Arriva la pizza tapiro e scoppia la pace tra pizzaioli napoletani e Gambero Rosso

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La pizza tapiro che domani Gino Sorbillo offrirà a Paolo Cuccia

Ecco l’articolo pubblicato oggi sul Mattino che chiude la polemica iniziata l’8 ottobre. I pizzaioli napoletani preparavano una manifestazione a suon di pizze a libretta davanti la Città del Gusto dove domani è prevista la degustazione dei Tre Bicchieri. Ma l’annuncio, accompagnato da scuse, del Gambero della edizione di una guida di Napoli che non si faceva da almeno sei anni chiude la questione. Dunque domani pomeriggio durante la conferenza stampa di Cuccia alla Camera di Commercio sarà offerta la pizza tapiro. Per fortuna l’ironia partenopea vince su polemiche grevi e assurde lanciate. Per queste non basterà la pizza tapiro, servirà il ripieno tapino:-)

Di questo scriviamo oggi sul Mattino. Ecco l’articolo

Dopo la gaffe gastronomica, il Gambero Rosso rilancia. Domenica pomeriggio il presidente della società, Paolo Cuccia, e quello della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni annunciano infatti la prossima uscita di una guida interamente dedicata a Napoli con particolare approfondimento dedicato alle pizzerie.
Si chiude così la polemica gastronomica, tra i pizzaioli e la Guida Ristoranti, che aveva escluso le pizzerie napoletane dal top della classifica nazionale inserendo due romane, una veneta e la Pepe a Caiazzo. Un errore di contenuto evidente e stigmatizzato fortemente nel web, ma, dal punto di vista della comunicazione, un colpo molto ben riuscito: in Italia non si è parlato di altro per sette giorni quando ci si sedeva a tavola.
Sorride sornione Carlo Ottaviano, direttore editoriale del Gambero: «Le polemiche fanno bene, la discussione è stata anche molto approfondita. Si è esagerato solo quando qualcuno, per fortuna non tutti, ha lanciato accuse di razzismo. Io sono siciliano, i curatori originari del Sud. E poi vorrei ricordare a tutti che quando abbiamo premiato i panettoni, due su tre erano campani e non c’era neanche un milanese. Certo allora non c’è stata questa forte protesta, vuol dire che è una occasione per guardare avanti insieme».

Con Carlo Ottaviano alla presentazione della Guida Espresso a Firenze: sono promosso capo ufficio stampa del Gambero:-)

Napoli si conferma città strategica per il Gambero: la Campania nel settore enogastronomico è una vera superpotenza, nel bicchiere come nel piatto, qui c’è la Città del Gusto sostenuta dalla Regione. E qui si farà, dopo Roma e Milano, la guida specifica per il capoluogo e la Campania. «Grazie all’impegno dell’ente camerale – spiega Maddaloni – si avvia ora una fase nuova di piena collaborazione e valorizzazione dell’intero comparto. Gli equivoci dei giorni scorsi avevano determinato un clima teso; da qui l’azione della Camera di Commercio per favorire una ricomposizione tra la prestigiosa rivista e gli interessi e le aspettative della filiera della pizza, vero fiore all’occhiello della tradizione gastronomica napoletana».

 «Con l’annuncio della nuova guida sulla Pizza – dichiarano il Presidente dell’associazione pizzaioli napoletani Sergio Miccù ed il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, ex assessore provinciale all’agricoltura, promotori delle proteste dei giorni scorsi – che avrà al centro la tradizione napoletana il Gambero Rosso si è chiuso l’incidente diplomatico con i pizzaioli e si è evitata una nuova contestazione che stavamo organizzando per domenica sera in occasione della degustazione di vini organizzata alla Camera di Commercio di Napoli sempre dalla guida culinaria. Resta l’ amarezza per una polemica che poteva essere evitata ma guardiamo avanti in attesa che questa guida riparatrice sia rapidamente realizzata e diffusa per rendere onore alla grande tradizione dei pizzaioli e della pizza napoletana. Per noi l’incidente è chiuso e guardiamo avanti con fiducia affinchè si possa di nuovo collaborare assieme in amicizia».

4 commenti

  • Sergio Cima

    (20 ottobre 2012 - 10:27)

    Non si può fare una guida senza andare incontro alle contestazioni. L’inciviltà emersa dalle telefonate e dalle mail ricevute da Padoan però resta tutta. Il razzismo presunto – se provato – forse è da condannare, quello di ritorno però può essere anche peggio. Speriamo che Quaglia non proceda con le sue querele e che anzi tutti insieme si rendano conto che il loro dovere è marciare tutti nella stessa direzione, quella del (buon) gusto.

  • beniamino d'agostino

    (20 ottobre 2012 - 11:01)

    Il web senza filtri è chiaramente una cosa buona che può portare anche a passare il segno, chi lo oltrepassa se ne assuma la responsabilità, vi sono gli strumenti di legge per questo, il giornalismo però deve rendersi conto di quello che può scatenare, la cazzata fatta dal Gambero era troppo grossa per passare inosservata.

  • Antonio Prinzo

    (21 ottobre 2012 - 19:02)

    …non c’è cosa che si faccia in Campania senza finanziamenti, contributi, fondi, in sintesi denaro dei contribuenti…….capisco tutto, ma che il Gambero e le varie Città del Gusto se riescono camminino con le loro gambe. Fiananziamento ai partiti docet…..

  • Alfredo Carannante

    (21 ottobre 2012 - 23:25)

    Il punto della questione non è un incidente diplomatico o una baruffa da risolvere… ben venga ogni riconciliazione e che la pace torni a regnare nelle pizzerie napoletane; il punto è che una guida che si propone come valutatrice gastronomica di prim’ordine in Italia ha espresso un giudizio circa le pizze partenopee che dimostra l’incompetenza nel campo di chi vi ha partecipato. Ora ci saranno grandi e solenni cerimonie di riconciliazione ma il Gambero Rosso ha mostrato a chiunque si intenda di pizze di essere, su tale importante prodotto della gastronomia italiana, una guida di scarsa qualità.
    Il fatto che si appellino poi ad un simile evento di qualche anno fa -nessun panettone di qualità segnalato a Milano- lungi dal fornire una giustificazione, evidenzia che il Gambero Rosso guarda spesso più alla provocazione mediatica tanto in voga di questi tempi che al giudizio serio e competente.
    Insomma… davvero non sappiamo che farcene in Italia di “vittoriosgarbi” della gastronomia… i pizzaioli napoletani continuino con arte e passione a fare le pizze più buone del mondo e si curino di meno di chi anche sulla semplicità di un disco di farina è capace di costruire vuoti giudizi

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