Beneventano Igt Passito A’ Canc’llera | Voto 85/100

Letture: 98

Uva agostinella (foto Marina Alaimo)
Uva agostinella (foto Marina Alaimo)

Vista 5/5. Naso 25/30. Palato 25/30. Non Omologazione 30/35

Uva: falanghina, agostinella
Fermentazione e maturazione: acciaio
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro

Una serata al Foro dei Baroni, non per degustare i piatti superlativi di Raffaele D’Addio ma semplicemente per mangiare un’ottima pizza. Qui, infatti, si può consumare una delle migliori pizze del Sannio. Poi, come sempre succede, si chiude con il dolce, assolutamente da non perdere quando si entra in questo scrigno dei sapori che ci accoglie nella piccolissima piazza di Puglianello, diventato meta di attrazione dei palati più esigenti della Campania. La sorpresa giunge sul finale, quando si decide di consumare il passito dell’azienda agricola A’ Cancllera guidata da Giuseppe Lavorga nella vicinissima San Lorenzello. Di questa azienda abbiamo più volte degustato le etichette ‘Barbera del Sannio – Grotta di Futa’ ed il rosso ‘Elodìa’, ottenuto da uve sangiovese ed aglianico. L’altra sera ci siamo imbattuti nel passito Beneventano Igt che Giuseppe produce con uve falanghina unite alla piccola produzione di uva agostinella che ricava nella vigna che circonda l’azienda.

Giuseppe Lavorgna (foto Marina Alaimo)
Giuseppe Lavorgna (foto Marina Alaimo)

L’annata 2007 lasciava spazio a qualche timore dal punto di vista della freschezza. Timori che sono andati via via aumentando alla vista del colore, un giallo dorato carico, quasi ambrato. Invece quando il calice è passato per il naso e poi è finito a contatto con il palato è esplosa una bella sorpresa. All’olfatto un ventaglio ampio di profumi, dalla composta di frutta gialla, alle note agrumate e le evidenti tostature accompagnate da una bella sensazione di affumicato, quasi ad avere l’impressione di un mosto cotto. Identica sensazione al gusto, con l’avvolgente freschezza finale capace di donare ad un vino particolarmente concentrato anche in alcol (16,5°) una beva mai stucchevole. Molti tratti di questo passito hanno rievocato la grande tipicità del moscato passito bevuto sul finire della scorsa estate nella interessante escursione in terra calabra, a Saracena.  Non abbiamo chiesto a Giuseppe il numero di bottiglie, ma saranno sicuramente pochissime quelle delle ultime annate. La speranza è di rincontrare una della vendemmia 2007, per riprovarla su ottima pasticceria secca oppure su formaggi ben stagionati.

Questa scheda è di Pasquale Carlo

Sede via Tratturo Regio,  San Lorenzello – Tel.  0824.814268  380.4682849 – www.acancllera.com – info@acancellera.com – Enologo: Giuseppe Lavorgna -Ettari: 3 di proprietà – Bottiglie prodotte: 20.000 -Vitigni: coda di volpe, malvasia di Candia, trebbiano, greco, barbera del Sannio, sangiovese, aglianico, altri vitigni tipici