Al-Cantàra, arte e poesia del vino |Garantito Igp

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Al Cantara
Al Cantara

di Lorenzo Colombo

“Un buon vino è poesia, e per farlo ci vuole arte”.
Con queste parole si apre il sito aziendale, ecco quindi che l’azienda AL-CANTÀRA applica l’arte non unicamente al contenuto della bottiglia, ma anche alle etichette, opera di Alfredo Guglielmino, della bottega catanese Cartura, il quale s’è ispirato, nel crearle, alle poesie di Nino Martoglio, poeta catanese, vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900.
I nomi dei vini Etna Bianco Doc “Luci luci” e Etna Rosso Doc “O’scuru o’scuru”sono tratti dalla poesia “Li me sonetti”-Sonetti siciliani sulla mafia-, mentre l’Etna Doc Rosato “Amuri di Fimmina e Amuri di Matri” deriva il suo nome dalla raccolta “A me’ Matruzza. La ‘Atta e la Fimmina Storii d’ amuri”, e, molti altri prodotti aziendali traggono il loro nome, e l’ispirazione dell’etichetta, da altre poesie del poeta catanese.

L’azienda di Pucci Giuffrida è nata nel 2005, s’estende su quattordici ettari in proprietà, e prende il nome dal fiume Alcantara, che lambisce la Contrada Feudo Santa Anastasia a Randazzo (Ct), presso la quale si trovano i vigneti aziendali (Al-Cantàra in arabo significa ponte).
Le bottiglie prodotte sono circa 20mila all’anno.

Avevamo avuto occasione d’apprezzare, lo scorso anno, durante la tappa milanese dell’Etna Grand Tour, O’ Scuru O’ Scuru, Etna Rosso DOC 2012, questo vino nasce all’ombra dell‘Etna in una valle tra la catena montuosa dei Nebrodi e il vulcano. I vitigni interessati sono: il Nerello Mascalese ed il Nerello Cappuccio, che per l’appunto danno vita alla Doc Etna Rosso.
Ora ci dedichiamo ad altri due vini della linea HoReCa:

– Etna Dop Bianco “Luci Luci” 2013 – 12,5% vol.
Ottenuto con uve di Carricante in purezza, coltivate in una valle tra il vulcano e i monti Nebrodi, ad una altitudine di 650 metri slm.
La zona di produzione è la Contrada Feudo S. Anastasia, nel comune di Randazzo (CT), la densità delle vigne è di 6.000 ceppi per ettaro, i vigneti, situati su suolo vulcanico ricco di minerali e di scheletro. Le vigne hanno dieci anni d’età e sono allevate a doppio cordone speronato e la resa è di 75 quintali per ettaro.
Si vendemmia solitamente a metà ottobre, l’uva viene posta in una cella frigorifera a -2° C per circa 8 ore. La fermentazione alcolica avviene in vasche d’acciaio, viene quindi indotta quella malo lattica, il vino rimane poi a maturare sulle fecce per almeno 6 mesi.
Giallo verdolino luminoso, di buona intensità.
Intenso al naso, fruttato (pesca, pera, frutta tropicale), agrumato, pulito, fresco, con accenni minerali e vegetali.
Fresco alla bocca, con spiccata vena acida, sapido, fruttato, tornano i sentori agrumati, leggere note vegetali, buona la persistenza.

– Etna Dop Rosato “Amuri di Fimmina e Amuri di Matri” 2013 – 13,5% vol.
Nella tradizione etnea il vero nerello mascalese era rosato e soprattutto trasparente.
“Amuri di Fimmina e Amuri di Matri” è per l’appunto un Doc dell’Etna Rosato, vinificato secondo i dettami di questa tradizione etnea.
Prodotto con uve Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio provenienti da un vigneto di due ettari collocato a Randazzo a 650 metri di quota, con densità di 6.000 ceppi/ha, ed allevato a doppio cordone speronato.
La vinificazione prevede una macerazione a freddo delle uve prima della pressatura, dopo la fermentazione alcolica, in acciaio, segue la fermentazione malolattica -spontanea- quindi il vino s’affina sulle fecce fini prima dell’imbottigliamento.

Il colore è rosa antico, tendente all’aranciato, luminoso.
Discreta l’intensità olfattiva, , pulito, con nota alcolica in leggera evidenza, si colgono piccoli frutti di bosco, note di tabacco ed accenni floreali e vegetali che rimandano al fieno.
Fresco alla bocca, decisamente sapido, quasi salino, intenso, fruttato, con buona nota alcolica e lunga persistenza.

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