Aegusa Marsala 1952, quando il tempo rincorre il vino

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Marsala Aegusa 1952

Uva: grillo
Fermentazione e maturazione: legno
Prezzo: 650 euro franco cantina
Quando mi trovo di fronte a certi vini mi viene in mente l’India. Benché sinora abbia avuto la fortuna di viaggiare moltissimo mi sono sempre sentito inadeguato culturalmente per affrontare questa meta. Vero, certe cose bisognerebbe prenderle più alla leggera, andare per titoli e certezze, come insegnano i manuali per manager finanziari che hanno portato l’Occidente alla soglia della bancarotta.
A volte leggere, studiare e viaggiare ti riesce solo a dare la dimensione della tua sconfinata ignoranza delle cose.
Anche nel vino è così. Più si beve e meno si è sicuri delle certezze dalle quali si era partiti. Stili che mi coinvolgevano da ragazzo ora non riesco ad avvicinarli, e il contrario. Tutto può accadere (cit.)
Perciò quando nel corso dell’ultimo Sicilia En Primeur mi è stato offerto questo bicchiere, per quanto paradossale possa sembrare, lo stavo per rifiutare, ho pensato di non avere strumenti sufficienti per affrontarlo e goderlo in pieno. Volevo rinviare questo momento
Si tratta di una riserva messa in piedi da Vincenzo Florio e commercializzata nei millesimi migliori, sinora 1994, 1989, 1974, 1964, 1952 e 1941.
Poi la curiosità di mestiere si è imposta, ma anche la mia passione sempre più marcata per i vini dolci, gli unici in grado di far comunicare i bevitori con i non bevitori perché piacciono a tutti.

Marsala Aegusa

Il colore ambrato, da miele di castagno lascia però intuire quella che sarà la verità di questa bevuta. Ossia l’enorme energia vitale espressa dalla freschezza di un vino che potrebbe essere bevuto tra qualche secolo.
I rimandi immediati sono alle sciuscelle, le carrube, il ricordo dell’infuso del mallo di noce nel nocillo, le note di erbe mediterranee seccate dal sole a bicchiere vuoto.
In bocca questa promessa torna, il vino appare quasi smagrito dagli anni, non ha un minimo di esubero zuccherino in bocca, scivola rapidamente allungato da una nota fumé, caffé, cenere, dal tostato e soprattutto dall’acidità che si è conservata intensa e vibrante. Una emozione grande, con il naso in continua evoluzione perché in questi casi il tempo conservato viene restituito lentamente.
Uno di quei casi in cui è peccato abbinare il cibo.

Sono bicchieri come questi che fanno territorio, capaci di raccontare l’incredibile storia di Marsala, la vera Mecca del vino italiano e del Mediterraneo.

Via Vincenzo Florio, 1 Marsala
Tel. 0923 781111
www.cantineflorio.it

Un commento

  • Francesco Mondelli

    (26 aprile 2012 - 20:10)

    Ti fa’ onore l’onesta’ intellettuale quando affermi che piu’ vini si assaggiano e meno certezze rimangono,ma ancora di piu’ la giusta riverenza che bisogna portare a certi nobili elisir conoscendo la nosta ineguadezza al riguardo In questi casi non rimane altro che alzare le mani e ringraziare chi piu’ ci aggrada.

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