Bloccato Eataly a Roma: una storia italiana

Letture: 144
Oscar Farinetti

Ciò che è possibile fare a New York non lo è a Roma: due piani sono stati sequestrati e i lavori bloccati
Farinetti voleva aprire Eataly Roma il 21 aprile, compleanno della Capitale, poi lo slittamento al 20 giugno
Siano sempre alle solite: in Italia non c’è certezza di investimento, proprio come in un paese del Terzo Mondo, perché la casta burocratica e politica non tollera che ci possa essere qualcosa di produttivo che non controlla.
A Napoli abbiamo visto quel che è successo all’Hotel Romeo: il piano ristorante bloccato per due anni, anche in questo caso per una questione di volumetria: adesso completamente funzionante.
Non solo, ma il Comune ha anche risolto il contenzioso con il Gruppo che rimetterà a posto tutta l’area adiacente al Molo Beverello.

Eataly a Roma dovrebbe essere ciò che è Disneyland a Parigi: un richiamo turistico per gli appassionati, una vetrina dell’Italia che produce qualità gastronomica.
La gastronomia: l’unica cosa che sta funzionando nel nostro Paese insieme alla moda e a poco altro.
Ma questo investimento ha il torto di entrare in beghe tra la Municipalità (l’ennesimo ente inutile come le province) e il Comune. Risultato: tutto bloccato.

E nel Medioevo del diritto, dove non c’è certezza di tempi e ogni norma ha un funzionario che la interpreta a modo proprio, non manca la follia: come quella del Codacons che propone di mettere sulle bottiglie le stesse diciture che si usano sui pacchetti di sigarette per limitare il consumo di ciò che fa parte della nostra civiltà da sempre.

Si diceva prima che la classe politica e il ceto burocratico sono espressione della società civile. Sicuramente c’è un fondo di verità in questa affermazione, ma è anche vero che negli ultimi vent’anni burocrazia e politica si sono blindate e si autoriproducono.

12 commenti

  • Maurizio Fava

    (12 aprile 2012 - 12:11)

    di contro, ci sono anche aziende della GDO con alle spalle banche fondazioni e coop che pensano di avere solo diritti, a furor di giornali e tv che foraggiano di pubblicità…

    • luciano pignataro

      (12 aprile 2012 - 12:31)

      Quelle promettono le assunzione ai boss politici locali e hanno il via libera. Poi la tangentina e qualche subappalto o fornitura.
      Il mercato è completamente infeudato.
      Non posso pensare che Farinetti abbiamo voluto Eataly Roma per fare un abuso edilizio. Ma scherziamo davvero? L’impianto di condizionatore è un abuso edilizio perchéaumenta la volumetria? E allora perché il comune ha l’ok?

  • Nino Dantona

    (12 aprile 2012 - 12:14)

    Altro che culla del diritto…siamo nel bizantinismo più deleterio dove ogni potere, grande o piccolo che sia, mostra la sua immensa arroganza caporalesca…

  • Francesco Mondelli

    (12 aprile 2012 - 12:30)

    Ed e’ sopratutto la classe dirigente che risulta inadeguata al ruolo che richiede l’attuale situazione italiana. Eataly era molto attesa a Roma e avrebbe comportato benefici anche per il turismo.Ma tant’è.Purtroppo oggi si parla spesso della certezza della pena,ma quasi mai della certezza del diritto.In alto i cuori !

  • Arcangelo Dandini

    (12 aprile 2012 - 12:51)

    Solo pensare allo schifo che c’era dentro, prima dei lavori mi fa’ venire i brividi. Chiedere agli abitanti della zona.

  • elio

    (12 aprile 2012 - 13:04)

    Interessante è questo, tratto dall’articolo di repubblica:
    “Poi il minisindaco punta il dito sugli oneri concessori: “Ne sono già stati versati la metà (circa 500mila euro) a Roma Capitale, ma noi non ne sappiamo niente. I fondi devono essere gestiti dal Municipio che sa quali opere servono per migliorare la zona”.

  • Beniamino D'Agostino

    (12 aprile 2012 - 17:10)

    Faccio una premessa, Farinetti non mi è simpaticissimo e per una sola ragione, quella boutade delle 7 mosse per migliorare l’Italia con l’intellighenzia a bordo. Certe provocazioni ostentate non mi piacciono. PUNTO. Questo neo però non può oscurare l’intuito e la vulcanicità del soggetto il quale dimostra di saperci fare per se ed ovviamente per tutta l’immagine dell’agroalimentare Italiano. Io faccio l’imprenditore, in settori diversissimi tra loro, e trovo la burocrazia italiana a di fuori di ogni limite di sopportabilità. Questo vuole essere uno sfogo, un piccolo sfogo che spero, insieme a quelli di tanti altri, si trasformi da sassolino in valanga per travolgere tutti quelli che per ragioni economiche o di semplice dimostrazione di potere, stanno affossando il nostro paese. Prendo ad esempio la questione Eataly a Roma per allargare il discorso a tutta la folle burocrazia Italiota. Ho seguito l’apertura di Eataly a New York, dove il sindaco Bloomberg ha messo a disposizione il New Business Accelleration Team che ha letteralmente dimezzato i tempi di apertura nella Grande Mela. In italia cosa accade? Vi racconto in breve quello che succede a me quotidianamente. Quando ho realizzato la nuova cantina avevo i sogno di costruirla in campagna, in mezzo ai 45 ettari di vigneto che possiedo, un edificio ecosostenibile, ecocompatibile, costruito in conformità degli strumenti urbanistici. L’ufficio tecnico del mio comune mi scoraggiò subito dicendomi, se vuoi tempi certi per il rilascio della concessione evita la campagna, dovrai sottoporti a decine di pareri diversi, senza possibilità di incidere sui tempi del rilascio, Comune, Sportello Unico per le Attività produttive, Forestale, Provincia, Regione, tre diversi uffici delle ASL, inoltre la zona in cui vuoi costruire è limitrofa a zone con vincoli idrogeologici, faunistici, boschivi, SIC e ZPS, IN TEORIA NE SEI FUORI, IN PRATICA TUTTI GLI UFFICI PER LA SOLA VICINANZA, FARANNO DI TUTTO PER FERMARTI, e poi, mi dissero, quand’anche dovessi avere tutti i pareri favorevoli, al primo esposto anonimo stai pur certo che la Procura ti bloccherà il tutto, salvo poi dissequestrare dopo qualche anno. Decisi, con mio sommo rammarico, di confinare la mia struttura nella zona industriale del mio paese, tutto bene fino al collaudo della stessa per procedere al quale si riunirono complessivamente 8 persone che verificarono la rispondenza del realizzato al progetto al termine del conclave quando tutte le firme erano al proprio posto tranne una, un responsabile della sicurezza sul lavoro della ASL, il quale aveva dato il suo parere favorevole sul progetto preventivo (funziona così) obiettò che la scalinata ornamentale di ingresso agli uffici mancava della balaustra (che avrebbe rovinato in toto l’effetto estetico del tutto) a nulla servì il rimarcare che nel progetto preventivo la balaustra non fosse riportata, i soggetto espresse la propria facoltà di negare il collaudo anche in presenza di un suo precedente parere favorevole. Tutto si risolse grazie all’intervento degli altri funzionari che si assunsero la responsabilità di rilasciare il collaudo anche in assenza del parere di quel funzionario ma io vi chiedo è possibile ciò?
    Nella prossima puntata vi spiegherò genesi e funzione della burocrazia italica. Sperando di non avervi annoiato.

    • luciano pignataro

      (12 aprile 2012 - 17:57)

      Storie come questa ce ne sono centinaia e sono uno dei motivi per cui la produzione è in calo in Italia
      Siamo stati anni a parlare delle persecuzioni giudiziarie del premier, ma sappiamo il livello di oppressione giudiziaria su ogni contadino oggi quanto pesa in termini di controlli, obblighi e quant’altro?
      Una piccola cantina di Paternopoli fu assediata da dodici auto tra Forestale, Asl, Finanza durante la vendemmia. Tutto bloccato per qualche bottiglia fuori posto e uva non ancora registrata. Poi la grande operazione, che ricordava l’arresto di Riina, si chiuse con un pizzo allo Stato di 3000 euro.
      La vicenda Eataly è emblematica per questo: solo se hai già una forza economica puoi sostenere questi costi (avvocati, perizie, tempo bloccato, a volte campagna stampa), se per avviare un’azienda ti sei messo in mano alle banche allora sei finito.
      Il boomerang ci sarà quando con il fallimento dello Stato non ci saranno più soldi per pagare i soldi a questi burocrati che invece di stare al servizio del contribuente lo opprimono per esibire potere e a volte per mangiare una fetta di torta.

  • Giuseppe di Martino

    (12 aprile 2012 - 22:01)

    Se la burocrazia ferma la corazzata Farinetti, è davvero terminata ogni possibile speranza per i comuni mortali.
    Sempre in Italia ha aperto Torino, Genova, Bologna, aprirà Bari a breve poi Firenze.
    Poi Tokyo NY e si infrange sulla città eterna.
    Sono certo che sarà un intoppo temporaneo.

  • gaspare

    (12 aprile 2012 - 22:21)

    quanti sono in italia i politici e gli amministratori non delinquenti?
    e quanti sono, sempre in italia, i cittadini onesti?
    da questo contrasto, oggi immenso, nasce tutta la nostra povertà e anche tutta la nostra ricchezza.

  • Tommaso Marvasi

    (12 aprile 2012 - 23:29)

    Sono d’accordo. Nella mia professione mi capitano continuamente abusi, prepotenze – a volte vere e proprie vessazioni – da parte della burocrazia. Non sempre si può rimediare coi ricorsi. E tutto costa sempre soldi e tempo che pagano i cittadini.

  • beppe schino

    (13 aprile 2012 - 01:30)

    Speriamo che a Bari vada tutto bene !

I commenti sono chiusi.