Bischerate d’Estate 003

1/8/2017 544
Disdegno i selfie e mi esercito col surf
Disdegno i selfie e mi esercito col surf

di Marco Galetti
Bischerate d’Estate 003, il presente articolo contiene gelato, può essere pubblicato solo da tEstate indipendenti, l’Editore  è consapevole che con un fufblogger della mia risma basta distrarsi un attimo e si corrono grossi rischi.

Quando venne scattata la foto di apertura, la parola selfie  non esisteva, lei mi mancava in carne ed ossa e decisi di buttarmi a mare a cavallo di un surf, probabilmente anche Lorenzo Fragola non era nemmeno nato, quindi la mia, più che una voglia di Fragola è il ricordo struggente e sfuggente di un cuore di panna, lei se ne andò da Milano e da me per fare la pubblicità dell’Algida, nello specifico, del cornetto, adesso la cosa fa ridere, ma non mi faceva tanto ridere, girare per Milano in moto e vederla, non in carne ed ossa ma sui cartelloni pubblicitari grandi quanto la parete di una casa, la modella non ebbe un comportamento modello, ma in fondo fece la cosa giusta, io partii con un amico per un’estate indimenticabile e scacciai il ricordo schiacciando più chiodi possibili…

Da Panna&Cioccolato, nome banale, ci sono gusti  fuori dal comune, in fondo non si deve stupire ad ogni costo, originali non si diventa, le insegne vanno e vengono se il gusto non persiste, a  Milano tempo fa, hanno aperto “leccami” dal nome promettente, chissà se il gusto del gelato ha mantenuto le promesse…

Qui a Riccione, la fila per una coppetta, (il cono è prerogativa delle quote rosa) in una zona non centralissima, comunque non molto distante dal Porto Canale, è una sicurezza, gusti cremosi sopra media, niente puffo per me, sia gianduia stasera.

Riccione, Gelateria Panna e Cioccolato
Riccione, Gelateria Panna e Cioccolato

Dopo però viene sete.

Anche la signora col gelato, che mi guarda mentre sto scrivendo, mette sete, mentre io scrivo, lei, senza che il gelato passi in secondo piano, mi guarda, non vorrei dar vita ad un post interruptus, che di per sé è già un ossimoro, alzo gli occhi sulla bionda con gelato che mi ha infuocato e cerco di distinguere i gusti…niente da fare, non riesco a vedere bene che gusti abbia scelto, eppure non siamo distanti, o ci vedo male o vuole incuriosirmi.

Non sempre quando fa caldo le gelaterie sono il posto migliore per rinfrescarsi, anzi, con i negozi di scarpe da donna sono la scelta peggiore, lei mi nasconde il gelato, io cerco di cogliere l’attimo, prima o poi dovrà prendere fiato, ma passa il tempo e la temperatura sale…

La schiuma deve essere compatta, sia nel caffè che sulla pelle, altrimenti il caffè si allatta e ci si taglia facendosi la barba, non vedere è meglio, bastano le sensazioni per capire il non visto e il non detto, torno in albergo, la doccia sembra abbastanza fredda, in fondo è meglio non sapere che sapore potrebbe avere un gusto nuovo…

 

4 commenti

    bucc

    (2 agosto 2017 - 11:36)

    sempre incisivo e sottile e la voglia di gelato resta alta

    Marco Galetti

    (2 agosto 2017 - 18:18)

    …mentre la panera genovese (XIX secolo) rimane sul podio e tiene a bada i gusti fuf e puffo solo col ricordo di un cucchiaino

    Francesco Mondelli

    (2 agosto 2017 - 22:02)

    Qui senza preavviso si torna ,con la scusante della panna,al canoro “gelato al cioccolato”.Sarebbe quindi opportuno calcolarne poi le consegue sete compresa nonché il “post interruptus”.FM.

    Marco Galetti

    (3 agosto 2017 - 00:20)

    @FM ;-) che legge tra le righe…

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