Ascea, Cilento. Le Favate

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Località Terradura
Tel. 0974 977310
Fax 0974 977949
E-mail: e.licusati@favate.it
Sito web: www.favate.it

E’ un tuffo nell’eleganza. I particolari studiati minuziosamente descrivono ambienti autentici mentre lo sguardo scorre sotto le ombre degli ulivi, un bosco fittissimo di profumi e di piante secolari. Nei casali i materiali tradizionali, le travi in legno massiccio, il cotto antico dei pavimenti e delle rifiniture fatte a mano riportano ad un domestico lontano.

L’azienda agricola sorge in contrada le Favate, bivio dell’antica via del Sale. Il complesso di case in pietra, edificate nel Seicento, è stato interamente ristrutturato e adibito ad agriturismo. Ne fanno parte anche una cappella di diritto patrimoniale, il mulino e il frantoio ad acqua. Ventiquattro posti letto in 22 camere, circa 40 i coperti, si produce principalmente extravergine da uliveti delle varietà Coratina e Pisciottana, coltivati sulle incontaminate colline di Elea, e portati per la prima volta dai profughi focesi. Siamo in pieno Parco Nazionale del Cilento, e qui si incontrano persino mille piante di fichi, tre ettari di vigneto, coltivazioni di cereali e ortaggi. Liquori e marmellate vengono lavorati e confezionati nelle cucine dell’agriturismo.

L’iscrizione rinvenuta all’interno della cappella (“In questa cappella const. per reale indulgenza non si gode di asilo politico 1783″) sembra fornire gli estremi del periodo storico e testimonierebbe il cambiamento di indirizzo politico del Re di Napoli nei confronti della Curia Romana, dopo il licenziamento del Ministro Tanucci, inviso alla moglie Maria Carolina d’Austria.
Il Re, attraverso l’istituto dell’indulto, legittimò il diritto di proprietà dei signori che si erano appropriati delle terre della Chiesa a condizione che costruissero, nei poderi più consistenti, delle cappelle con rendita annuale, ma senza privilegio di asilo politico.

L’Olea è un fruttato medio dai leggeri sentori di piccante. Il frantoio, uno stabilimento moderno e tecnologicamente aggiornato, ogni anno riesce a immetterne sul mercato circa mille quintali. Antonio Stabia titolare dell’oleificio, garantisce alle piante due trattamenti ogni anno contro la mosca olearia. Si tratta di soluzioni idrosolubilimentre l’irrigazione dei recenti impianti di Coratina viene fatta a goccia per consentire un’irrigazione continua e costante.