Bassano e la pinza putàna. I low cost padano VI

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La pinza putàna

Bassano del Grappa, (VI) Bottega del Pane
Piazza Libertà, 25
Tel. 0424.522119
www.bottegadelpane.com

di Tommaso Esposito

Il ponte di Bassano

Eccolo là. Austero come non mai in questa giornata uggiosa.
Il calendario dice che è ancora estate, ma il tempo no.
Piove. Mannaggia la miseria.
Per fortuna che il Palladio ci ha pensato.

Il famoso Ponte Vècio per il quale siam qui a Bassano è coperto.
Tutto in legno.

dal ponte

Lo sguardo rincorre il Brenta gonfio, eppure calmo.

Terrazzi in fiore rapiscono i pochi raggi di luce.

Dai, diamoci la mano come cantano gli Alpini.

C’è uno spaccio nell’ antica garitta.

Acquavita. Liquori e aceto al minuto.

“Acquavita. Liquori e aceto al minuto.”

Insegna storica.

Come l’affresco dove giace un ex-voto gòto.

Un calice, gòto, ex-voto

Un biciarìn de gràspa? No grazie.

Un bicère de vìn? No, veramente. Cercavo l’aceto. Non ce n’è.

E’ bello qua.

Su, con l’ombrello vale la pena inoltrarsi di là nel dedalo delle viuzze che portano al centro. Verso la piazza grande.

La Bottega del pane

Un suonatore di vecchia chitarra porta il ritmo presso l’uscio d’ una bottega.

Fermiamoci.
Pane, di grazia. Anche dolci e ciambelle.

La pinza! Il dolce chiamato putàna.

Che sorte ingrata per una torta di pane raffermo mangiata tra Nadàle e Maràntega.

la pinza

Ah, ‘sti veneti. Troppo bòna  per essere lasciata in pace.

Gustosissima tiepida. Ce la riscalda al momento la botegàra.

un trancio de la putàna

Uuhmmm. Bòna veramente. Le mele, il pane, il latte, l’uvetta, l’eretico rum al posto della grappa.

Tra naso e palato una piccolo temporale di sapori e profumi.

Ricorda la mia Tortina di pane con noci e uva passa al limone .

La ricèta, signora, la prego!

Un garbato sorriso.

la botegàra

Eccola, allora, sottratta al Molinari Pradelli.

Putàna con le mele

Ingredienti :
1 litro di latte intero
g 200 di farina gialla
g 180 di farina bianca
g 60 di strutto
g 60 di pinoli
g 80 di burro
g 60 di uvetta, ammollata in poca Grappa
g 500 di mele, pelate, liberate del torsolo ed affettate sottilmente
g 160 di zucchero
g 100 di fichi secchi tritati (o pestati)
sale q.b.

Per la cottura:

burro, per ungere la teglia

pangrattato, per foderarla

zucchero vanigliato, per spolvero finale

In una casseruola ampia portate a bollore il latte, calate una presa di sale, poi unite (a pioggia) le farine, seguitando a mescolare, e fate cuocere almeno 20 minuti, fino ad ottenere una polentina morbida.

Spegnete il fuoco ed aggiungete lo strutto, circa la metà del burro, le fettine di mela, lo zucchero, i fichi, l’uvetta (la Grappa) ed i pinoli, lavorando con buona lena e far cuocere, a fiamma docile, per altro tempo (20 minuti almeno).

Versate il composto in una tortiera imburrata e rivestita di pangrattato; pareggiate il dolce, distribuitevi riccioli di burro (di quello avanzato), spolverizzate un velo di pangrattato, quindi passate in forno (caldo a 200°), fino a dorarla. Servitela tiepida o fredda, imbiancata con lo zucchero vanigliato.

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Un commento

  • Lello Tornatore

    (16 settembre 2010 - 22:10)

    Ecco, questi sono gli effetti della cura ” Scarpato” !!! ;-)))))))))))))))

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