Aria di crisi, La Tour d’Argent mette all’asta parte della cantina più importante di Parigi

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VINI ANTICHISSIMI, IL RISTORANTE RINUNCIA A 18.000 BOTTIGLIE
di Tullio Giannotti

Tour d'Argent, la cantina

(ANSA) – PARIGI, 5 DIC – Uno champagne Clos du Griffier del 1788, stima di partenza 2.500 euro. Accanto, 12 bottiglie di Bourgueil Grand Mont a 70-80 euro, e persino uno Jurancon a 10 euro.
è l’incredibile vendita all’asta di poco meno della metà della cantina più preziosa di Parigi, quella del ristorante storico La Tour d’Argent. Sono in arrivo, per lunedì e martedì, i massimi esperti e collezionisti del mondo.
A decidere di smobilitare un patrimonio di 18.000 bottiglie su 45.000 del «tesoro» del ristorante che dal 1582 si affaccia sulla Senna è stato Andrè Terrail, «patron» e figlio di Andrè, morto tre anni fa: «è inutile – confida a Le Figaro – conservare decine di bottiglie dello stesso millesimo, provenienti dallo stesso appezzamento, dello stesso vigneto. Conserveremo quelle più antiche e ci riposizioneremo sui millesimi che verranno».
Insomma una strategia di marketing per rilanciare l’istituzione parigina, inevitabilmente coinvolta dalla crisi generale.

Tour d'Argent

Il denaro che sarà ricavato dalla vendita – a parte il ricavato del Clos du Griffier che andrà in beneficienza – sarà reinvestito in attività diverse del prestigioso locale, cantina compresa. Ma intanto, l’appuntamento di lunedì e martedì e di quelli imperdibili per i palati più fini del pianeta, parola di Robert Parker, il numero 1 dei degustatori, un americano da anni in testa alla classifica dei sommelier.
Dopo una degustazione di un Gruaud-Larose 1870 proveniente dalla «cave» della Tour d’Argent ebbe a dire: «un vino traboccante di vigore, incredibilmente fresco al palato, con un’acidità superba. Incredibile».
Ed ecco allora i prestigiosi lotti preparati personalmente, uno ad uno, da David Ridgway, primo sommelier della Tour d’Argent dal 1981. I pezzi che certamente andranno a ruba sono le annate diventate proverbiali per determinati vini, bottiglie che sono pezzi unici e sulle quali si può investire a colpo sicuro: lo Chateau-Latour del 1975, innanzitutto, e il Magnum Petrus del 1982.
La Tour d’Argent ha poi legato il proprio nome ad alcune bottiglie destinate ai clienti migliori e, naturalmente, i più ricchi: sono i Gruaud Larose (una delle denominazioni del Saint-Julien) del 1982, del 1928 e del 1870, quello osannato da Robert Parker.
Se tanto spazio, ovviamente, hanno i vini provenienti dalle rive della Gironda – i Bordeaux – una buona metà dell’asta sarà dedicata ai Bourgogne, con il fiore all’occhiello del miglior bianco della collezione, un Puligny-Montrachet premier cru Les Perrieres, bottiglie che saranno battute ad un prezzo di partenza di circa 500 euro. (ANSA).