Agropoli, Dietro L’Angolo

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Via Piano della Madonna
Tel. 0974.833917
Chiuso il martedì.
In settimana aperto solo la sera, la domenica solo a pranzo

Sono ad Agropoli, da sempre la porta naturale del nostro Cilento. Una cittadina che dopo anni di “alti e bassi” sembra aver trovato il suo giusto assetto politico. Il paese è in forte crescita strutturale, si sta lavorando con impegno per rendere il territorio vivibile. Alcune cose sono già state fatte, altre si stanno costruendo e programmi molto ambiziosi stanno per diventare realtà. Tra quelle eseguite e molto apprezzate, un posto d’onore spetta al grande parcheggio gratuito realizzato al centro città, al posto dell’ormai inutilizzato vecchio stadio sportivo Gino Landolfi. Ed è proprio immediatamente nei pressi di quest’opera che si trova la nostra meta gastronomica che si chiama «Dietro L’Angolo», un locale aperto solo dallo scorso ottobre, grazie all’incremento di licenze concesse dalla nuova amministrazione. Prima era un circolo ACLI. Per arrivarci, dopo aver parcheggiato, andando in fondo a sinistra e subito dopo ancora a sinistra, trovate il “nostro” ristorante. Dall’esterno si nota un ingresso modesto, semplice, che invita ad entrare. All’interno una sola sala, 32 posti, arredata in modo non impegnativo e divisa con gli ambienti di servizio da un grande arco. I tavoli sono abbelliti con rose fresche ed altri fiorellini, le tovaglie sono di colore azzurro mare, i coprimacchia e i tovaglioli sono bianchi, mentre le sedie sono in legno non impagliate, comunque comode. Il ristorante è all’interno di un vecchio palazzo agropolese costruito intorno agli anni ‘30 del secolo scorso. A gestire il locale troviamo Giovanna Monzo, mentre in cucina c’è la signora Antonietta Stirone. Giovanna è nata in Australia, poi 13 anni fa decise di tornare nella sua terra d’origine, dove ha sempre cercato posti in cui si potesse occupare della sua passione: la gastronomia e l’ospitalità. Non ordiniamo, lasciamo fare come al solito, quando il locale ci ispira fiducia. Nell’attesa diamo una sbirciatina al menu: è semplice, ben redatto e la scelta è interessante tra mare e terra con una certa predilezione verso il pesce. I prezzi sono più che onesti. All’inizio ci portano un antipasto di mare, preparato bene, cucinato come dovrebbe essere, condito con l’olio giusto e composto da insalata di polipi, frutti di mare e gamberi. Insieme ci hanno servito dei centrotavola con varie sfizioserie calde come delle particolari melanzane farcite con la scarola, altre con mozzarella e verdurine, poi ancora un gambero avvolto in una fettina di melanzane, dei gamberi gratinati in conchiglia e una squisita crostatina (quiche) farcita con broccoli, cavolfiori e gamberetti. A essere pignolo e volendo cercare un difetto, avrei preferito che questi ottimi stuzzichini caldi ci fossero stati serviti dopo il pesce, magari in un piatto a parte. Ma la semplicità e la genuinità del luogo fanno dimenticare queste piccole ingenuità, come anche per esempio il fatto che il vino ci è stato servito senza farcelo assaggiare. “Torniamo” a tavola ed ecco che ci arrivano dei paccheri di Gragnano accompagnati da un ragù di filetti di spigola con olive nere. Anche in questa portata si è notata la bella mano esperta ai fornelli. Complimenti. Come secondo ci sono state servite delle semplici, buone e fresche marmore alla griglia dove il profumo del mare faceva la parte del protagonista. Per chiudere in dolcezza abbiamo preso gli ottimi dolci della casa. Come vino, da una lista che comprendeva una decina di etichette in maggioranza campane, abbiamo gustato con piacere Pietramara 2006, il Fiano di Avellino de I Favati di Cesinali, solo 12 euro, un vino che dà il suo massimo almeno un anno dopo la vendemmia, ad ulteriore prova che non sempre è vero che i vini bianchi vanno bevuti giovanissimi. Il conto si aggira sui 30 euro a persona.

Diodato Buonora

Dal settimanale Unico numero 10 del 21 marzo 2008diodatobuonora.blog.tiscali.it