Arcipelago Muratori: presentata ad Ischia la nuova Coda di Volpe di Oppida Aminea

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Michela Muratori e Serena Gusmeri

di Mario Sposito

Ischia, la grande Isola flegrea, la terra di fuoco, l’Isola dalle molteplici facce: pescatori e marinai,  contadini e vignaioli.

Già, vignaioli, perché il filo che unisce questa terra con il vino è lungo almeno 2500 anni, una storia che può cominciare ad essere narrata in versi:  « Io sono la bella coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa subito lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona ». La Coppa di Nestore costituisce il più antico esempio pervenutoci di poesia greca, risale al 725 a.C. circa ed è stata ritrovata nel 1953 a Lacco Ameno, costituendo un Indizio vivo della coltivazione della vite introdotta sull’Isola dagli antichi Enubei.

Coltivazione che è stata la base economica portante dell’Isola per lunghi periodi storici, tanto che  per i romani Ischia fu Enotria: terra del vino.

Più avanti, con il suo vino, contribuirà a dissetare la grande metropoli vicina e dal XVI secolo arriverà ai principali mercati italiani e stranieri,  fino in Dalmazia.

In tempi a noi più vicini il suo volto è cambiato,I suoi ritmi sono mutati come la sua economia, alimentata dal rapido sviluppo del turismo, che è diventato la principale risorsa economica dell’Isola.

Carcacena - Premio Vino Perfetto

Così pur essendo dal 1965 tra le prime denominazioni di origine controllata riconosciute in Italia, i suoi vigneti terrazzati sono vittima di un forte  ed allarmante abbandono. Può confortarci però il fatto che spesso chi resta o arriva a coltivare la vite lo fa con grande attenzione alla qualità,  concentrandosi sulla valorizzazione del patrimonio ampelografico ischitano.

Vista dalla tenuta

Discorso che vale assolutamente per Arcipelago Muratori con la tenuta isolana di Giardini Arimei. L’Azienda Agricola Fratelli Muratori rappresenta una realtà molto particolare nel settore vinicolo italiano. Opera su quattro “isole”, quattro aree vinicole, quattro territori da interpretare. Ispirandosi alla viticoltura vocazionale i  fratelli Muratori si lasciano traghettare dall’enologo Francesco Iacono dalla natia Franciacorta, con la Tenuta Villa Crespia,  alla Val di Cornia, con la tenuta Rubbia al Colle, fino in Campania con la Tenuta Giardini Arimei, nell’Isola di Ischia e la Tenuta Oppida Aminea nel Sannio.

Tenuta Arimei

Ovunque per produrre vini che siano naturale espressione di territori, paesaggi e tradizioni. Ed è proprio tra Ischia ed il  Sannio che ci sposteremo più volte durante questa  lettura.

Tra qualche giorno farà il suo ingresso sul mercato La Coda di Volpe Oppida Aminea, che andrà così a completare la scuderia dei “gialli” sanniti Muratori, composta sino ad ora da Caucino (Greco Sannio Doc), Caracena (Falanghina Sannio DOC) e Pelike (Fiano Sannio Doc).

Coda di Volpe Oppida Aminea

Siamo ad Ischia proprio per questo: un assaggio in anteprima della Coda di Volpe e una visita ai vigneti ed alla cantina Ischitana della tenuta  Giardini Arimei.

Vigneti Giardini Arimei

Arriviamo da Napoli assieme a Michela Muratori e Serena Gusmeri, direttore tecnico dei due poli campani dell’”arcipelago”. Entrambe rientrano da Vitigno Italia dove appena un giorno prima Giardini Arimei si è aggiudicato il premio come vino perfetto nella categoria dei passiti, mentre Caracena ha trionfato come migliore espressione del vitigno Falanghina.

Serena Gusmeri introduce la Coda di Volpe Oppida Aminea

Michela ci introduce alla tenuta, una piccola cittadella del vino, nella parte alta di Forio. Siamo a ridosso del monte Epomeo, circondati dai terrazzamenti propri della così detta  viticoltura eroica, con la bellissima baia di Citara sullo sfondo.

Arcipelago Muratori è arrivato qui nel 2003 ed ha regalato nuova vita ad una cantina di tufo che risale probabilmente al settecento, con tanto di riconversione per la vinificazione di antichi palmenti. Sempre in tenuta l’allevamento del tipico coniglio da fossa ed una grande sala con vista vigneto-mare che ci ospita.

Vigna sul mare

E’ proprio Caracena, la falghina premiata, che inaugura i nostri assaggi.

I Caraceni, gli uomini delle rocce, costituivano una delle quattro tribù della lega Sannitica all’epoca dei Romani. E’ una Falanghina  nata da suoli di origine tufacea che vivono di calde estati e rigidi inverni, caratterizzata da una vinificazione molto accurata, con affinamento in acciaio per valorizzarne la specificità. Si presenta paglierino carico con un naso intenso ed ha un’acidità tesa, fresca e minerale  che le dona dinamismo e grande struttura. In un sorso cancella tutte le banalità che falcidiano la reputazione di questo vitigno.

Dopo la falanghina Serena ci introduce la Coda Di Volpe, che punta ad essere la selezione di Oppida Aminea, prodotta per questa prima uscita con 3000 bottiglie nate da 13 filari. Anche nel  packaging si distingue dalle “sorelle” ed entra pieno titolo nel progetto vini “gialli”, che punta alla valorizzazione dei vitigni sanniti attraverso una vinificazione che termina con una sosta  in cantina di un anno in più rispetto a quanto ci ha abituato la norma. Il risultato è anche in questo caso di tutto rispetto. Una Coda di Volpe 2009 che colpisce, oltre che per il colore stavolta più marcatamente “giallo”, per il vivo dei profumi ed una freschezza ben presente. Il lungo affinamento poi regala una certa complessità.

Prima di una passeggiata per i vigneti ci concediamo un assaggio di ciò che Arcipelago Muratori produce in loco.

E Pietra Brox un Ischia Bianco Superiore DOC, ottenuto principalmente da Biancolella e Forastera. Le uve raccolte a settembre sono fatte fermentare in antichi palmenti, con i dovuti aggiornamenti tecnologici. Pietra Brox regala un intenso naso di pesca  e macchia mediterranea che restituisce al palato con una beva assolutamente rinfrescante.

Ad accoglierci al ritorno dalla visita ai vigneti ed in cantina c’è il simbolo della presenza Muratori sull’Isola. E’ Giardini Arimei, ”vino da conversazione”, un passito dove la percezione zuccherina non prevale sui toni secchi, generando un raro equilibrio di piacevolezza.

Passito Giardini Arimei - Premio Vino Perfetto

Regala toni che vanno dalla frutta secca ai profumi del mediterraneo, è un nettare mai stucchevole, molto complesso che può davvero emozionare, con un finale che definirei infinito. E’ ottenuto dalla prima vinificazione del Pietra Brox, sulla cui base sono aggiunte gradualmente  le uve surmature fatte appassire in pianta. Il processo è lungo, le aggiunte sono fate ogni 7/10 giorni e si protraggono fino a fine dicembre, un vino dalle tre stagioni quindi. L’affinamento avviene in barrique vecchie di 7/8 anni.

Barrique vecchie dove affina il passito Giardini Arimei

Che si tratti dei vini “gialli” della Tenuta Oppida Aminea o degli ischitani Pietra Brox o Giardini Arimei, l’Arcipelago Muratori realizza vini di territorio, che vanno ben oltre una visione strettamente legata al mercato, pur muovendosi bene all’interno di esso. Vini che non conoscono fretta.

3 commenti

  • Francesco Iacono

    (30 maggio 2011 - 18:21)

    Leggere queste parole e vedere queste foto mi fa immaginare di esserci stato veramente a Vitigno Italia e poi a Giardini Arimei. Michela e Serena sono brave a trasmettere emozioni ma poi ci devono essere i vini e le loro terre. Di queste noi abbiamo fatto tesoro e stiamo facendo esperienza. Sì perché il vino non è solo frutto di territorio ma vive anche per difendere il territorio. E quale posto migliore per questa verità se non proprio Ischia? Chi la conosce sa che c’è vite e vino ma il turista stenta a vederne i vigneti e a berne il succo. Ora, andando su a Giardini Arimei, ci si riappropria di quest’anima contadina che anche io mi sono riscoperto quando abbiamo deciso di fondare la nostra quarta isola proprio sull’isola. Per me un ritorno alle origini, direi alle radici, visto che sono isolano di padre ed ora di adozione. E per me le radici, viticoltore errante, quasi paradossalmente sono veramente importanti non solo in senso figurativo. Tutta la nostra viticoltura è condotta per fare in modo che le radici vivano bene e si nutrano naturalmente dei suoli vulcanici di Ischia. Le uve poi ne sono conseguenza. Viticoltura a bassa impronta ecologica, rispettosa dell’ambiente, pannelli fotovoltaici, uso dei palmenti in tufo, cantina in pietra, recupero di parracine, tutto è Giardini Arimei. Con affetto, Francesco Iacono

  • Michela Muratori

    (31 maggio 2011 - 12:02)

    che bello con queste parole e queste immagini mi è veramente sembrato di tornare a Ischia con il suo sole, il suo mare, il suo cielo e naturamente le sue vigne!! grazie Mario!
    Ischia e Giardini Arimei le ho potute raccontare anche la scorsa settimana a Slow Fish nell’ambito della rete internazionale delle Isole Slow!! Grazie a Riccardo d’Ambra meraviglioso delegato Slow Food di Ischia e Procida!!

    • Mario Sposito

      (1 giugno 2011 - 16:30)

      Grazie a te!, io ho solo provato a raccontare…

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