ANNO in FLESSIONE, il 2009 non sarà migliore
Secondo le stime di Agriturist (Confagricoltura), è cresciuta l’offerta, ma non la domanda. Soggiorni più brevi e fatturati aziendali in discesa. Si dovrà puntare sugli stranieri.
“Per un settore ancora giovane come l’agriturismo, in costante crescita di offerta, non basta consolidare la domanda, occorre ogni anno incrementarla, altrimenti i redditi delle aziende soffrono”. Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura), sintetizza così la tendenza negativa delle vacanze in fattoria maturata negli ultimi anni, complicata dalla recente crisi economica mondiale.
“E’ necessario – prosegue il presidente di Agriturist – investire di più sulla promozione soprattutto per intercettare ospiti stranieri, che richiedono soggiorni più lunghi. Un altro fenomeno degli ultimi anni, infatti è quello delle prenotazioni per periodi brevissimi, anche in alta stagione. E’ una tendenza non nuova, ma quest’anno c’è stata un’accelerazione per la necessità di contenere le spese…”.
Insomma, il boom dell’agriturismo, più volte evocato, nel 2008 non c’è stato né poteva esserci; non c’è stata la crescita di ospiti da molti annunciata in occasione di ogni festività… C’è stata – secondo Agriturist – la sostanziale conferma del numero di ospiti dell’anno scorso (2,8 milioni), ma hanno fatto vacanze più brevi (4,6 giorni, in media) e soprattutto si sono distribuiti su un maggior numero di aziende (+ 5,4% rispetto allo scorso anno). Di conseguenza i pernottamenti sono diminuiti (- 1,1%) e soprattutto si è abbassata la percentuale di utilizzazione degli alloggi (- 7,4%) con una diminuzione del fatturato complessivo del settore (-1,2%) e, più sensibile, del fatturato medio per azienda (-6,2%). Se poi consideriamo un aumento dei costi di gestione e promozione non inferiore al 5%, il risultato del 2008 – secondo Agriturist – può considerarsi moderatamente positivo solo tenendo conto che siamo in un momento di crisi generale dell’economia.
Che succederà nel 2009? La previsione di Agriturist va in direzione di una conferma delle tendenze registrate nel 2008, mitigate da un leggero rallentamento della crescita dell’offerta. I prezzi resteranno generalmente fermi, si diffonderà ulteriormente la pratica delle offerte last-minute, si registrerà una parziale compensazione di questi effetti negativi grazie ad un lieve incremento della spesa su servizi diversi dall’alloggio, come la ristorazione, le passeggiate a cavallo, le attività didattiche.
Qualche segnale positivo potrebbe venire da una diffusa maggiore attenzione delle imprese verso internet, che rappresenta lo strumento di gran lunga più efficace per raggiungere il pubblico: stanno crescendo e razionalizzandosi gli investimenti in questa direzione, non trascurando la formazione professionale che consente all’imprenditore di essere più consapevole nelle proprie scelte, incalzato com’è da una miriade di proposte di servizi promozionali, gran parte dei quali, inevitabilmente, di modesta qualità.
Agriturismo in crisi? Non ancora! Ma…
Giorgio Lo Surdo, Direttore Nazionale di Agriturist (Confagricoltura): “Momento non facile. Puntiamo su lotta all’abusivismo, promozione e formazione professionale”. Conferenza Stampa martedì 17 febbraio.
“Né boom, né crisi… – dichiara Giorgio Lo Surdo, Direttore Nazionale di Agriturist (Confagricoltura) commentando alcune recenti notizie di stampa – ma siamo in una fase delicata di crescita dell’agriturismo e in piena congiuntura economica sfavorevole. Dobbiamo lavorare sodo, ed ottenere più ascolto dalle Istituzioni su alcune questioni delicate”.
“Un primo serio problema, su cui chiediamo alle Istituzioni interventi efficaci – prosegue il Direttore Nazionale di Agriturist – è quello dell’abusivismo. Ovunque, ma soprattutto in campagna dove si nascondono meglio, ci sono migliaia di esercizi ricettivi che operano senza alcuna autorizzazione: non pagano le tasse e possono quindi praticare prezzi minimi, e spesso si autoqualificano agriturismo senza neppure avere una azienda agricola. Per non parlare di quei bed and breakfast che vanno ben oltre i limiti di occasionalità e di piccola ricettività previsti dalla legge, e magari preparano anche i pasti… A livello locale queste attività abusive sono conoscibili, o addirittura conosciute: occorre finalmente che siano fermate o messe in regola”.
Per quanto riguarda la promozione, Agriturist chiede che l’agriturismo sia finalmente riconosciuto, a pieno titolo, parte integrante della proposta turistica italiana sui mercati internazionali delle vacanze. Anche perché l’agriturismo, con la propria originalità, può attrarre molti più ospiti di quelli che è capace di contenere, apportando benefici a tutto il sistema turistico nazionale. “E’ davvero sorprendente – secondo Lo Surdo – che si giri intorno, da anni, a grandi progetti di promozione del turismo italiano su internet quando poi il portale dell’ENIT continua sostanzialmente ad ignorare l’esistenza dell’agriturismo e ci vorrebbe nulla per aggiornarlo”.
Il terzo asse portante della politica per l’agriturismo dei prossimi anni è costituito – secondo Agriturist – dalla formazione professionale. La qualità dell’accoglienza, la capacità delle aziende agrituristiche di stare sul mercato, passano attraverso la crescita della cultura di impresa e delle competenze specifiche in materia turistica. “La qualità media della gestione agrituristica – conclude il Direttore Nazionale di Agriturist – è in costante miglioramento, ma certamente si può fare di più. E’ importante, poi, che le imprese imparino a promuoversi, soprattutto tramite internet, lavorando sulle conoscenze tecniche e anche sui contenuti del messaggio rivolto al pubblico”.
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