Aria Corte. A Pietraroja per i carrati con ragù di pecora, tra il dinosauro Ciro ed il prosciutto

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Aria corte
Aria corte

ARIA CORTE – Degustazione prodotti tipici
Piazza Vittoria – PIETRAROJA
Aperto solo su prenotazione
0824.862250 – 340.6028270

di Pasquale Carlo

Nonostante l’età e soprattutto l’aspetto giovanile, Italia, ha già due figli grandi, che aiutano a portare avanti questa piccola trattoria nata come costola del bar di famiglia, situato nella piazza d’ingresso a Pietraroja, sicuramente il posto più animato di questo ammaliante borgo montano sannita. Siamo nella patria di Ciro, il cucciolo di dinosauro che tanto fa parlare i paleontologi. Siamo nella patria del “famoso” prosciutto, di cui tanto si parla ma poco si gusta.

Pietraroja - Chiesa parrocchiale
Pietraroja - Chiesa parrocchiale

 

Pietraroja - Il prosciutto
Pietraroja - Il prosciutto

E quello che accompagna le verdure e i sott’oli dell’antipasto proposto da Italia di gusto ne ha veramente tanto, ben accompagnato soprattutto dai peperoni del proprio orto che vengono ben conservati per essere proposti fritti e accompagnati da qualche goccio di aceto, anche questo non comprato, per carità, ma frutto di quei vini che non subiscono alcun trattamento e che con l’arrivo della bella stagione spesso prendono la strada dell’aceto. Peperoni molto apprezzati dall’intera comitiva, tanto da richiederli poco più tardi anche come contorno. Altro ottimo compagno il pecorino di media stagionatura.

L'antipasto
L'antipasto

Fin qui tutto buono. Il discorso va oltre quando si passa al primo: carrati con sugo di pecora. E’ il piatto tipico delle feste a Pietraroja. I carrati sono dei maccheroni fatti a mano, con l’ausilio di un apposito ferretto, lavorazione che richiede una certa pratica.

Il fossile di dinosauro Ciro

Questi preparati da Italia sono di pregevole manifattura, tanto che nel piatto danno quasi l’aria di ziti mezzani. Al di là dell’eccezionale pasta a colpire è soprattutto il ragù: non eccessivo nel sapore, giusto condimento e soprattutto tirato alla perfezione. Un piatto di estrema bontà, che diventa superlativo se, ascoltando la signora Italia, si segue la tradizione fino in fondo: aggiungere pecorino e noci tritate. Da leccarsi i baffi.

I carrati
I carrati

 

Pecorino e noci: compagni ideali dei carrati
Pecorino e noci: compagni ideali dei carrati

Il tempo di gustare la pasta e tutto quello che era stato precedentemente, per ore, in compagnia del sugo svela la propria identità. Non solo carne di pecora, proposta in piccoli involtini conditi in maniera povera. Ma ecco l’altro punto forte: cotica di maiale farcita con frittatina e soprattutto pecorino. Sapore di altri tempi, da non perdere. Tutto accompagnato da una bella serie di contorni: nel piatto spiccavano i peperoni di cui abbiamo già parlato ed i saporitissimi piselli di propria produzione che uno dei figli della proprietaria era intento ancora a sgranare quando siamo entrati nel locale.

Senza parole 1
Senza parole 1

 

Senza parole 2
Senza parole 2

 

Senza parole 1 e 2
Senza parole 1 e 2

A seguire un piccolo assaggio di coniglio di produzione propria cucinato “tipo vapore” con l’aiuto di alcuni profumi di montagna. Anche questo molto buono, ma non apprezzato fino in fondo per via del tanto gusto che ormai aveva praticamente saziato.

Il coniglio
Il coniglio

Giunto il tempo del dolce, ovviamente anch’esso di produzione propria: semplice crostata che viene proposta con diverse confetture. Buona.

La crostata
La crostata

Insomma un pranzo veramente interessante. Il segreto? Passione e tradizione. La passione della giovane signora Italia unita alla tradizione dei prodotti forniti da una sorta di “socia”, che vive poco fuori dal piccolo centro abitato di Pietraroja. Coltiva di tutto ed alleva gli animali, per cui anche le uova non vengono acquistate al mercato.

Italia
Italia

Ovviamente tutto questo possibile in virtù dei numeri che il locale riesce a soddisfare. Le due piccole salette di quest’antica abitazione, riempite del tutto arrivano ad una ventina di posti. E questi sono i numeri delle grandi occasioni, dei giorni delle tradizionali  gite fuori porta. Se poi passate da queste parti senza la necessaria prenotazione, che deve essere fatta almeno il giorno prima, niente carrati, niente sugo di pecora, niente cotica e niente contorni.

Arrivederci
Arrivederci

Il robusto e saporito pranzo, accompagnato da vino della casa, tocca i 35 euro. In macchina per il ritorno, lungo i primi tornanti che ci dovranno riportare a valle l’incontro con una piccola pattuglia di mucche, immagine di cui si sente la nostalgia già dopo una mezz’ora, il tempo di raggiungere il fondovalle telesino. Le mucche restano un piacevole ricordo della giornata, come il pranzo da Aria Corte. Un ricordo che vale la pena rivivere con maggiore frequenza.

Un commento

  • marella

    (5 giugno 2012 - 22:42)

    Decisamente interessante !

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