contursi…..

    http://www.prolocostriano.it/xxi-sagra-del-pomodoro-san-marzano-dop

  25. mariella scrive:

    salve ho letto con piacere il suo articolo e condivido in toto le sue opinioni..mi sento di segnalarle una sagra (magari lo hanno già fatto ma io non ho letto i commenti),la sagra dello ZENZIFERO a Quaglietta Sa,la sagra è originale perché si svolge in un borgo medievale,è incentrata su un unico prodotto originale che è appunto la pianta dello zenzifero che è tipica di quel paese e non si trova in nessun altro posto! la Sagra si è svolta i giorni 18 e 19 Agosto…potrà trovare molte informazioni sulla pagina FB riferita a Quaglietta,intanto le anticipo che con questo ingrediente si preparano i ravioli di ricotta della zona e zensifero,formaggio allo zenzifero,liquore allo zenzifero…spero ci vada e mi faccia sapere!! a presto

  26. Claudio scrive:

    Spero che SF non intervenga nelle sagre.

  27. guglielmo scrive:

    si può fare basta collaborare è progettare tenere solo quelle con scopi sociali che il ricavato andrà destinato al 100% ad una onlus o alla mensa dei poveri o caritas si può sempre trovare un intesa basta volerlo che cè vo tutto a favore degli Italiani i nuovi poveri gli immigrati prendono 80 euro al giorno esen tasse come un operaio specializzato

  28. A.G.Tricolore scrive:

    Dove l’haietta quelka degli ottanta euro.Poi son soldi della Comunita’ o di qualche politico di” buon cuore”.E pervhe’ li ricevono forse per motivi umanitari?lordi o netti, contanti o a pagheri’ dopopo che qualche nostro ministro leghista della minchia se lie’ intascati e poi dopo( che si son ctepati di fame) tra un anno forse gli eredi li avrannno.Possibile che pure nelle sagre devo leggere ste strunzate.

  29. ivan crico scrive:

    Mi sento di segnalare come esempio più che positivo la “Festa del lampone e del mirtillo” ad Avasinis, un delizioso borgo delle montagne friulane, in provincia di Udine. Qui si può trovare il mirtillo ed il lampone nella gran parte dei piatti, dal primo (nei tipici ravioli detti “Cjarsons”) al dolce e al gelato. Le altre pietanze sono quasi tutte tipici piatti della zona friulana, dal “frico” ai formaggi di malga, impiegati anche per creare stupende frittate. Unica concessione ai tempi moderni, le patatine fritte, che comunque si abbinano bene ai wurstel, da sempre impiegati in queste zone di confine, e alla birra, di cui viene proposta anche la versione aromatizzata al mirtillo. Musiche locali eseguite da suonatori locali, a differenza di tante sagre cosiddette “tipiche” a cui fanno da sottofondo musiche disco a tutto volume. Dimenticavo: i vari piatti vengono preparati nei cortili e nei portici dalla gente del luogo, ognuno con una sua specialità, cosa un po’ scomoda ma che però ti costringe, molto piacevolmente, a visitare il paese, vedere le persone che ti preparano le cose sul momento, utilizzando magari la cucina economica di casa. Insomma: gente davvero cordiale, luogo bellissimo, ed ottima ed intelligente organizzazione.

  30. Tiziana scrive:

    D’accordo con l’articolo al 100% e ti suggerisco la sagra del fusillo felittese, esiste da 39 anni e quest’anno è iniziata il 14 agosto e ha termine il 24 agosto! Si svolge a Felitto, nell’entroterra del Cilento, oltre a degustare il fusilli che è pasta fresca, simile al bucatino e servita con sugo di castrato o vitello o con sugo semplice o al forno con mozzarella!

  31. LuCastle scrive:

    Per chi come me lavora duramente (e gratuitamente, senza alcun contributo pubblico!) per organizzare una sagra, faticando per poter garantire piatti espressi (no congelati, no preparati,ecc) e fatti a mano, fa male leggere che si faccia questo bel fascio con tutte le erbe.
    Articoli come questo servono solo a dare giustificazioni, a chi non si sofferma a riflettere (ovvero il 99% della “gente”), per denigrare anche il lavoro di chi si impegna davvero al di sopra delle forze.
    Non voglio dilungarmi oltre, e credo che molto probabilmente non tornerò in questo blog per leggere se qualcuno abbia risposto a questa mia esternazione. Mi sono sentito di scrivere qls d’istinto per non dover, per l’ennesima volta, sentirmi svuotato da tanta crudeltà e facilità di giudizio. Allo stesso modo potrei scrivere che il 99% dei blog andrebbero aboliti per le scempiaggini che scrivono.
    Buone cose, da chi continuerà a lavorare per bene.

    • marco contursi scrive:

      intervento inutile…..invece di dirci quale è questa sagra che Lei organizza, così i lettori possono andarci e verificare e magari trascorrere una bella serata,lei fa solo l’offeso.Ha perso una occasione….anche perchè se legge la fine dell’articolo chiedo consigli su qualche sagra valida e un pò più sopra,specifico a chiare lettere che non sono tutte da buttare…perchè non si cerca di essere costruttivi quando se ne ha la possibilità????

      • Sandra scrive:

        Una delle migliori sagre del Cilento è quella che si svolge a Magliano Nuovo, la “Sagra del Cavatiello Maglianese”, ottima la qualità, splendido il paese, perfettal’ organizzazione.

  32. marco scrive:

    Ho girato tutte le sagre del Cilento caro signore, e ce ne sono di belle, ben organizzate e di qualità. Si vergogni di mancare di rispetto alle tante persone che, spesso, in modo gratuito e solo per dare un po di movimento ai tanti piccoli paesi che stanno scomparendo . Lei ne nomina solo qualcuna, per chissà quale subdolo motivo, o per far piacere a qualche suo amico. Rifletta prima di parlare, e soprattutto ci vada alle sagre.

    • marco contursi scrive:

      Gentile Marco, il mio era un pezzo di denuncia sulle sagre in generale non su quelle cilentane,Ne nomino solo qualcuna poichè non è un pezzo sulle sagre valide e comunque chiedo ai lettori di segnalarne di buone in cui sono stati.Infine non ho nessu rapporto con la sagra di Stio ma è palese che è una delle migliori, mi dica Lei in quale sagra l’accesso ai tavoli è regolato da un programma informatico che ti manda un sms appena si libera un tavolo?

  33. Benedetta Magliulo scrive:

    Questo articolo parla solamente di due tipi di sagre: le sagre-pacco e la sagra che si tiene a Stio. Eppure la mia esperienza di sagre cilentane è molto positiva e posso affermare di conoscere molto bene il territorio, lo frequento da tempo sterminato (costa ed entroterra). Cito le mie preferite: la sagra di Giungano della pizza cilentana (da non confondere con quella napoletana) e la festa del pane di Trentinara (in un borgo molto caratteristico che sente molto le tradizioni contadine), ma non disdegno anche Rutino, Ostigliano e Perito. Chi frequenta quelle zone sa che certe sagre si agganciano a lontane tradizioni locali e riescono a fare vetrina di certi deliziosi paesini ormai dimenticati, che traggono occasione per mostrare anche pezzi di artigianato locale, il tutto lungo percorsi che penetrano i borghetti medievali. Mi sorprende tanta delusione, invito l’autore dell’articolo a visitare più approfonditamente il Cilento o per periodi più lunghi (le sagre che ho citato sono tra le più sponsorizzate, è strano che non le conosca), scoprirà che i tesori gastronomici locali possono gustarsi tanto nei ristoranti quanto nelle sagre!

    • marco contursi scrive:

      Gentile Benedetta, il perchè ho citato Stio lo può leggere appena sopra, nella risposta ad un altro lettore.Circa le sagre cilentane, è verissimo ce ne sono di valide e conosco personalmente quelle che lei cita.Ma ce ne sono anche di pessime, le dico solo che in una trovai un venditore di taralli pugliesi e un formaggiaio lucano, buoni ma che col territorio non c’entrano niente.Tenga poi presente che in alcuni borghi,ogni week end fanno una sagra (sagra dei wustel in Cilento!!!) e l’economia dei ristoranti va in malora.L’articolo voleva attirare l’attenzione su un fenomeno generale, e se legge bene, io parlo di 70% di sagre poco valide, il restante 30 sono le buone.Un pò di occhio critico poi ci vorrebbe in chi va alle sagre e non deve prendere per oro colato tutto quello che vede solo perchè il contesto del paesino conferisce un’aura di genuino….molti dei salumi e dei formaggi, spesso vengono dalla grande distribuzione, ma lo sa quanti kg di sopressata t ci vogliono per far mangiare 2-3mila persone?a 50 g la porzione, ma spesso sono più abbondanti per evitare lamentele?da un maiale,facendola a dovere ne escono 10-15 kg.Faccia Lei due conti.Ovviamente ci sono anche le sagre valide..

  34. Marco Contursi scrive:

    Gentile Michele mi è difficile rispondere a una persona che offende senza avere il coraggio di firmarsi,palesandosi per quel che è…..un arrogante codardo.
    Le faccio solo presente che ho parlato del 70% delle sagre,avendone girate oltre 20 cilentane e una 30ina di altre province.E se alla gran parte delle persone taluni prodotti somministrati possono sembrare locali,non lo sono per un palato allenato e profondo conoscitore del settore.Il fatto poi che si sia costituita una associazione di ristoratori contro le sagre,la dice lunga sul danno che fanno ai ristoranti.
    Infine circa il mio modo di scrivere su un blog,totalmente diverso da un pezzo su carta scritta per mia scelta stilistica che vira verso il dialogato e l informale ( da qui l uso di termini coloriti) ,capisco non possa piacere a lei come non piace a me essere letto da chi offende nell anonimato di una tastiera, ergo basta andare oltre quando vede la mia firma.Entrambi non perderemo nulla.

  35. FelicementeAmmogliato scrive:

    Sono d’accordissimo con il sig. Contursi, io ricordo nella mia zona che è la bassa ciociaria quando si facevano si le sagre erano delle specie di spot per prodotti locali come la pannocchia, le castagne, cocomeri, l’uva o al massimo se preparati tipo la fresella e non so se tutti la conoscono, insomma prodotti della terra o preparati ma rustici, e soprattutto fino a circa 20 anni fà erano gratis, ovviamente senza fare 10 bis, oppure a libera offerta, è normale che allora dopo aver mangiato il prodotto che ti offrivano andavi allo stand vicino ed acquistavi altri prodotti che dovevi ovviamente pagare, altrimenti le sagre diventavano un costo impossibile da sopportare anno dopo anno.
    Poi all’improvviso hanno capito che ci si poteva lucrare sopra e così sono esplose una fauna selvatica di sagre, ed il bello che con chiunque parli dei promotori, sembra sempre che per organizzarle ci rimettano di brutto ogni anno, ma credo che la cosa sia poco vera, perché se c’è un popolo poco incile alla beneficenza siamo proprio noi, almeno io personalmente posso buttare soldi per 2/3 anni ma dopo smetto, invece vedo sui manifesti che sono arrivati alla 15/20ma edizione.
    CMQ ci sono anche sagre molto piacevoli e ben organizzate che una famiglia media di 2 adulti e 2 bambini con minimo €50 (sfido a trovare di meno perché il + delle volte sono porzioni mini e quindi ne acquisti anche 2/3) passi una serata diversa.