Angiò Fiano Igt Salento 2012 | Voto 85/100

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Angiò Fiano Igt Salento 2012 Leone De Castris

Leone De Castris

Uva: Fiano

Fascia di prezzo: 9,00-10,00 euro in enoteca

Fermentazione e maturazione: Acciaio

Vista 5/5 – Naso 25/30 – Palato 25/30 – Non omologazione 30/35

 

Il Salento enoico può essere paragonato alla regione girondina di Bordeaux, patria conclamata dei più grandi vini rossi del mondo? In un certo senso, e con le dovute proporzioni s’intende, certamente sì. E allora cosa hanno in comune i due territori per potersi identificare? Sicuramente l’aspetto geografico ed orografico che condiziona fortemente la coltura della vite. Nel Bordolese esistono grandi masse d’acqua, come i fiumi Garonna e Dordogna che confluiscono nel grande invaso della Gironda e, naturalmente, l’oceano Atlantico che lambisce tutta la costa nord-occidentale del Medoc e che agiscono da termoregolatori climatici. E così pure la penisola salentina, stretta com’è tra il mar Adriatico ad est e lo Jonio ad ovest, subisce lo stesso influsso benefico. E anche la composizione del terreno è piuttosto simile, con concentrazioni sabbiose in prossimità delle rive e argilla più all’interno. E poi in entrambi i territori il paesaggio è poco o per niente ondulato e ciò determina ovviamente scarse escursioni termiche. Forse è anche per questo motivo che nelle due aree si vinificano grandi vini rossi e discreti vini bianchi fermi. L’unica differenza risiede nel fatto che nel Salento, che si trova più a sud, fa sicuramente più caldo rispetto al Bordolese, dove specialmente nelle zone più interne del Libournais, con Pomerol e St.Emilion, di Entre-Deux-Mers e parte delle Graves il clima è prettamente continentale.

Prendendo proprio spunto dai vini bianchi pugliesi, che come accennavo prima hanno uno standard qualitativo leggermente inferiore a quelli rossi, è da rimarcare, tuttavia, che negli ultimi tempi si stanno ottenendo dei buoni risultati con l’impiego di vitigni non necessariamente autoctoni. E’ il caso, per esempio, del Fiano di provenienza campana, che comunque insiste sul territorio regionale già da moltissimi anni e che sta riscuotendo un certo successo. Penso che la coltivazione di questa varietà abbia molte più analogie con quanto accade nel Cilento che nell’Irpinia. Ed anche qui, come similmente tracciato per il comprensorio girondino, il motivo sia da attribuire alle identiche condizioni pedoclimatche. E sì, perché anche nel Cilento la viticoltura si estende maggiormente in prossimità del mare (Agropoli docet!) e/o la composizione morfologica del terreno è più o meno uguale.

L’azienda Leone De Castris di Salice Salentino ha un remoto background alle spalle che risale addirittura al Diciassettesimo secolo. Produce più di due milioni e mezzo di bottiglie l’anno e per questo impiega variegati vitigni, tra cui anche il Fiano col quale confeziona un’etichetta chiamata Angiò Fiano Igt Salento, che ho preso in esame per la mia degustazione. L’annata è quella più recente, la 2012. La vendemmia è abbastanza precoce, perché viene effettuata tra agosto e settembre, per preservare tutta l’acidità ed evitare che le uve appassiscano sulla pianta sotto i cocenti raggi del sole estivo. La fermentazione, la maturazione e l’affinamento sulle fecce avviene soltanto in tini di acciaio inox e poi il vino viene elevato in bottiglia per pochi mesi. Gradazione alcolica di 12° C.

L’effetto cromatico nel bicchiere è ancora imberbamente verdolino, con riflessi più chiari sull’unghia. L’impatto olfattivo risente di un’espressione aromatica articolata e cangiante di agrumi, di pesca, di erbe, di fiori bianchi e composite fragranze saline. In bocca possiede ritmo, piacevolezza profonda e una purezza del tratto. Una cristallina acidità dona alla beva una fresca sensazione godibilissima. Il sorso sul palato, poi, rimembra la cognizione fruttata e floreale già percepita al naso. Un’elegante persistenza chiude la progressione gustativa, con finale lungo e succoso. Da abbinare alla classica cucina marinara pugliese, come le linguine ai frutti di mare, la grigliata di pesce, le cozze ripiene e la burrata. Prosit!

 

Questa scheda è di Enrico Malgi

 

Sede a Salice Salentino (LE) – Via Senatore De Castris, 26 – Tel. 0832 731112 – Fax 0832 731114 –  www.leonedecastris.com – Enologo: Marco Mascellani – Consulente Riccardo Cotarella – Ettari vitati: 250 – Bottiglie prodotte: 2.500.000