Aglianico e Piedirosso, dieci grandi vini sotto i dieci euro

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Bere bene, tipico e a poco prezzo? Non solo è possibile, ma molto facile quando vi muovete al Sud dove il consumatore odierno ha un gran bel vantaggio rispetto a quello della generazione precedente, parliamo di appena una ventina di anni fa: la compressione dei prezzi costringe i produttori a fare qualità.


È il caso, ad esempio, di cinque straordinari Piedirosso dei Campi Flegrei, tutti sotto i dieci euro franco cantina:

 

 

Peppino Fortunato e Vincenzo Di Meo

Contrada Salandra, La Sibilla

 

 

Emanuela Russo e Gerardo Vernazzaro

Cantine Astroni

 

 

Raffaele Moccia

Agnanum

 

 

Francesco Martusciello jr

e Grotta del Sole. Cinque proposte di vini nati in vigna tra il Parco degli Astroni e Cuma, dove, tra i cento vulcani spenti, questo rosso antico e moderno si è ben acclimatato candidandosi ad essere la star delle prossime stagioni grazie ai tannini morbidi, il corpo sottile ed elegante.
Le tecniche di vinificazione si sono notevolmente affinate presentando sempre prodotti dai gran profumi nel bicchiere. Dalla carne al pesce, passando per i piatti della Pasquetta, il Piedirosso vi fa sempre buona compagnia. Da preferire in questo momento le annate 2008 e 2009.

 

 

Antonio Capaldo

Anche l’Aglianico può regalare, ma è meglio aspettare un po’ di tempo per lasciarlo piallare dal tempo. La Feudi di San Gregorio presenta con un Irpinia doc, Aglianico dal Re, pensato per l’alta ristorazione che esce a poco più di sei euro dalla cantina.

Giovanni e Mario Struzziero

Molto tradizionali, qui siamo tra i quattro e i cinque euro, l’Aglianico di Struzziero

Carolin Martino con il padre Armando

e di Martino. Le storiche aziende di Venticano e di Rionero in Vulture presentano entrambe l’annata 2008, molto fresca, elegante, veloce in bocca, abbinabile ai piatti più strutturati.

Roberto Di Meo (foto Monica Piscitelli)

Austero ed elegante anche l’Aglianico Di Meo, a Salza Irpina mentre, per fare un salto nel Cilento, un bella cornice al Donnaluna rosso di Bruno de Conciliis

Bruno de Conciliis (FotoPigna)

energico, leggermente più fruttato rispetto ai cugini irpini, ingentilito da un po’ di primitivo, ma comunque potente ed efficace sulla tavola di Pasqua.

Pubblicato sul Mattino nel supplemento di Pasqua

5 commenti

  • Denny

    (22 aprile 2011 - 10:19)

    Consiglio un altro Aglianico del Vulture dall’ottimo rapporto qualità/prezzo: il Balìaggio della Cantina di Venosa; ora in commercio si trova l’annata 2007 nella grande distribuzione a meno di 5 euro.
    Carpe Diem

  • nino scano

    (22 aprile 2011 - 10:53)

    Visto che ci troviamo perchè non provare anche Quercus Domina di Caputalbus Ponte(BN) sotto i 7€?

  • Angelo

    (22 aprile 2011 - 17:31)

    Lucià, due rosati per i palati fini; ho appena saggiato quello di peppino Pagano, da uve aglianico: ottimo! Poi un classico insolito, il piedirosso di Luigi e Tina Di Meo de La Sibilla, il Pedirosa: finissimo e franco! E Buona Pasqua a tutti… :-)

  • luciano pignataro

    (22 aprile 2011 - 18:42)

    L’ho provato sì. Ottimo, ma il vino più buono di Peppino è il Fiano di Stio

  • Angelo

    (22 aprile 2011 - 20:21)

    Già in carta, e presto recensito..

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