Atripalda, Irpinia. Pub birreria Ottavonano

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Tel. 0825/611368
www.ottavonano.com
Aperto: sempre
Chiusura estiva (metà luglio-metà agosto)

Passione e dedizione, competenza e cultura, pazienza e volontà questi sono i requisiti che un buon publican (gestore di pub) deve possedere. E sono proprio queste qualità mostrate dall’avellinese (pardon atripaldese) Yuri Di Rito che hanno permesso a lui e al suo ormai affermato Pub Ottavonano di diventare un punto di riferimento nonché faro sul territorio campano e non, del bere bene birra. E’ da quando aveva 19 anni che Yuri covava la fantasia di aprire un locale tutto suo, dotato di una propria identità lontano da convenzioni e stereotipi; ne sono passati altri otto per vederlo aperto ed ora festeggia i suoi 10 anni di attività. La bellezza di questo posto è probabilmente legata al fatto che come un mosaico è stato lentamente composto, tassello dopo tassello: arredi, bancone, impianto di spillatura, ma anche rifiniture e  particolari decorativi sono tutte opera sua.
E così come il suo involucro è cresciuto si è evoluto anche il suo contenuto. Non legandosi a nessun brand ne vincolandosi ad alcun grosso produttore, Yuri, seppur con tanta fatica e pazienza, ha avuto la forza di proporre un bere birra diverso, un bere birra consapevole. Ha offerto prodotti brassicoli di difficile comprensione come i lambic mentre altri iniziavano ad addentrarsi nel complesso e variegato mondo della produzione belga; si è arrischiato (per la loro breve emivita) a proporre birre come le real ale quando altri si legavano a prodotti dalla mediocre qualità ma dall’elevato guadagno; ha insegnato e imposto ai suoi collaboratori l’arte della spillatura e del corretto servizio (birra-temperatura-bicchiere-spillatura) quando altri provavano ad impressionare con spettacolari ma inutili giochi di prestigio in fase di spillatura senza tener alcun conto del prodotto e delle sue esigenze di servizio. Ma come in tutte le storie mancava qualcosa, come tutte le torte che si rispettano mancava la ciliegina. Questa ciliegina ha oggi il nome di Gianluca Polini. Giovane di origini salernitane Gianluca ha dalla sua una carriera più che decennale nell’ambito del servizio nei pub, nelle brasserie e nella ristorazione (nonostante la sua tutt’altro che veneranda età), diverse esperienze all’estero (Gran Bretagna e Russia tra tutte), un naso e una memoria sensoriale spaventosi ma soprattutto una grande passione per la birra. Ebbene questa coppia da poco formata (circa due anni) ha dato vita ad una realtà in un piccolo centro irpino come Atripalda che si propone oggi come uno dei più importanti punti di riferimento non solo a livello regionale ma anche nazionale e per gli addetti ai lavori persino internazionale (Cfr. “Michael Jackson’s Great Beers of Belgium” del compianto Jackson).
Bene dirà qualcuno, bella storia….ma il contenuto! Lasciamo allora parlare i numeri.
130 metri quadri di locale in cui sono disposti in maniera curata e accogliente 100 coperti; un impianto costituito da una sala fusti refrigerata ed un complesso sistema di raffreddamento che supportano 9 linee di spillatura di cui cinque a carbazoto (ottimale per evitare l’eccessiva carbonatazione delle birre infustate e modificare le originali proprietà organolettiche delle stesse) tra cui dominano la  Oyster Stout e la St. Bernardus  ABT 12; circa 60 referenze tra cui è impossibile non menzionare tutta la produzione della Cantillon, tutte le birre trappiste belghe (anche le irreperibili Westvleteren blond, 8 e 12), le rara Export Stout e la Special Oerbier Reserva 2006 della De Dolle Brouwers nonché importanti etichette americane come la Anchor di S. Francisco con le sue Liberty Ale, Anchor Porter e Old Foghorn Ale e la Great Divine Brewing Company di Denver con le sue IPA, Double IPA e la cattivissima Imperial Stout denominata Yeti; almeno altre 60 referenze che vengono proposte in particolari periodi come le Bier de Noel durante l’intermezzo natalizio o altre festen beer durante il corso dell’anno; proposte gastronomica che non si fermano alle solite stuzzicherie da pub offrendo un’ampia scelta di piatti unici come lo stinco di maiale alla St. Bernardus, ali di pollo alla Rothaus o l’utilizzo di riso nero venere per risotti più o meno inusuali (zucca e porcini, gorgonzola e noci, pera e taleggio, ma anche porcini e frutti di bosco, gorgonzola e prugne…). Come naturale estensione delle birre 120 referenze di whisky tra cui spiccano i Rare Malt come un Chardhu 27 anni cask strenght o un Antiquary 21 old, oltre a svariate bottiglie di Bowmore, invecchiate in differenti cask, Bruichladdich, Caol Ila, accompagnati da Rum di altrettanto valore come i Caroni Cask di diverse annate e i Rum Zapatera Reserva Vintage 1994 , 1990 e l’introvabile 1988.
Ma soprattutto, cosa più unica che rara, una selezionatissima carta delle Birre Vintage.
Sebbene per motivi cogenti i produttori siano costretti ad indicare una data di scadenza, tutti (o quasi) sanno che una birra che ha superato la data di scadenza riportata in etichetta non risulta essere nociva per la salute ma, in taluni casi, può al massimo perdere le sue proprietà organolettiche. Esistono tuttavia birre che meritano (per non dire esigono) un periodo tutt’altro che breve di conservazione rispetto alla data di imbottigliamento: trappiste, abbaziali, imperial stout, lambic, old bruin e barley wine hanno l’innata capacità di evolversi nel tempo tanto da superare abbondantemente il decennio per poi proporre un bouquet e dei sentori al naso e delle sensazioni al palato e al retrogusto che mai una birra giovane potrebbero offrire. E proprio per consentire al cultore così come al neofita impaziente tali prelibatezze che i due sopracitati hanno creato una carta in cui ammirare e semmai scegliere e degustare bottiglie rare come le Thomas Hardy’s Ale d’annata, le Gorge Gale’s Prize Old Ale degli anni ’70 e ‘80, le Courage Imperial Russian Stout degli anni ’80 (solo per citarne alcune).
Un’ultima cosa, per chi non se ne fosse ancora accorto, Ottavonano è anche divulgazione della cultura birraria e per questo motivo, con costanza ma anche successo, propone degustazioni di particolare interesse con abbinamenti gastronomici studiati ad hoc e le cui pietanze sono elaborate da chef rinomati appositamente chiamati per le manifestazioni.
Pertanto dimenticate crostoni o taglieri di affettati e preparatevi a gustare piatti come il Maialino fasciato al lardo di Arnad con crosta di zucchero candito cipolla rossa al malto e patate allo zafferano per accompagnare una Straffe Hendrik Brune oppure Gelatina di Rodenbach e spuma ai frutti della passione per accompagnare una Rodenbach Grand Cru.
Come sempre il consiglio tommasiano è provare e verificare di persona: a voi il piacevole compito di riscontrare con i vostri sensi quanto sopra detto.
Un saluto e….A PROSIT.

Francesco Immediata