Anteprima Irpinia 2010. I Fiano di Avellino 2009

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di Sara Marte

E’ ancora Domenica ma questa volta l’orario non lo ricordo più . Qui a Taurasi si passa al Fiano di Avellino dopo i Greco di Tufo.

Fiano di Avellino 2009 Terranera
Colore giallo paglierino molto chiaro di una certa luminosità ha un naso molto semplice e pulito in cui non ci sono sentori travolgenti, ma è tutto giocato su sentori classici di frutta sussurrati. Il palato è citrico e di buona acidità che però si ferma un po’ corto .

Fiano di Avellino 2009 Villa Raiano

Il naso qui, seppure semplice ha una buona componente floreale e una bella consistenza. Il palato ha una certa carica alcolica che è però ben bilanciata da una bocca fresca, giusta ed estremamente gradevole. Ho trovato che fosse nella sua veste di vino facilmente “comprensibile” buono e gradevole.

Fiano di Avellino 2009 Rocca del Principe
Ha proprio un bel naso fiorato, buono di mandorla, elegante e intenso. Il palato è un tutt’uno col naso nel suo sentore ammandorlato, amaro, certamente citrico e fresco, con un buon tenore alcolico che gli regala qualcosa in più. Qui ammetto di aver trovato davvero una bella espressione del Fiano. E’ una bottiglia da ricordare con grande, grandissimo piacere.

Fiano di Avellino 2008 Ciro Picariello
Di colore carico e ricco ha una certa luminosità. Il naso sale con una nota minerale inaspettate e un po’ vegetale. Si sentono ancora, in una bella ricchezza, note tostate e ancora sentori agrumati. Qui è tutto diverso e l’approccio va affrontato con mente aperta. Al palato regala una bocca di fiori di mandorla, fitta, molto lunga e fresca.

Fiano di Avellino 2009 “Vino della Stella “ Joaquin

E’ tutto molto caldo. Troppo. Al naso la frutta matura nei toni della pesca ed albicocca così come il palato che è un po’ troppo “avanti” per ciò che ci si aspetta da una 2009. Alcolico, ammandorlato, lungo nel finale.

Fiano di Avellino 2008 “Aipierti” Vadiaperti

Al naso ci troviamo di fronte a note con sfumature floreali calde e gentili ed ancora di frutta secca con un naso “dritto” in cui si scopre una ben chiara vena minerale. Si nota la materia. La bocca si esprime in principio con una finta semplicità, poi, man mano, dal calore alcolico si apre in progressione presentando una bella acidità che lascia la bocca in un finale lungo e piacevole. Gradevolmente da scoprire.

Fiano di Avellino 2008 “Vigna della Congregazione” Villa Diamante

Ha un bel colore intenso e carico, molto luminoso. I sentori qui sono un po’ spostati sulle note tostate di frutta secca e una presenza alcolica ben decisa percorre il bicchiere. Il palato non spicca per acidità e freschezza pur essendo abbastanza equilibrato e nel finale mediamente lungo.

Fiano di Avellino 2009 Tenuta Ponte
E’ al naso fresco, vivace, fiorato come qualche fiorellino di campo. Qualche sentore agrumato accompagna il bicchiere. Lo trovo interessante. Il palato è citrico, e di nuovo spicca una certa freschezza accompagnata da una bella acidità con un retrogusto di mandorla dolce.Buono il ritorno alcolico. E’ lungo in bocca e nel finale . Che bella bottiglia . La trovo di forza giovane e di bell’impatto, “allegra” e non banale.

I sommeliers

8 commenti

  • marco contursi

    (9 giugno 2010 - 17:46)

    A leggere la recensione però sembrano altre(rocca del principe,tenuta ponte) le bottiglie superstar……

  • marco contursi

    (9 giugno 2010 - 18:14)

    a ok…..pensavo ti riferissi alla degustazione. :-D

  • Mauro Erro

    (9 giugno 2010 - 18:43)

    Per il mio palato e il mio naso il 2008 di Picariello era semplicemente impressionante. Ho sentito qualche degustatore in sala fare paragoni con vitigni/territori d’oltralpe. Sul secondo gradino del podio la selezione aiperti di Vadiaperti, verticale, viscerale, minerale. Perfetta espressione di Montefredane: dritto per dritto. Terzo quello di Rocca del Principe, buona espressione di Lapio.

  • gaspare ('o latitante)

    (10 giugno 2010 - 09:08)

    siamo in perfetta sintonia su:
    villa diamante (poca freschezza ma grande riconoscibilità per la frutta secca e il fumé.);
    picariello (molto tostato ma anche molto minerale, quasi sgombro affumicato) ;
    vadiaperti ( bella freschezza, linea di condotta “nuova” e interessante) .
    tenuta ponte non l’ho mai inquadrato fino in fondo, gioca a fare il duro? boh..

  • Lello

    (10 giugno 2010 - 09:21)

    @ Mauro: Uno per ogni Sottozona. Democratico!

  • Mauro Erro

    (10 giugno 2010 - 11:40)

    @ Lello: sto invecchiando evidentemente, ch’ bbuò fà.
    @ Gaspare: riconoscibile villa diamante? Per la maggior parte di noi era, invece, irriconoscibile: zucchero. Vendemmiato con una settimana di ritardo, a detta di Antoine.

  • Mauro Erro

    (10 giugno 2010 - 11:43)

    sempre a gaspare: Picariello ha tanto tanto di più delle note fumè. Quanto a Tenuta Ponte un bel fiano, semplice, ma di facile identità e riconoscibilità.

  • gaspare ('o latitante)

    (11 giugno 2010 - 01:29)

    mi sarò sbagliato, ma il villa diamante 08 l’ho provato da poco, certamente non m’è piaciuto molto pur avendo naso minerale e agrumato, bocca equilibrata, sapida, con finale lungo di frutta secca e di fumé. riconoscibile m’è parso, ma unpo’ piatto.
    discorso diverso per picariello, che ha un’ acidità più viva, lunga e moderna, un complesso olfattivo più ricco, marino, e tostato, oltre i varietali. perciò più avanti del primo.
    ma quand’è che c’è la prossima batteria insieme? spero di partecipare e poter confrontare palato mio e palato tuo (sicuramente moooolto più allenato).
    ; ) ciao ciao

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