Anche grandi vini bianchi in Vignaioli di Langa e di Piemonte: l’evento di Tiziana Gallo all’Hotel Excelsior di Roma

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Vignaioli di Langa e di Piemonte, la sala

di Maurizio Valeriani

Non solo Rossi, potrebbe essere il sottotitolo della rassegna Vignaioli di Langa e Piemonte, svoltasi a metà Novembre all’Hotel Excelsior di Roma e ben organizzata dall’istrionica e attivissima Tiziana Gallo.

Diversi infatti gli interpreti della produzione di vini da uve a bacca bianca autoctone (arneis, erbaluce, cortese, timorasso ad esempio) e alloctone (chardonnay e riesling), che ci hanno stupito con vini molto piacevoli ed interessanti.

Ovviamente anche i Rossi (con vini da uve nebbiolo, barbera e dolcetto in evidenza) hanno fatto grande figura, ma questo era per noi scontato.

Vi diamo dunque conto dei nostri migliori assaggi.

Top Five Bianchi

1)      Roero Arneis 2013 – Cascina Fornace: fumè, spezia e mineralità marcano l’olfatto, insieme a note di nespola e di nocciolina americana. Il sorso è pieno, dinamico e lungo;

Roero Arneis Cascina Fornace

2)      Erbaluce di Caluso Misobolo 2013 – Cieck:  la grande acidità dell’erbaluce (uno dei due vitigni a bacca bianca più acidi d’Italia) è bilanciata da un attacco glicerico e materico. Chiude con ricordi agrumati e di nocciola.;

Erbaluce Misobolo 2013 Cieck

3)      Riesling 2013 Pètracine 2013 – G.D.Vajra:  se vogliamo trovare un peccato, è un peccato di gioventù, per questo splendido vino, teso, minerale con chiusura agrumata e toni di frutta secca;

4)      Filari di Timorasso 2011 – Luigi Boveri : la mineralità ed il corpo del timorasso, un rosso camuffato da bianco, per intenderci, con grande materia ed un finale floreale e speziato;

5)      Piemonte Cortese 2013 – Rocco di Carpeneto: prodotto in poco più di 2 mila bottiglie, con una parte (un terzo) affinata in tonneaux di acacia, ed utilizzo di lieviti indigeni. Elegante, floreale, chiude con ricordi di pietra focaia.

Top Ten Rossi

1)      Barolo Riserva Bussìa 2008 – Giacomo Fenocchio:   progressivo, dinamico, con note succose e speziate, profondo ed elegante. Chiude con toni minerali e agrumati;

Barolo Bussia 2008 Giacomo Fenocchio

2)      Barbaresco Rabajà 2011 – Cortese (da magnum):  archetipo di eleganza con sentori floreali e di frutti di bosco, beva agile nonostante complessità e struttura;

3)      Barolo 2010 – Trediberri : un barolo succoso e minerale, che conquista il palato per dinamacità e progressione del sorso. Peccato non essere riusciti a riassaggiare in questa occasione il Barolo Rocche dell’Annunziata 2010 (assaggiato a Merano), un capolavoro vero;

Barolo 2010 Trediberri

4)      Gattinara Osso San Grato 2009 –Antoniolo: profondo, sapido, teso ma con tannino elegante, chiude con note di frutta secca e frutti rossi;

5)      Barolo Sorano 2010 – Alario Claudio:  sapido e floreale con note fumè e finale di arancia sanguinella. Il sorso è ricco ed avvolgente; da segnalare anche il Nebbiolo d’Alba Cascinotto 2012 – Alario Claudio di grande piacevolezza e bevibilità.

Barolo Sorano 2010 Alario Claudio

6)      Barbaresco Rabajà 2010 – Castello di Verduno: scorrevole e dinamico, fresco, pieno e floreale. Il sorso è avvolgente ed il finale è su toni agrumati;

7)      Barbera d’Alba 2011 – Brezza : quando la Barbera coniuga acidità e mineralità ci fa felici. Questo è il caso di questo vino, polposo e glicerico, ma anche fresco, sapido e lungo;

8)      Barolo Rocche di Castiglione 2010 – Rocche Viberti : una leggera nota di idrocarburo ci introduce alla mineralità di questo vino, sapido, ricco, con chiusura speziata e grande polpa;

9)      Boca Vigna Cristiana 2007 – Podere ai Valloni  (70% nebbiolo, 20% vespolina, 10% Uva Rara): te ne bevi una bottiglia rapidamente e ne chiedi un’altra, questo ci viene da pensare assaggiando questo Boca, fresco, fruttato, che chiude con ricordi speziati e agrumati;

10)   Lessona  Quintino Sella 2007 – Tenute Sella : si lascia bere con grande facilità questo vino agile e floreale, con toni fumè e di grafite;

 

Foto di Daniele Moroni

Un commento

  • Mondelli Francesco

    (27 novembre 2014 - 08:13)

    Boveri farà grandi cose in futuro:ottima materia prima cui bisognerà affiancargli un progetto a lungo termine.Per i rossi ,a mio modesto avviso ,manca il Vignolo dei Cavallotto,ma non tutti hanno avuto la possibilità di assaggiarlo.FM.

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