Caccia al Giallo – Un gioco sulle rotte dell’enologia dello Stivale

Letture: 104

La sala di Caccia al Giallo 2013

di Pasquale Carlo

Dai bianchi mediterranei di Ischia alle bollicine dalla Franciacorta e dalla mineralità della falanghina sannita all’impronta maremmana di uvaggi internazionali. Con la difficoltà di individuare i calici del Progetto Arcipelago dei fratelli Muratori da quelli di altre zone d’Italia, di altri vitigni o, entrando ancor più nelle particolarità, semplicemente prodotti con percorsi diversi di cantina.

Caccia al Giallo - Pronti per partire
Caccia al Giallo – Pronti per partire

Questo ed altro è stata la quarta edizione della ‘Caccia al Giallo’ che l’azienda organizza in collaborazione con la delegazione sannita dell’Ais. Un’edizione che ha lasciato i filari di Oppida Aminea alla contrada Eremita di Benevento per spostarsi tra le mura dell’Aquapetra Resort immersa nel verde di monte Pugliano. Location ideale per la formula che si è voluta dare al gioco didattico di quest’anno, che doveva avere una guida di eccezione nella presenza del sommelier campione del mondo Luca Gardini, alla fine trattenuto lontano da Telese Terme per motivi familiari. L’enologo dell’azienda, il poliedrico Francesco Iacono, ha brillantemente condotto la “caccia”, che come al solito vedeva i numerosi partecipanti (oltre cinquanta) impegnati a portare in alto il nome di un tipico vitigno bianco campano.

Semplice la formula. Una semplicità che ha reso ancora più impegnativo il compito dei partecipanti, chiamati a pronunciarsi su sette quesiti. Cinque bianchi e due rossi. Riconoscere un metodo classico da un prosecco? Ci sono riusciti tutti. Così come nell’individuare il calice di falanghina da un altro bianco della Penisola. E se non era impossibile rispondere alla domanda incentrata sulla vulcanicità e la mediterraneità dei due calici dell'”isola verde” (con l’insidia dell’opzione di risposta che registrava anche le possibili scelte di ‘nessuno’ o ‘entrambi’ i calici), così come nel caso del merlot maremmano di Rubbia al Colle da uno più freddo del Trentino, il discorso si è fatto particolarmente difficile nell’individuare la presenza o meno di anidride solforosa in due prodotti dell’azienda (tra cui il fiano versione ‘Simbiotico’ prodotto in terra sannita). Per finire al quesito, indovinato da nessuno, sulle bollicine di Franciacorta e sui vitigni pinot grigio e chardonnay: si trattava di riconoscere l’etichetta “assente”, prodotta con il più “blasonato” pinot grigio, con i vari gruppi che hanno equamente optato per il primo o secondo calice e, in un caso, addirittura per tutti e due.

Caccia al Giallo - Le bottiglie da "trovare"
Caccia al Giallo – Le bottiglie da “trovare”

A tutti l’elogio dei rappresentanti dell’azienda (oltre a Iacono c’era Michela Muratori) e della delegata sannita dell’Ais Maria Grazia De Luca, per la leggerezza in cui ci si è messi in gioco. In un gioco che alla fine ha insegnato tanto.

Caccia al Giallo - Il conteggio (Michela Muratori e Francesco Iacono)
Caccia al Giallo – Il conteggio (Michela Muratori e Francesco Iacono)

Per la cronaca ad aggiudicarsi l’edizione 2013 di ‘Caccia al Giallo’ la squadra Pallagrello. Su podio i team Caprettone e Coda di volpe.

Caccia al Giallo - I vincitori, il team Pallagrello
Caccia al Giallo – I vincitori, il team Pallagrello

 

Caccia al Giallo - La squadra Caprettone
Caccia al Giallo – La squadra Caprettone
Caccia al Giallo - La squadra Coda di volpe
Caccia al Giallo – La squadra Coda di volpe

Alla fine un veloce pasto “notturno”, giusto per gradire ancor di più le bollicine della Tenuta Villa Crespia e per darsi appuntamento con un brindisi all’edizione 2014.