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Assoenologi: le previsioni della vendemmia 2009

29 agosto 2009

Da Assoenologi riceviamo e pubblichiamo
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La quantità in sintesi
Nel 2009 si produrranno 46,3 milioni di ettolitri di vini e mosti, praticamente un quantitativo uguale a quello del 2008, a fronte della media quinquennale (2004/2008) di 48,4 milioni di ettolitri e di quella decennale (1999/2008) di 49,5 milioni di ettolitri. L’Italia è divisa longitudinalmente in due: la parte occidentale, quella tirrenica, manifesta infatti incrementi di produzione abbastanza omogenei che vanno da +5% a +10% rispetto allo scorso anno, per contro la parte orientale (adriatica) evidenzia decrementi altrettanto omogenei compresi tra -5% e -10%. Gli incrementi maggiori sono registrati in Piemonte, Campania e Sardegna, mentre le regioni più deficitarie risultano le Marche, l’Abruzzo e la Puglia. Il Veneto (8,1 milioni di ettolitri) si conferma per il terzo anno consecutivo la regione più produttiva. Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia insieme producono quasi il 60% di tutto il vino italiano.
La qualità in sintesi
A causa del bizzarro andamento climatico e meteorico, fatto di colpi di scena, di piogge, sole, alte e basse temperature la qualità è piuttosto eterogenea anche nell’ambito della stessa regione. Complessivamente oggi 28 agosto, la qualità è comunque più che buona con diverse punte di ottimo. Se le alte temperature registrate negli ultimi quindici giorni continueranno i livelli quantitativi e qualitativi prima decritti saranno fortemente diluiti. Se invece il mese di settembre decorrerà con temperature nella media, piogge adeguate e buone escursioni termiche notturne, si potranno raggiungere livelli qualitativi decisamente interessanti. Va ricordato che allo stato attuale è stato conferito poco più del 25% delle uve, di cui meno del 10% a bacca rossa, per le quali la vendemmia entrerà nel pieno nella seconda decade di settembre.
Le previsioni di mercato
I dati del primo trimestre 2009 mostrano una decisa flessione dei valori che si riducono del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre i volumi tengono le posizioni cedendo solo lo 0,3%. Un segnale contrastante, che mette in luce la forte tensione che caratterizza i mercati internazionali, dove la diminuzione dei prezzi al consumo è evidente, tanto da far scivolare il valore unitario del vino italiano del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Inoltre, nella stragrande maggioranza delle cantine italiane, le scorte non sono trascurabili. In questo contesto si inserisce la produzione 2009 che oggi, 28 agosto, non registra ancora scambi consistenti anche perché le aziende stanno definendo le strategie di vendita per il prossimo anno che si presenta non facile. Il mercato dei vini all’ingrosso è quindi poco dinamico. L’offerta mira a mantenere i prezzi del 2008, ma si ritiene che per la stragrande maggioranza delle tipologie essi saranno abbattuti con punte anche del 15/20% rispetto al 2008. La richiesta premia maggiormente i prodotti bianchi rispetto ai rossi.
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