Appuntamenti Slow Food

Avellino, 4 dicembre. Una viticoltura etica è possibile: presentazione ufficiale della guida Slow Wine Campania-Basilicata

23 novembre 2010

25 Commenti a “Avellino, 4 dicembre. Una viticoltura etica è possibile: presentazione ufficiale della guida Slow Wine Campania-Basilicata”

  1. giulia scrive:

    per rivivere le emozioni di torino del 20 ottobre e per una spita in piu’ verso una viticoltura del sud sana, sostenibile e lontana da interessi estranei alla Terra

  2. Per chi non viene solo acqua minerale fino alla prossima edizione. ; )

    • Lello Tornatore scrive:

      Concordo Monica, chi non partecipa, a pane e acqua per tutto l’anno!!! ;-))
      P.S. Romualdo ha detto che partirà il giorno precedente ed inoltre si è fatto mandare una dettagliata piantina per raggiungere Collina Liguorini…

  3. giulia scrive:

    lasciatemi stare Romualdo!:) Lello….pensa a una degna accoglienza…::)))))))))

  4. ENRICO MALGI scrive:

    Mi dispiace, ma io sto fuori per quella data. La pezzogna può aspettare in…carrozza il mio ritorno?

  5. ENRICO MALGI scrive:

    Appunto;-)))). Tu non ci vieni, visto che GM ci ha preceduto? Ciao frate Michele…

  6. Ada scrive:

    Finalmente ci siamo. Grandi nomi del Sud vinicolo presentati e curati da grandi autori ed appassionati del bere di giusto gusto.
    Ne sono felice e partecipero’ con entusiasmo all’evento.

  7. andrea scrive:

    appena ricevuta la guida da quel di bra….bel lavoro, completa e soprattutto non scontata nei contenuti. MI chiedo come mai in costiera amalfitana non sia stata menzionata san francesco di tramonti che credo alla pari degli altri abbia incominciato un proficuo lavoro di recupero e valorizzazione dei vitigni del posto

    • ercole scrive:

      anche trovo strano non vedere recensita l’azienda Tenuta San Francesco. Probabilmente non avranno mandato i campioni per qualche motivo.

      • marco contursi scrive:

        mi associo alle perplessità di cui sopra,io conosco personalmenteil dottore Bove e posso dire che è un vero ambasciatore della sua terra e non solo del comparto vinicolo.Mi ha fatto conoscere produttori di formaggi davvero eccellenti,mi ha fatto provare dei fagioli stupendi,presso la sua azienda con i soci della mia condotta abbiamo trascorso una giornata bellissima.Ha viti di tintore vecchissime,e come lui stesso tiene a sottolinerare,seppur oggi è uno stimato veterinario,non ha perso mai il legame con le tradizioni contadine della sua Tramonti.Un’ultima cosa,il Tramonti bianco di Tenuta san Francesco e l’Iscadoro di Case Bianche sono i due vini bianchi di cui conservo sempre una bottiglia in frigo,è solo un parere personale,ma li trovo molto buoni,espressione di due territori che meritano di essere scoperti.In questo periodo poi Tramonti è stupenda,quando non piove ovviamente,offre scorci paesaggistici davvero notevoli.

        • fabio scrive:

          magari il responsabile territoriale può darci qualche particolare in piu’ sull’esclusione. Considero pure io l’azienda di Bove e company degna espressione di quei valori che slow wine ha dichiarato ispiratori della nuova guida

      • Luciano scrive:

        L’azienda di Gaetano Bove è una bella azienda, ne abbiamo parlato per primi e più volte sul Mattino appena nata, recensita ripetutamente sul blog, inserita e premiata nelle guide regionali che abbiamo stampato con le Edizioni dell’Ippogrifo (Per Eva vino del cuore). Inserita nella guida Touring quando ne eravamo responsabili. L’abbiamo coinvolta anche nell’articolo per la rivista Slow sul tintore, vitigno a cui per ultima tra le quattro ha creduto in purezza.
        Questa premessa per dire che nessuno in Italia ne ha parlato prima, quanto e bene come noi.
        Quanto alla guida slow food, non era possibile mettere tutte le aziende perché lo spazio è ovviamente limitato e abbiamo dovuto fare delle scelte che come tutte le scelte sono opinabili: ma Apicella a cui è stata data la chiocciola, Reale e Monte di Grazia per restare a Tramonti sono sicuramente rappresentative del territorio e con grandissime bottiglie.
        Vedremo l’anno prossimo
        Ora l’altra faccia della medaglia così ne approfitto per rispondere a qualche altro mugugno
        1-La guida Slow Wine non è il rapporto usa e getta delle altre guide, con rispetto parlando: non basta mandare i campioni e buona notte ai sonatori. Si tratta di un progetto di coinvolgimento etico e agricolo che presuppone un continuo interscambio tra chi produce e chi scrive con un solo obiettivo: rendere un servizio al lettore.
        Se io ti invito rispetutamente per mail e per telefono a gennaio alla presentazione del progetto con Burdese a non vieni senza neanche una telefonata o una mail per avvisare ne arguisco che, legittimamente, la cosa non ti interessa.
        I matrimoni si fanno in due. Se poi ci ripensi, mi fa piacere e ti verremo a trovare
        Questo vale per Gaetano Bove come per alcuni altri che dopo l’uscita della guida hanno fatto domande simili. Credo che le aziende di vino campane siano state fin troppo coccolate e inseguite in questi anni.
        2-Ercole/Fabio. E’ piuttosto infantile fare domande con nomi diversi usando lo stesso computer. Un bel nome e cognome è tanto difficile da mettere, visto che qui si ragiona pacatamente per cercare di portare avanti al meglio un territorio?
        Noi quando facciamo le cose mettiamo la faccia.
        Ti aspetto il 4 dunque.

        • marco contursi scrive:

          Grazie Luciano per la spiegazione,che credo sia condivisibile.Se cioè una azienda non sembra voler condividere un progetto,è logico che ne resti fuori almeno all’inizio.Stare in guida è anche un premio per chi crede e collabora alla realizzazione di una idea oltre che per la qualità dei prodotti.Purtroppo non sempre i produttori e non parlo solo di vino capiscono quanto sia importante partecipare ad alcune iniziative.Peccato, perchè,mancata partecipazione a parte,è una bella realtà.

        • ercole/fabio e tanti altri scrive:

          gentile direttore,
          grazie intanto per l’attenzione.Credo non ci sia nulla di male se un socio slowfood che sceglie di comprarsi la guida si ponga delle domande, cosi come ‘nascondersi’ dietro nick su un blog, dal momento che poi si rischia che qualcuno poco incline alle critiche si toglie le pietruzze. Anche io nello svolgere le mie attività metto la faccia.
          Nello specifico l’azienda di Bove e soci ha ricevuto ben poche coccole e inseguimenti in questi anni, la considerazione potrà valere per qualcun’ altro presente in guida.
          Ho partecipato a diversi eventi Slow e spessissimo ho visto presenti i vini di Bove.
          Quanto alle primogeniture sei proprio sicuro che tutte le aziende citate in guida lavorino tintore in purezza?
          Cio’ detto la responsabilità implica scelte non sempre facili e alle fine bisogna guardare all’ obbiettivo globale…e nel vostro caso credo sia stato centrato.
          Buon lavoro

          • Luciano scrive:

            Io adoro le critiche, meglio se firmate, quando sono motivate dai fatti.
            Naturalmente rispondo di me e non posso rispondere di altri che magari hanno scoperto la Costiera Amalfitana solo quest’anno pensando per dieci anni solo agli ottimi vini di Marisa Cuomo.
            Ti posso aggiungere che alla guida mancano, per esempio, anche i vini Ettore Sammarco, tanto per fare un altro nome di eccellenza
            Quanto alla domanda sul tintore preferisco glissare, è il classico esempio di come, insinuando dubbi e sospetti sui vicini, i meridionali siano rimasti indietro perché pensano a parlare male degli altri invece di proporsi come parte di un tutto.
            Io credo, fino a prova contraria, a quello che mi dicono. Ho vissuto così oltre mezzo secolo e alla fine le fregature sono state una percentuale trascurabile.

          • ercole/fabio e tanti altri scrive:

            credo non sia un mistero e tantomeno un disvalore il fatto che A’ Scippata non sia solo tintore…basta andare a guardare il sito di Apicella. Stesso discorso anche se non esplicitato da nessuna parte per Monte di Grazia. Si trattava solo di confutare una delle possibili discriminanti per le quali avete operato scelte in una certa direzione. Non c’entra niente l’essere meridionali, non c’entrano i sospetti, ne si vuole parlare male di nessuno, tutt’altro.

          • marco contursi scrive:

            A dire il vero è proprio su questo blog che è esplicitato che a Scippata e monte di grazia non vinifichino in purezza nel pezzo”Il Tintore di Tramonti sulla rivista Slow Food 45. ‘A Scippata, Borgo di Gete, Iss e Monte di Grazia: le degustazioni di tutte le bottiglie
            ” del 11 maggio 2010.Ma credo che queste polemiche servano poco,non credo che una piccola percentuale di piedirosso cambi la cosa mentre due sono le cose importanti:Che Gaetano Bove mostri verso il progetto slow wine lo stesso entusiasmo che ha mostrato verso altre iniziative slow food e che la critica enologica cerchi di dare una mano a tutti quelli che lavorano seriamente e Gaetano sicuramente lo fa.

        • Luciano scrive:

          Un po’ di velocità e meno appigli verbali. Da questo articolo, che è lo storico più completo mai pubblicato sinora si evince bene cosa voglio dire quando ho detto che San Francesco è l’ultimo ad aver puntato sul tintore in purezza
          http://www.lucianopignataro.it/a/il-tintore-di-tramonti-sulla-rivista-slow-food-45-a-scippata-borgo-di-gete-iss-e-monte-di-grazia-le-degustazioni-di-tutte-le-bottiglie/11232/
          Intendevo, mi pare chiaro visto che queste cose le ho scritte io, puntare politicamente, colturalmente sul tintore come vitigno di gran lunga prioritario nel vino. Non a caso San Francesco può esibire una sola annata a differenza degli alri che hanno maturato uno storico consolidato
          Anche il Taurasi non è aglianico in purezza per disciplinare.
          Cmq non è stata certo questa la valutazione di dare priorità ad altri perché sarebbe risibile: ci era sembrato di leggere la non presenza alla presentazione con Burdese come una manifestazione di disinteresse. Punto. Se la sposa non viene al matrimonio come si fa a celebrarlo?
          Detto questo, Contursi ha ragione. Se Bove adesso è interessato al progetto Slow Wine nessuno di noi ha intenzione di chiudere le porte a nessuno, anzi, si accettano suggerimenti.
          Ci vediamo il 4

  8. marco contursi scrive:

    Forse è stata solo una scelta editoriale,anche se,se non sbaglio(la guida ancora mi deve arrivare)si tratta dell’unica azienda di Tramonti non recensita ed è un peccato visto che è uno dei protagonisti della promozione del territorio e oltretutto è sempre stato vicino a slow food partecipando attivamente ad alcuni eventi.Non so da cosa dipende ma noto un certo distacco della critica enologica,tutta non solo di slow wine,verso questa azienda che ripeto,fa tanto per il territorio e soprattutto fa dei buoni vini.Ad esempio quante aziende della zona fanno a inizio anno una festa con gli addetti ai lavori e semplici appassionati dove ti fanno gustare piatti tiici locali,i loro vini e cantori del posto che intonano ballate tradizionali?Sara Marte dovrebbe ricordarsi l’evento,anche perchè assistere ad una performance canora del sottoscritto non è da tutti i giorni.Sara ci sei?

  9. Certo che dire che la qualita sul Vesuvio è solo cantina del Vesuvio e Sorrentino aziende che conosco e che meritano attenzione ,sembra un po riduttivo . sicuramente c’e anche altro allo stesso livello….ma sono sicuro che e’ un peccato di gioventu..
    Anche su altre zone della provincia di Napoli e isole..di cui conoscoi produttori si potrebbe guardare oltre…ma mi piace rimanere alla’area che seguo piu direttamente.
    Le guide sono tutte perfettibil non solo quella SLOW FOOD,va’ giudicato il progetto ,la sua bontà e verificarlo nel medio e lungo periodo..

    PASQUALE BRILLANTE
    DELEGATO
    ASSOCIAZIONE SOMMELIERS CAMPANIA
    COMUNI VESUVIANI