Agriturismo Portasirena

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In memoria di una stazione
di Diodato Buonora

Via Ponte Marmoreo
Tel. 0828.721035 – 339 2190258
Chiuso il martedì
http://www.portasirena.it
portasirena@tiscali.it

Agriturismo Portasirena

Porta Sirena, una delle quattro porte dell’antica Poseidonia, ha dato il nome a questa nuova meta gastronomica di Paestum, la più bella città della Magna Grecia. è la porta che guarda ad est, verso i monti, a poche decine di metri dalla stazione di Paestum, o meglio quella che una volta fu la stazione di Paestum. Infatti, chiamare stazione ferroviaria quello che ne è rimasto, dove ogni tanto ferma qualche treno, è, secondo me, uno schiaffo alla memoria degli abitanti del luogo. Pensate, e chi si occupa di storia pestana lo sa molto bene, alla fine dell’800 la stazione di Paestum era super accessoriata. C’era il famoso “Restaurant de la Gare”, gestito da Rocco Barrella che, oltre ad una ristorazione importante per quell’epoca, preparava pasti pronti all’arrivo e alla partenza di tutti i treni. Porta Sirena, invece, era la porta d’entrata ai monumenti. Il resto è storia recente: alla stazione di Paestum non si possono più fare (o acquistare) i biglietti, non c’è nessuno che dà informazioni, non c’è un bar, non sempre ci sono i taxi e a volte è anche un luogo pericoloso perché frequentato da persone poco raccomandabili. In più, scriteriate amministrazioni del passato, in cambio di soldini da parte delle FS, hanno fatto chiudere il passaggio a livello, senza dare prontamente un’alternativa viaria agli abitanti del posto, e quindi, i cittadini che abitano appena dopo la ferrovia, se vogliono raggiungere la zona archeologica, che è a poche centinaia di metri, devono percorrere 3-4 km. Mi fermo con le polemiche e, cambiando discorso, passo a tavola. Il posto che ho visitato è l’agriturismo Portasirena (una sola parola) che è stato inaugurato lo scorso aprile. è stato completamente e sapientemente ristrutturato un vecchio casolare che ad inizio ‘900 ospitava i coloni della masseria.

Nella foto da sinistra: Daniele Lanza, Raffaele Caramante, Giuseppe Marranzini, Carmine Farina e Giovanni Barlotti

Ora la struttura, immersa in un immenso pescheto, dispone di 12 camere dotate di ogni comfort, un salotto e una sala degustazione che sono state ricavate da vecchie stalle. Per raggiungere il posto è molto semplice ed agevole: dalla S.S. 18, all’uscita di Paestum (quella che si trova nei pressi della stazione) si svolta verso Capaccio capoluogo e dopo poco più di cento metri sulla sinistra, troviamo la nostra meta. Il posto è suggestivo, elegante ed invitante. Bello veramente. A riceverci c’è Giovanni Barlotti, che gestisce il posto assieme al proprietario della struttura, Gaetano Jemma, lo stesso che ha l’omonimo e famoso caseificio di Battipaglia che utilizza unicamente il latte proveniente dalla sua azienda bufalina. Giovanni, invece, è conosciuto per avere gestito, fino a qualche mese fa, la nota ed attrezzata enoteca “Il Calice” di Paestum. Mi basta poco per capire che il tutto è organizzato in modo preciso e minuzioso.
In sala ci sono camerieri di professione e i tavoli sono curati nei minimi dettagli. L’offerta del menu è basata sui prodotti locali come verdure, formaggi e carni. Gli antipasti che vengono offerti, per esempio, sono l’involtino di verza, il fiorellone pastellato, crocchette di patate, formaggio fuso, ricotta fritta e pizzetta pomodoro e basilico. Per avere un assaggino di tutto, come ho fatto, è sufficiente scegliere l’antipasto Portasirena. La scelta dei primi che varia periodicamente, a secondo delle stagioni, è limitata ma interessante. La mia è caduta su gustosi paccheri con pomodoro e ricotta di bufala. Gli altri primi erano il “risotto con funghi porcini” e le “lagane e ceci”. I secondi piatti sono esclusivamente di carne (proveniente dall’azienda Jemma) e alla griglia. La mia tagliata di bufalo ha mostrato in pieno le qualità dello chef Giuseppe Marranzini, giovanissimo di Roccadaspide che sicuramente farà parlare ancora molto di sé. La carne, molto succulenta, era condita e cotta al punto giusto come pochi sanno fare. Era tardi ed ho rinunciato al dolce, comunque Portasirena offre una vasta scelta. Come vino ho gustato ed apprezzato il Clanius, l’aglianico dell’azienda Caputo. La spesa al Portasirena, per un pasto completo, si aggira intorno ai 30/35 euro, vini a parte. Di questi tempi è un vero affare. Credo che anche lo storico Rocco Barrella, del Restaurant de la Gare, sarebbe felice di avere un concorrente come Portasirena, che in un certo qual modo fa rivivere la storia di Paestum di un secolo fa.