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Bianco 2008, Casa Barone

21 novembre 2009

Uva: catalanesca
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Affinamento e maturazione: acciaio

Giovanni Marino

L’Agricoltura sul Vesuvio, a Massa di Somma colpita dalle eruzioni del gigante semi dormiente che veglia sul golfo di Napoli. Nel 1944 tutti i terreni si coprono e si solidificano dopo le colate di lava. Nelle aree più basse intorno al vulcano il terreno è rimasto più friabile e più facilmente lavorabile. Le zone più alte erano in quegli anni stratificazioni di lava impossibili da coltivare. I contadini del Vesuvio, tra i quali il papà di Giovanni Marino, appassionato titolare dell’azienda Agricola Casa Barone, per andare avanti e non lasciare quella terra fertile e benedetta per esposizione e composizione del suolo, portarono dal basso grandi quantità di terreno coltivabile per ricoprire la lava. Riprendono così le disordinate quanto svariate e tipiche coltivazioni vesuviane: uva, catalanesca e caprettone, pomodorino del piennolo, albicocche vesuviane di diverse varietà, ulivi, castagni, noci, ciliegie, sorbe e persino grano.
Su questa terra che ha ricoperto le lave argentate dell’eruzione del 1944, insistono gli undici ettari della proprietà di Giovanni Marino, assistente sociale convertitosi a tempo pieno all’agricoltura, una bellissima forma, se pur diversa, d’assistenza a questa società contagiata da consumi globali.
La matrice agricola di queste terre è antica qui nel 1872 c’era l’antico casale, oggi rudere abbandonato, dei Marchesi Piromallo, Casa Barone sorge giusto di fronte, ha conservato il disordinato ordine della coltura promiscua, tipica vesuviana tra paesaggio vulcanico e intenso profumo di ginestra. In quest’apparente disordine c’è la catalanesca, l’oro giallo del Vesuvio, condotta a spalliera su piccole terrazze, 6 -7.000 bottiglie in tutto a circa 400 mt. Sul livello del mare, buona ventilazione ed escursioni termiche giorno – notte garantiscono maturazione giusta ma non spinta, bei profumi e sanità delle uve. Le vigne hanno circa 15 anni ed una resa di circa 5 grappoli per ceppo. La vendemmia è tardiva, verso la terza decade d’ottobre, non si teme di perdere in acidità pur di preservare colore e struttura. Il grappolo è spargolo, ha buccia tanto spessa che in macerazione bisogna prestare molta attenzione ad evitare di estrarre polifenoli. Il sapore del chicco riporta alla ginestra, è carnoso, croccante ad alta concentrazione zuccherina che porta il vino ad un considerevole grado alcolico ( 13, 5 – 14 °) e una grande materia.
Il vino: è di giallo dorato intenso e vivace, decisamente consistente in roteazione. Il profilo olfattivo muta con l’evoluzione del vino in bottiglia ( sosta circa 12 mesi prima di uscire sul mercato). Nelle fasi iniziali si avvertono le tipiche note floreali di ginestra e albicocca e qualche spiffero tropicale d’ananas e banana. Affondando il naso nel bicchiere arriva un gentilissimo sentore di idrocarburi, marker dei grandi riesling alsaziani, note di mandorla, miele, farina di castagna, vanilla. La persistenza aromatica è profonda quanto interminabile. Il gusto, è secco, caldo e pulito senza alcun effetto speciale che stonerebbe con la filosofia di Casa Barone e dell’enologo Angelo Ventino che ha ricercato piacevolezza, ma non banalità di beva e diretta espressione del vitigno, naturalmente nessun passaggio in legno, si ucciderebbe la memoria dell’uva.
Sapidità, mineralità e freschezza se la giocano alla pari esprimendo un fortissimo richiamo all’ambiente circostante: una discesa in funicolare in progressione olfattiva e gustativa dal vulcano al mare, che assicura buone possibilità di avere belle sorprese stappando una bottiglia 2008 tra qualche anno. L’abbinamento di scuola è arrivato dall’inesauribile fantasia e competenza di Mario Avallone, storico patron della Stanza del Gusto In Via Costantinopoli a Napoli: variazione di baccalà, mantecato con tartufo irpino, arrostito con melanzane alla griglia, alla “puttanesca” con pomodorini del piennolo, finalmente Dop, capperi e olive. Perfetto anche con piatti di carne bianca come il coniglio all’ischitana di Riccardo D’Ambra, o con una zuppetta autunnale di funghi e castagne.

Questa scheda è di Giulia Cannada Bartoli

Sede a Massa di Somma (Na),
Via Panoramica Fellapane.
Tel.39+081.3621048 – fax 39+081.3621049
www.casabarone.it
agricola@casabarone.it
Ettari di proprietà 13 di cui 2 vitati.
Bottiglie 10.000.
Enologo: Angelo Valentino Vitigni: catalanesca, caprettone, piedirosso, aglianico