Americanate: i divi assoldano il Personal Pasta Chef

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Che sia alla carbonara o cacio e pepe, la pasta è sempre la migliore ambasciatrice della qualità italiana e Hollywood non si sottrae al fascino di un bel piatto di spaghetti.
Sembra infatti che i divi di Hollywood apprezzino oramai a tal punto i primi piatti a base di pasta, da assoldare i migliori chef nostrani per preparare pranzi e cene speciali «a domicilio» (a casa ma anche su lussuosi yacht in giro per il mediterraneo). Insomma, un vero e proprio «personal pasta chef» che si affianca all’ormai consolidato personal trainer.

Anche Scarlett fa parte del Pasta Club di Hollywwood

Con 10.000 euro (spesa media per questo tipo di servizio) si fanno miracoli e s’inventa la magia di una cena italian style di sicuro successo, per l’incontro di lavoro o la cenetta a due. Secondo il «Metropolitan Post», ricorrono al ‘personal pasta chef’, Robert De Niro, Scarlett Johansson, Quentin Tarantino, Halle Berry.
Ma sappiamo che anche Tom Cruise per un suo recente compleanno ha «requisito» lo chef di un noto ristorante romano per un menù a bordo della nave di Scientology a base di tagliatelle al ragù e pasta alla checca. E che Uma Thurman ha un suo consulente personale (italiano, nome top secret) per le amatissime tagliatelle al tartufo.

Filippo La Mantia, lo chef che fa impazzire anche tutta la Roma fighetta

Tra gli chef più gettonati tra i divi: Alfonso Iaccarino (del famoso ristorante a Sant’Agata su Due Golfi), il siciliano Filippo La Mantia e Marta Pulini (oggi al «Bibendum» di Modena ma per anni al «Coco Pazzo» di New York).
«Robert De Niro -racconta la chef Pulini- in virtù delle sue origini italiane ama i piatti semplici dai sapori mediterranei, tra tutti la pasta al pomodoro». Fabio Spadaro del Julian Cafè ricorda invece: «Halle Berry è venuta a mangiare nel mio locale romano, è rimasta stregata dagli stringozzi alla carbonara e dopo qualche mese mi ha chiamato per una cena a casa sua in America»
Ma si sa che già negli anni della Dolce vita, i divi americani in trasferta in Italia, si innamoravano di amatriciana, carbonara, aglio e olio e delle mitiche fettuccine all’Alfredo (dal nome del locale di Piazza Augusto imperatore che le serviva con posate d’oro), o nelle trattorie di Trastevere e nei locali di via Veneto. Rincorsi dai paparazzi, sono stati immortalati in istantanee che hanno legato a piattoni fumanti di spaghetti e fettuccine l’immagine di divi come Rock Hudson, John Wayne, Dean Martin, Kirk Douglas, Charlton Heston, accanto ai «nostri» Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Sofia Loren, Vittorio Gassman, Claudia Cardinale e tanti altri.
La pasta si è presto conquistata un posto di tutto riguardo anche nelle grandi produzioni hollywoodiane. Basti ricordare, per tutte, la famosa scena degli spaghetti «per due» su cui sboccia l’amore tra Lilli e il Vagabondo nell’omonimo cartoon di Walt Disney del 1955. Da noi la pasta era già una diva del cinema. L’anno prima era stata infatti protagonista di «Un americano a Roma» con la celebre scena di Alberto Sordi che inforchetta i bucatini, ma anche di «Miseria e nobiltà», dove Totò s’abbuffa di spaghetti, presi a piene mani dalla zuppiera.
Il grande regista Francis Ford Coppola è diventato addirittura produttore di pasta con la sua azienda – Mammarella – dedicata alla memoria della madre. E che dire della nostra Sofia Loren, di casa in America (tra Hollywood e Miami), sempre ben felice di cucinare per i suoi ospiti rigatoni al ragù (che adora), a tal punto consapevole dell’importanza della pasta per la sua bellezza da affermare, quando sbarcò per la prima volta a Los Angeles: «Tutto quello che vedete, boys, lo devo alla pasta italiana».
(Adnkronos) 22-OTT-09 14:15 NNN

E per finire…

(ANSA) – NAPOLI, 19 OTT – I carbinieri del N.a.s. di Napoli hanno predisposto la chiusura di un pastificio di Torre Annunziata (Napoli) dopo averne scoperto gravi carenze strutturali e igienico-sanitarie. I militari hanno anche sequestrato 400 tonnellate di pasta già confezionata conservata in locali non idonei.
Dall’ispezione della struttura in particolare è emerso che i locali di produzione e stoccaggio della pasta
erano fatiscenti; le attrezzature e le apparecchiature dell’opificio erano usurate e prive di manutenzione
igienico-tecnica.
Il titolare del pastificio è stato segnalato all’autorità sanitaria.(ANSA).

Ehi, tranquilli. Non è Setaro:-)