Appuntamenti, persone

Avellino, 5 marzo. Il Birrificio irpino e i finger food di Carmine Della Bruna

4 marzo 2012

Birrificio Irpino, foto di Paolo Mazzola

Non poteva certo mancare la birra nella manifestazione Irpinia da amare: ecco dunque uno spazio interamente dedicato agli appassionati.
Avellino, 5 marzo, Hotel de La Ville

ore 17,30
Laboratorio birra a cura di Paolo Mazzola
IL BIRRIFICO IRPINO E I FINGER FOOD DI CARMINE DELLA BRUNA

Verrà presentata una  giovane realtà birraria irpina nata nell’estate 2010 nella città dai cinque colli Manocalzati (AV).

Nel laboratorio si presenterà l’anima birraria e quella gastronomica del brewpub gestito da Carmine della Bruna, chef di Gino e la Giraffa, che farà degustare finger food abbinati alle birre.

La duemiladieci, una belgian pale ale intrigante nel suo approccio immediato, la Ramera, una pale ale dove l’amaro morde un  po’ in più e le Toppole, un’interessante belgian ale, top di gamma. Alla fine si proverà Memoriae, una sperimentazione di Luigi Serpe, una dark strong belgian ale maturata in botti di Tarasi dei Feudi di San Gregorio.

Duemiladieci belgian pale ale         

con

Verza ripiena di pecorino bagnolese in riduzione di duemiladieci  

Ramera Pale Ale                                             

con

Crostino di pane con “tiano” irpino

Toppole  Belgian Ale                                    

con

Polpettine cotte in birra “Toppole”

Memoriae                                                          

con

Pecorino bagnolese media stagionatura

Partecipazione: 5 euro.
Prenotazioni: Paolo Mazzola pybima@tin.it

Nell’ambito della manifestazione
Irpinia da Amare

in collaborazione con
Hotel de La Ville
Tenuta Montelaura
Radici
LucianoPignataro Wineblog

4 Commenti a “Avellino, 5 marzo. Il Birrificio irpino e i finger food di Carmine Della Bruna”

  1. Antonietta scrive:

    Non so cosa aia il tiano irpino

  2. Paolo Mazzola scrive:

    Credo un ragù con il peperone…suggerimento terminologico di Lello.

    • Lello Tornatore scrive:

      Grande Paolo!!! Il tiano si differenzia dal ragù napoletano per diversi aspetti. Innanzitutto la cottura è meno lunga (la maggior parte delle carni di cui è composto, sono di maiale), e poi non è mai definito, nel senso che la composizione varia a seconda della disponibilità del monento. Quindi, dentro vi potete trovare la salsiccia, il cotechino, la tonacella (polpetta di fegato di maiale), la tracchia, la braciola di cotica, qualche nervetto di vitello ecc. ecc.. Insomma, tutto tranne il peperone…troppo attento alla birra, caro Paolo!!! ;-))

  3. Paolo Mazzola scrive:

    Allora era il pepato e lo speziato della carne che faceva contrasto con il luppolo della Ramera…mi torna un pò di più…….avevo pensato a durezze del peperone, ma non ero convinto….

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