Baiardo 2001 Taurasi docg Aminea

Letture: 97

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Un piccolo campione trascinato da un’annata straordinaria in Italia, sicuramente non superata da nessuna dellle successive. Il rosso di questa azienda in ottima forma costruita lungo la vecchia Ofantina che da Avellino porta a Montella, si è presentato pimpante e molto bene ad una degustazione improvvisata con alcuni colleghi: color granato vivo e brillante, nessun cedimento, al naso manifesta ancora frutta matura, spezie, tabacco dolce, un po’ di caffe, mentre in bocca ha un ingresso abbastanza morbido, è assolutamente dinamico, occupa immediatamente tutto il palato presidiandolo con autorevolezza chiudendo bene, in modo netto e pulito, confermando senza problemi l’intensità e la persistenza. Certo, rispetto a qualche grande campione, penso al Riserva di Mastroberdino o a Vigna Cinque Querce di Molettieri, ha meno profondità, meno complessità olfattiva e gustativa, ma resta comunque un rosso interessante soprattutto se rapportato al prezzo. Aminea si sta facendo conoscere grazie ai bianchi, quest’anno con l’annata 2006 ha piazzato un ambo di lusso con il Greco e con il Fiano, ma la materia prima su cui lavora i rossi è da fare invidia, siamo nel terroir di Montemarano, in una delle zone in assoluto più vocate dell’Irpinia per l’aglianico, su terreni argillosi e colline sempre avvolte della nebbia con il massiccio del Terminio capace di creare un microclima particolare, una sorta di cella frigorifera nel cuore della Campania. Ecco spiegato dunque perché tutti i vini di questo terroir hanno sempre autorevolezza e non sono mai banali. Il Baiardo è un vino di stile conservativo, ossia ha legni non invasivi e non porta con l’idea della concentrazione esasperata delle sue componenti, una impostazione tra l’altro figlia di una moda affermatasi tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo secolo. Per questo si abbina con tranquillità ai piatti della tradizione più strutturati, sia di pasta che di carne. Oppure a qualche formaggio come il provolone di Montemarano. Prevedo ancora u buon percorso per questo Taurasi, siamo più o meno a metà della sua esistenza in bottiglia e dunque potrà regalarci ulteriori sorprese nei prossimi cinque, sei anni.

Sede a Castelvetere, via Santa Lucia
Vitigni: aglianico, fiano, greco, coda di volpe, falanghina
Tel. 0827.65787
Enologo: Alessandro Mancini
Bottiglie prodotte: 500.000
Ettari: 10 di proprietà