Beniamino D’Agostino, Botromagno: la mia estate 2009

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Con questo intervento apriamo una nuova rubrica, cerchiamo di far parlare di vino anche ai produttori e agli operatori del settore.

Beniamino D'Agostino

Sollecitato dall’amico Luciano mi accingo a mettere in piazza le mie bevute estive ma prima una breve premessa: è un piacere vedersi sollecitate le nostre opinioni, visto che solitamente, per il nostro ruolo di produttori, dobbiamo sottostare quell degli altri.
Quando poi, come nel mio caso, prima di diventare produttore ero un grande appassionato di vino questo risulta maggiormente gratificante.
Le bevute di questa estate inoltre, per me, avevano uno scopo anche professionale, non di aggiornamento e studio della concorrenza, come qualcuno potrebbe pensare, bensì dalla necessità di approntare la carta dei vini dell’Osteria, www.osteriagranoevino.it, che abbiamo affiancato con mio fratello alla nostra Cantina.
La prima sorpresa è stato un vitigno autoctono sconosciuto ai più, la Tintilia con il Macchiarossa 2006, delle Cantine Cipressi, un vino morbido con un buon frutto ed una acidità spiccata, qualità che io apprezzo sempre nei vini rossi, quando è ben fusa.
L’ho assaggiato su delle tradizionali braciole di cavallo che si fanno dalle nostre parti e devo dire che nonostante la ricchezza del ragù il vino ha retto egregiamente, sgrassando le papille gustative ed imponendosi per personalità.
Pochi giorni dopo invece, con mio fratello Alberto, ci siamo trovati a Londra per un tasting da cui siamo usciti distrutti a tarda sera, Londra era bellissima una serata limpida come non ci si aspetta con 25 gradi, le cucine dei ristoranti erano tutte chiuse e ci siamo accomodati all’aperto in un piccolo ristorantino dalle parti di Regent Street, in una carta dei vini inesistente ho adocchiato un PINOT NERO 2006 del mio amico FRANZ HAAS, devo confessarlo non sono un grande fan del Pinot Nero, non apprezzo il suo colore scarico ma quella sera su uno splendido carpaccio di angus si è espresso sui massimi livelli, guadagnandosi il posto in carta.
In quella stessa settimana lavorativa in Inghilterra, ho avuto modo di cenare in un’ottima Steak House Argentina “Gaucho” dove insieme ad un asado di alto livello, ho cominciato seriamente a preoccuparmi, per la prima volta ho bevuto un Malbec Argentino che non mi si è incollato al palato, buoni profumi, tanta frutta non surmatura e finalmente un uso del legno che non mi ha fatto pensare che da quelle parti le barriques glie le regalino, si tratta del MALBEC 2006 della BODEGA RENACER, considerando che in carta era a 25 sterline, ribadisco di essere seriamente preoccupato se la qualità degli argentini sale così e va sul mercato a questi prezzi………
Finalmente un bianco che mi ha sorpreso per fragranza e freschezza, parlo dell’IS ARGIOLAS 2008 VERMENTINO DI SARDEGNA DOC 2008.
Anche qui parliamo di un vino prodotto da amici per cui il mio giudizio potrebbe non essere obiettivo ma vi giuro non è così, davanti al porto di Trani su una frittura di paranza con vista sulla Cattedrale di Trani, io che sono un produttore di bianchi e dicono non malaccio, me ne sono innamorato, fresco, fiori e frutta tropicale, vena acida sostenuta ma non eccessiva, colore brillante paglierino, in sostanza una bottiglia in due con l’impossibilità di rimetterci alla guida se non dopo qualche ora.
Chiudo con un rosato veramente buono che ho assaggiato in occasione di un tasting del Gambero Rosso sui rosati, il Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Hedòs delle Cantine Tollo. Premetto che da buon pugliese sono molto esigente sui rosati che nella mia concezione devono essere decisi, di carattere con personalità spiccata e non sono un fan del montepulciano cerasuolo ma questo mi ha convinto per la sua pienezza e rotondità, per l’equilibrio e la sapidità. Se poi pensiamo che viene da una delle Cooperative più grandi d’Italia il risultato è ancora più sorprendente.
Una nota a margine, tutti i vini sopra citati sono vini che io definisco “possibili” sono tutti vini che in enoteca difficilmente superano i 15 euro, avere queste emozioni senza svenarsi, soprattutto di questi tempi è un ulteriore titolo di merito per questi produttori.
Mi auguro condividiate le mie impressioni.

Un caro saluto a tutti
Beniamino D’Agostino
Cantine Botromagno