Avellino, Pizzeria Malaga: tre generazioni sulla via Appia

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Diego Nigro

Via Francesco Tedesco 347
Tel. 0825.626019
Sempre aperto

di Lello Tornatore

In Irpinia il vino c’entra sempre!!! Parte da Tufo, infatti, l’avventura della famiglia Nigro titolare del ristorante-pizzeria Malaga situato nella immediata periferia della città, il quartiere Ferrovia, detto così perchè si espande proprio intorno alla stazione ferroviaria di Avellino. Il nonno di Diego (siamo alla terza generazione), Ermando Nigro, originario di Tufo e commerciante di vini, apre una “cantina ” dove, come di consuetudine, oltre alla mescita del vino si servivano anche pasti con particolare attinenza al nettare di Bacco. E la apre proprio lì “alla Ferrovia”, quartiere che si estende lungo la via Appia o Via delle Puglie, perchè una volta costituiva il centro della città in quanto si sovrapponeva all’asse viario di maggiore importanza nei traffici economici con la Puglia. Nel ’64, Arnaldo Nigro (detto Sabatino) figlio di Ermando e padre di Diego, si sposta di qualche isolato e apre proprio con la pizzeria.

pizza margherita all’irpina

Successivamente, diventa pressante la richiesta della clientela di affiancare il ristorante alla pizzeria. E così, grazie anche alla validissima collaborazione della moglie Edda Spina in cucina, atripaldese purosangue, nata sulle sponde del fiume Sabato, Sabatino Nigro diventa il riferimento della clientela irpina per il pesce, oltre che della famosa squadra di calcio degli anni ’90.

Ristorante Malaga, il banco dei pesci

Oggi, il timone del ristorante e della pizzeria sono saldamente nelle mani di Diego, anche se spesso Sabatino non disdegna di farsi un giro nel locale per salutare i tantissimi clienti affezionati. Ma veniamo a noi, cioè alla pizzeria, che è argomento centrale del pezzo. Si parte dalla mano del pizzaiolo che è sempre lo stesso da quando Sabatino gli ha lasciato il testimone della responsabilità del forno, si chiama Mario Mazzocca, irpino fino alla punta dei capelli (forinese) e grande appassionato della pizza, sempre allegro e proveniente da una famiglia praticamente nata in cucina.

il pizzaiolo Mario Mazzocca

 

Il segreto della pizza del Malaga? Alla mia domanda, Diego mi risponde semplicemente ” i prodotti dell’Irpinia !!! ” Evvabbè che non volevo sentire altro ;-)), ma le spiegazioni documentate arrivano subito dopo al tavolo dove siamo spaparanzati io, il Pigna e un certo Annibale Discepolo (de Il Mattino di Avellino) di cui vi ho smaronato ampiamente in altri pezzi…praticamente il nostro compagno di merende ideale!!! Partiamo con un benvenuto di crocchè che ci spiegano essere fatti con le patate di S. Michele di Serino…ecchèpatate!!!

crocchè di patate di S. Michele

Giusto il tempo di sentire una bruschettina al pomodorino di Montecalvo semi-acerbo e al filo di Ravece…mmmmmm, che ci arriva la classica margherita. Classica mò???

bruschette con pomorino di Montecalvo semi-acerbo

Con pomodino di Montecalvo maturo e fiordilatte di podolica di Lioni. Il Pigna subito fa la prova di elasticità…passata a pieni voti, mentre io ed il bell’Annibale pensiamo a spazzolarla in men che non si dica. Si passa alla pizza bianca, caciocavallo di Montella e Ramata di Montoro.

pizza caciocavallo di podolica e cipolla Ramata di Montoro

Papille gustative a mille…l’aromatico-piccante del podolico danza alla grande con il dolce-aromatico della Ramata. Un “divertissement”, chiamatelo musicale (composizione leggera e giocosa) o anche filosofico (Pascal), fatto sta che veramente ci ha divertito. Intanto che aspettiamo la terza pizza, faccio un giro per la sala, e innamorato come sono del crudo di pesce, il mio obiettivo si posa inevitabilmente sul ricco banco di pesce e frutti di mare in bella mostra. Ma soprassediamo, stasera non dobbiamo uscire fuori tema… Arriva la “patate e porcini”, patate sempre di S. Michele (e per forza, sono le più bone…) e porcini di Montevergine.

pizza patate e porcini

 

a mezza cottura

 

le patate e i porcini per la pizza

Mi ha colpito la tecnica di questa pizza : le patate con porcini vengono aggiunti dopo, a mezza cottura, un altro giro nel forno e poi si serve al tavolo. Anche qui straordinaria materia prima e splendida esecuzione. E il calzone non lo proviamo??? Dice sornione il Pigna…io ed il Discepolo, che poi a dispetto del cognome è un maestro a divorare pizze, non ce la sentiamo di fare un torto al nostro big Lucy, e acconsentiamo con piacere!!!

il calzone
la bocca del forno

Ci arriva un calzone paradisiaco, soffice ma croccante, apparecchiato ma non pretenzioso, con una ciocca di basilico che ci invidierebbe persino Fabrizio Scarpato, profumoso ma quel tanto che basta. Insomma l’elegia del ripieno composto da passata di pomodorino di Montecalvo e fiordilatte di Montella. E cosa vuoi di più dal Malaga??? La marinara!!! Si, la marinara che è la prova del nove per la pizza.

pizza marinara

Il pomodoro lo sapete già qual è, l’aglio è quello dell’Ufita, of course…l’origano è quello che va a cercare Sabatino sulle montagne di Aiello del Sabato, dove risiede e le acciughe…no no, non sono quelle pescate nel fiume Sabato ;-)) stavolta sentendo dire che a Cetara ultimamente pescano anche le alici, hanno voluto provare se fossero allo stesso livello di quelle irpine…Non male, direi…;-))

P.S. Ho vergogna di scrivere cosa abbiamo bevuto sulle pizze, ma…ve lo dico lo stesso: Taurasi di Salvatore Molettieri di diverse annate…nun se pò ffà!!! )

 

Pizzeria Malaga

Via Francesco Tedesco, 347

Avellino

tel. 0825 626045

www.hotelmalaga.it

info@hotelmalaga.it

Aperta tutto l’anno

Chiusura settimanale: martedì

9 commenti

  • Marcello

    (17 luglio 2013 - 16:10)

    E’ “capitato ” anke a me di bere Taurasi sulla pizza, non di Molettieri ma di Perillo, ke goduria!!

  • virginia

    (17 luglio 2013 - 16:39)

    Palliducci ‘sti pomodorini di Montecalvo, se mi posso permettere ;-)

    • Lello Tornatore

      (17 luglio 2013 - 16:46)

      Virgì, … e tu non leggi nemmeno le didascalìe…guardi solo le immagini!!! ;-))

  • Fiorenzo de Marinis

    (17 luglio 2013 - 16:45)

    Non c’è niente di più bello che bere del vino sulla pizza, da quando l’ho provato tanti anni fa non bevo più birra.
    Lello anche io, non volertene a male, uso le alici di Cetara che ho appena finito di pulire, non posso permettermi il lusso di acquistare quelle del fiume Sabato.
    Questo articolo capita a fagiuolo, come dicevano ad inizio del secolo scorso, perché cercavo una buona pizzeria ad Avellino poi averla trovata con queste giuste varianti, cioè dell’uso dei prodotti, ottimi e genuini, locali mi consola.
    Questa sera senza battere ciglio tosto ci vado. Siccome tengo alla dieta assaggio una sola pizza per sera. Caciocavallo e ramata mi sembra una vera goduria.

  • Gennaro

    (18 luglio 2013 - 14:22)

    non sapete come vi invidio! :o)))
    io sto a Milano.. e pizzerie cosi’ non le trovi manco a pagare il triplo!!
    :o))

    • Paola

      (18 luglio 2013 - 14:50)

      Maddai sempre a lamentarci dell’offerta milanese in tema di pizze…

      • Gennaro

        (19 luglio 2013 - 14:10)

        evabbe’ ma mica e’ colpa mia se qua la pizza e’ na’ chiav…. ehm… non e’ un granche’.
        poi vedi questi articoli e queste foto, con delle pizze che si vede a occhio che so’ buone!
        e’ ovvio che il sentimento di invidia nasce spontaneo! :o)))

  • giuliana

    (18 luglio 2013 - 18:33)

    ……….e io ,avellinese doc, non sapevo niente di queste pizze !?

  • nicola

    (19 luglio 2013 - 01:06)

    Trattasi di pizza o di croccanti risultati di sourdough tipici delle nostre zone?
    Dalle immagini fornite, nonostante la presunta bontà degli ingredienti, tutto tende alla croccante Irpinia.

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