Assaggi in Basilicata e Puglia

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di Angelo Di Costanzo

Non avendo ancora identificato personalmente “il” vino che su tutti possa emergere per questa annata (per intenderci,annata corrente per i vini giovani ed annata di uscita sul mercato per altri affinati e/o invecchiati) vado riscontrando molti vini che oggettivamente meritano attenzione ed altri che personalmente mi hanno lasciato una buona impressione.
Molti viticoltori “bianchisti”amano sottolineare quanto sia molto più difficile “rimediare” a vini bianchi segnati da una annata non facile piuttosto che ai rossi, quantomeno resuscitabili da tecnologia e legno; molti altri viticoltori,”Rossisti”, ci tengono a sottilineare invece quanto sia più semplice o quantomeno auspicabile rinunciare ad una annata (il 2002 è da esempio) piuttosto che produrre vini poco espressivi e caratterizzanti un territorio…la verità come sempre ha le sue ragioni comunque.
In linea generale sembrano emergere sempre più i vini del sud, anche durante Vitigno Italia mi sono dedicato ad alcuni assaggi comparati e direi che sono stati fatti grandissimi passi in avanti con il Negroamaro, il Primitivo di Manduria e soprattutto con l’Aglianico del Vulture, vini che mi hanno sempre colpito positivamente ma nei quali ho quasi sempre riscontrato poi nel tempo la mancanza di una continuità,soprattutto in persistenza,finezza ed equilibrio.Per intenderci, bevo l’Aglianico Re Manfredi costantemente da quattro-cinque anni ed è palese come nel tempo perda profondità e quell’armonia che tende a caratterizzarlo inizialmente. Lo stesso vale per il Tenute Le Querce,che rimane di grande estratto e consistenza ma decisamente monocorde; diversamente per La Firma, che pur rimanendo possente e “grasso” riesce a tenere gli anni con equilibrio.Molto buono il Terre di Orazio 2003 della Cantina Venosa prodotto in oltre 120.000 unità e venduto in enoteca ad un prezzo (€ 9,00) più che onesto. Fuori dalla doc segnalo il Barigliott ’04 di Paternoster, serbevole come pochi Aglianico sanno essere.
Ho ricevuto piacevoli indicazioni dal Primitivo di Manduria,in grande spolvero con tante etichette di valido riferimento e molte aziende che seppur rischiano di affollare il mercato di certo riescono a tenere i prezzi relativamente equilibrati.Su tutti Feudi San Marzano,dell’orbita Farnese Vini,che propone diverse buone scelte tra cui il Primitivo ’04,a 5,00 euro sullo scaffale,davvero da non perdere: Rosso concentrato,profumi intensi e dolci ed un sapore asciutto,morbido di buon corpo ma mai pesante nonostante i suoi quattordici gradi e mezzo.Della stessa azienda molto buono il Sud ’04 da uve Malvasia Nera,di altro approccio invece l’Edizione Cinque Autoctoni ( € 22,00) che è un riassunto delle esperienze in Puglia e Abruzzo che l’azienda Farnese (Proprietaria tra l’altro anche di Vesevo in Campania) propone quale esperienza unica nel suo genere,da Montepulciano,Sangiovese,Primitivo,Negroamaro e Malvasia,un vino ben fatto,concentrato nel colore,complesso nei profumi e di grande impatto gustativo. Ancora buone impressioni dalle interpretazioni di aziende emergenti come Le Fabriche di Alessia Perrucci in provincia di Taranto,il suo Primitivo di Manduria è bello,splendente,possente ed equilibrato da buona acidità; fuori dalla doc produce poi il Le Fabriche rosso,vino di più semplice approccio ma comunque pulito e fragrante nella sua onesta complessità. Mi sento di segnalare invece una dolce interpretazione del Primitivo nel Madrigale ’04 del Consorzio Produttori Vini di Manduria, confettura di marasca e di ribes nero al naso,seppur dolce è sorretto da una buona acidità che non lo rende pesante e stancante.
Il Negroamaro è croce e delizia di molti,di alcuni rimane una croce e basta ma per altri che hanno colto la sua giusta interpretazione sta divenendo un arma irrinunciabile per distinguersi.
L’interesse di aziende come Antinori,Gruppo Italiano Vini e della stessa Farnese soprattutto per le aree intorno alle provincie di Lecce e Taranto (elette per il Negroamaro) hanno rilanciato anche la voglia di emergere di tante piccole realtà; ecco quindi che segnalo Castel di Salve in quel di Lecce con il Priante ’04, i Feudi di Guagnano che raggiunge la sua massima espressione con il Nero di Velluto ’04 oppure Alessia Imperatori di Cellino San Marco che con il suo Salice Salentino propone un Negroamaro molto tradizionale,molto concentrato,profumi accesi di frutti di bosco e di confettura di ciliegia,un palato asciutto,morbido di eccellente equilibrio gustativo.
Tutto ciò non mi esime dal segnalare altre realtà quali Pervini, Felline, Masseria Pepe e Torre Guaceto, ma questi come ormai Leone de Castris e Conti Zecca fanno parte già da tempo del Firmamento…