ALEPA di Paola Riccio a Caiazzo

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Paola Riccio

Alepa di Paola Riccio
Caiazzo
Via Baraccone
Tel. 0823.862755
www.alepa.it
info@alepa.it

Alepa, la casa e il giardino

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Ettari: 2,5 di proprietà vitati e uno a oliveto su 5 complessivi.
Enologo: Maurizio De Simone
Agronomi: Vincenzo Coppola e Carmine Mastroianni
Allevamento e densità di impianto: cordone speronato, circa 2.300 ceppi per ettaro nel vigneto degli anni ’80, 4.600 in quelli del 2004.
Composizione chimico-fisica del terreno: potassio,  alcalino e argilloso-molassico
Produzione kg/pianta: 1 chilo
Esposizione vigne: est
Epoca di impianto delle vigne. Maria Carolina 1986, le altre le due nel 2004
Altezza media: 250 metri
Lavorazione del terreno: fresatura, vangatura, trinciatura meccanica
Conduzione: in regime biologico non certificato
Lieviti: selezionati
Mercati di riferimento: Campania, Lombardia, Liguria; Australia, California, Polonia, Svizzera

Alepa, la casa da un’altra angolazione

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Bottiglie prodotte: circa 18.000
Percentuale di uve acquistate: 20%
Uve coltivate: pallagrello bianco, falanghina, greco, cabernet sauvignon
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La storia
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C’è un intimo equilibrio interiore facilmente leggibile quando si varca il cancello e si scende per entrare nella proprietà di Paola Riccio. La vigna, non diserbata chimicamente, convive infatti con alberi da frutto, il giardino è ben ordinato, un orto dove si coltivano ortaggi e verdure di stagione è proprio a ridosso delle viti più antiche, piantate dal padre Eugenio nel 1986, quando acquistò questa proprietà in stato di semi abbandono sul crinale della collina dela frazione San Pietro e Paolo. E’ sempre stata una seconda casa, quella di campagna dove rifugiarsi dal lavoro e trovare fresco e pace d’estate. Magari godendosi anche la piscina a bordo vigneto.
Nel 2003 inizia invece la conversione produttiva, anche se le prime bottiglie furono etichettate nel 1993. E’ stata la figlia Paola ad affrontare l’enorme sforzo che ha implicato questa svolta creando una azienda a misura d’uomo, con l’aiuto di Maurizio De Simone, degli agronomi di territorio Vincenzo Coppola e Carmine Mastrojanni. Fondamentale anche la figura di Angelo D’Agostino, sapiente cantiniere.
La prima vendemmia del nuovo corso è del 2007.
L’obiettivo è quella di produrre vini di carattere, compatibili con l’ambiente, puntando sui vitigni autoctoni ma anche decidendo di non toccare la vigna di cabernet piantata da Eugenio. Nell’ultimo anno, dopo l’espianto dell’aglianico e la sua sostituzione con pallagrello bianco, è stata tolta l’etichetta Palenio, un blend di aglianico e cabernet che invece viene adesso vinificato in purezza e senza solfiti.
Tra le novità, l’arredamento di un paio di stanze per l’ospitalità entro l’anno.

Alepa, l’orto e gli alberi da frutta

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Il vigneto
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La parte più antica è Maria Carolina, più vicina ai due fabbricati dell’azienda. Poco meno di un ettaro, come pure gli altri due corpi, molto vicini tra loro. L’estensione totale è di poco meno di tre ettari con orientamento dei filari nord-sud ed esposizione est. La conformazione del terreno è caratteristica del complesso sedimentario dell’area posta sulla riva destra del fiume Volturno: argilloso con presenza di microelementi, detto molassa o facies molassica. La disposizione del vigneto fu pensata in base ai venti che vengono dal fiume e che ritornano freschi dal vicino massiccio del Matese.

Alepa, il terreno

La vite è allevata a cordone speronato con l’uso di pali di castagno. Si pratica il sovescio e non si concima. I trattamenti sono in rame e zolfo mentre il diserbo è meccanico.

Alepa. l’ultimo vigneto piantato da Paola

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I vini

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Alepa, la cantina

Riccio Bianco Terre del Volturno igt

Riccio Bianco Alepa

Uva: pallagrello bianco
Bottiglie: 10.000
Prezzo in enoteca: 12-15 euro
Vinificazione: acciaio
Lunga fermentazione a temperatura controllata. Il  risultato è un bianco dal coloro giallo paglierino oro dal naso ricco di frutta. Al palato è secco, pulito, molto lungo. Vive bene negli anni ma non aspira a una longevità da Matusalemme.

Maria Carolina Terre del Volturno igt

Maria Carolina

Uva: pallagrello bianco
Bottiglie: 1000
Prezzo in enoteca: sui 20 euro
Vinificazione: legno di castagno.
Un vino estremo, ottenuto dall’omonima vigna. Un vino alla Maurizio De Simone, dai sentori fruttati e tostati, dotato di buona freschezza e speziato. In bocca è sapido, secco, senza dolcezze.

Santojanni Terre del Volturno igt

Santojanni 2009 Alepa fotomonicapiscitelli

Uva: falanghina e greco
Bottiglie: 1000
Prezzo in enoteca: sui 6,5 euro
Vinificazione: acciaio
Un vino fresco e piacevole, molto secco e dotato di una buona verve al naso come al palato. Sulla cucina di mare.

Riccio Nero Terre del Volturno igt

. Il ‘Riccio nero’ (Pallagrello nero)

Uva: pallagrello nero
Bottiglie: 5.000
Prezzo in enoteca: circa 15 euro
Vinificazione: acciaio e botte grande di Slovenia.
Le uve sono di un solo conferitore che le alleva a tendone. Ed è l’unica etichetta aziendale fatta con uve non proprie. Tannini molto presenti, grande freschezza. Lo stile è quello di un rosso rustico, molto ben abbinabile al cino tradizionale di territorio.

Privo Cabernet Sauvignon Campania igt

Privo delle cantine Alepa

Uva: cabenret sauvignon
Bottiglie: 1.000
Prezzo in enoteca: sui 20 euro circa
Vinificazione: acciaio
Un cabernet dai tipici sentori del vitigno, polputo ed esuberante. Ottenuto dalla lavorazione senza solfiti aggiunti nell’ambito degli esperimenti che sta facendo Maurizio de Simone da un paio di anni.

CONCLUSIONI
Questa azienda vale la visita perché dotata di un notevole equilibrio psicologico che lega in maniera indissolubile Paola alla proprietà di famiglia. E’ anche un modo per dimostrare il proprio affetto nei confronti del padre. Infatti l’allevamento della vite cammina di pari passo con il lavoro nella cantina.
L’appassionato troverà una espressione molto tipicizzata del Pallagrello bianco. Buoni in generale i bianchi, che comunque vanno stappati nel giro di tre, quattro anni.
Sono bicchieri da bere in franca compagnia, senza eccessive pippe mentali.
I rossi invece devono ancora trovare il loro giusto profilo e vanno calibrati su un progetto che non leggiamo ancora: bicchieri di potenza, rustici, quasi sprucidi. Meravigliosi sulla cucina di tradizione.