Bianco Manfredi a Venosa

Letture: 28

Lo abbiamo sempre sostenuto, quando non c’è tradizione di vitigni autoctoni è giusto giocarsi le carte con quelli internazionali e far emergere il terroir. Dalla Basilicata, regione sostanzialmente monovitigna con l’Aglianico del Vulture ecco spuntare un grande bianco dalla stoffa altoaltesina ma con i gli stivali piantati in venti ettari di terreno argilloso e vulcanico a Venosa. Che in terra di rosso ci siano anche ampi spazi per il bianco è dimostrato in Campania da Clelia Romano a Lapio e, per restare in Lucania, dal Bianco di Corte di Paternoster, dal Dry Muscat della Cantina di Venosa e dall’ormai storico Vigna dei Pini di D’Angelo. E dunque questo Bianco Manfredi voluto da Nunzio Capursi, amministratore ed enologo di Terra degli Svevi del gruppo Giv, è una nuova conferma delle grandi possibilità del Mezzogiorno.Non è un naso indolente di frutta cotta dal sole, i sentori sono invece tipici di quelli del Traminer Aromatico e del Muller Turgau qui in blend nella proporzione di 3 a 7, in bocca entra abbastanza morbido mentre l’alcol a 13,5 e la freschezza promettono sicuramente note evolutive nei prossimi anni, la grande scommessa di fare un bianco di lunga durata sui modelli alsaziani, proprio come vuole fare il Gruppo Muratori nel Sannio con l’azienda Oppida Aminea. Purtroppo nessuna ancora tra le cantine campane e lucane crede ancora in queste possibilità e la ricerca, gli investimenti e soprattutto la testa sono tutti indirizzati a fare un rosso capace di piacere a Parker.Eppure il freddo c’è, eccome. Napoli è la città del sole ma l’Irpinia, il Sannio e il Vulture hanno temperature sempre rigide, rigidissime, d’inverno e temperate d’estate con grandi escursioni termiche, siamo in collina, il suolo è vulcanico. Ecco dunque, per il momento, Bianco Manfredi, poco più di 5 euro a bottiglia in uscita dall’azienda, prodotto a temperatura molto bassa con una fermentazione durata 40 giorni. Il risultato è il secondo grande bianco aromatico della Lucania dopo il Dry Muscat da abbinare, questo sì, ai crostacei e ai frutti di mare.