Curiosità

Berlino e Parigi divise dal foie gras

31 luglio 2011

Allevamento specializzato nel foie gras

di Stefano Buso

Quest’estate atipica e piovosa ci regala un curioso battibecco tra Parigi e Berlino. Il motivo non sono presunte rivalità economiche o tensioni che potrebbero rispolverare gli scenari del ‘900. Il responsabile dell’alterco è l’aristocratico foie gras. Già, il sovrano della buona tavola desiderato da tutti i gourmet del mondo è il casus belli della fresca tenzone franco-tedesca. Il prossimo 8 ottobre, a Colonia, prenderà il via l’Anuga, l’appuntamento biennale dedicato all’agroalimentare.

foie gras

Però, in Germania, a fare “lo sgambetto” alla bontà d’Oltralpe ci hanno pensato le associazioni che tutelano i diritti della fauna! Secondo i tedeschi, gli animali destinati alla produzione del dorato boccone sono allevati con metodologie crudeli. In pratica, una sorta di ingozzamento “forzato” di oche e anatre. E così, il fegato grasso rischia di essere lasciato fuori dal meeting tedesco. Il coro di proteste non ha atteso l’alba del giorno dopo per farsi sentire. Il ministro dell’agricoltura francese Bruno Le Maire, dopo aver scritto alla collega tedesca, ha dichiarato che la Francia darà forfait definitivo alla kermesse se il foie gras sarà estromesso. Al di là delle Alpi, l’allevamento di oche e anatre destinate alla produzione di fegato grasso è un rituale antico, e l’alimentazione forzata è del tutto legale. In Germania, invece, questa metodologia di allevamento è vietata. In compenso i tedeschi sembrano apprezzare il foie gras, e non solo loro, considerato che la burrosa leccornia delizia convivi e banchetti in ogni latitudine del pianeta.

È sacrosanto e doveroso che una lancia debba esser spezzata in favore delle povere bestiole (come per tutti gli animali, del resto). In ogni caso, che sia solo questa la ragione di tanta ostilità nei confronti del paté francese? Nel dubbio – va da sé – si assolve, va tuttavia ricordato che la Francia controlla il 75% della produzione mondiale di foie gras. Come appassionati di manicaretti auspichiamo che il luculliano ingrediente non manchi al rendez-vous tedesco. Forse, più che osteggiare il foie gras, bisognerebbe rivedere collegialmente all’interno della UE i metodi di allevamento di tutti i pennuti, nessuno escluso

13 Commenti a “Berlino e Parigi divise dal foie gras”

  1. Ogni tanto ritornano… http://www.lucianopignataro.it/a/fois-gras-no-grazie/3921/
    Chissà come sarà andata a finire in California, o magari in Gran Bretagna. E come andrà a finire questa di faccenda: diciamo che una ipotesi io ce l’avrei…. (a tarallucci e vino?)

  2. Sofia scrive:

    …….Cosa non si fa per foie gras 8-)

  3. Leonardo scrive:

    “Mangiare per vivere o vivere per mangiare?” Probabilmente questo filosofico ed antico “busillis” sta perdendo sempre più la sua dimensione oppositiva non perché una interpretazione stia prendendo il sopravvento sull’altra, ma molto più semplicemente perché un novo “busillis” sta conquistando sempre più il proscenio e cioè :”Vivere nella speranza di mangiare o mangiare con la certezza di perpetuare ” la conquistata onnipotenza ?” Ah, dimenticavo il tutto con buona pace delle puntualizzazioni di Berlino , delle repliche di Parigi……et cetera, et cetera, et cetera….. !

  4. enrico biondi scrive:

    però che sballo il fois gras, Certo il metodo di allevamento è crudele ma anche gli allevamenti intensivi di bestiame e pollame lo sono altrettanto. Dibentare tuttti vegetariani? Naaahh!

  5. A me il foie non fa impazzire, ma per ragioni estetiche.
    Non mi fa impazzire nemmeno quando è usato da Adrià, figuriamoci!
    È una questione di sensibilità. E ribadisco: di sensibilità estetica…

    Giovann

  6. A me il foie non fa impazzire, ma per ragioni estetiche.
    Non mi fa impazzire nemmeno quando è usato da Adrià, figuriamoci!
    È una questione di sensibilità. E ribadisco: di sensibilità estetica…

    Giovann

  7. Che tipo di sensibilità estetica? Credo quella che mira all’essenza. Il foie è poco essenziale, troppo legato al contingente. Poco… weberniano. Anche Lopriore non mi risulta ne faccia uso. Non a caso ho paragonato Webern a Lopriore nell’ultimo post attualmente presente sul mio blog http://www.diariofilosofico.com . Il foie va purificato… Ed è un discorso estetico!

    Giovanni

  8. Stefano Buso scrive:

    La scaramuccia franco-tedesca cagionata dal paté dovrebbe far riflettere. Sono tanti i cibi e gli ingredienti che fanno godere il nostro palato ma sono purtroppo ottenuti attraverso tecniche e/o procedimenti discutibili, come il foie gras ad esempio. Ciò va detto per correttezza di cronaca e d’informazione…

  9. Considerovalore scrive:

    Forse, più che osteggiare il foie gras, bisognerebbe rivedere collegialmente all’interno della UE i metodi di allevamento di tutti i pennuti, nessuno escluso

    concordo

  10. giulia marruccelli scrive:

    Stefano concordo sul tuo pensiero. Ma per correttezza di cronaca e d’informazione il foie gras non è un paté ;-)

    • Stefano Buso scrive:

      @ Hai regione Giulia. Ho preso spunto (per il pezzo) da un’agenzia (AGI News) trascinando anche l’imperfetta declinazione:-) che tu hai avvedutamente segnalato…

  11. Stefano Buso scrive:

    @Considerovalore – Cris prova pensare a quanti poveri pennuti sono costretti “a pranzare” obtorto collo :-)

  12. Sofia scrive:

    a noi va benissimo paté ;-)
    aveva proprio ragione Brecht:
    tra le cose sicure, la più sicura è il dubbio