Altamura, La Maggiore

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Via Matera, 180
Tel. 080.3112357

Piero Sardo, che di prodotti è fine intenditore essendo, tra i fondatori di Slow Food, colui il quale segue i presidi, ha sempre messo al primo posto tra i pani italiani questo di Altamura. Così come nel Chianti le colline sono tappezzate di vigneti, qui, sulla strada che da Matera porta ad Altamura, le antiche foreste dove Federico II si dilettava nella caccia hanno lasciato il posto al grano. Uno dei punti di riferimento di questa cultura secolare è sicuramente il panificio di Giuseppe Barile, decano dei fornai di Altamura e presidente del Consorzio di Tutela del pane. Fu fondato dal padre Sante nel 1927 e ora a condurlo sono i figli Antonio e Sante. Dunque, oltre al prodotto principe, sia alto che basso, si possono comprare friselle, taralli, squisite focacce e i tipici dolci alle mandorle che sono un marker della pasticceria meridionale. Nel 1964 il forno ottocentesco è stato rimodernato, ma lo stile e il metodo della lavorazione, soprattutto della lievitazione, sono rimasti gli stessi di sempre. Si è combattuta anche qui la battaglia, una delle poche vinte dai briganti meridionali del gusto contro l’esercito dei burocrati di Bruxelles, contro l’intenzione di abolire i forni a legna perché ritenuti poco igienici. Così il pane di Altamura sarebbe sparito per sempre. La città è fuori dalle rotte turistiche, ma è appena a 30 minuti da Bari e conviene fare un salto per andar fra pani.