Piazza Porta Vetere, 4
Tel. 0823.868401
Chiuso lunedì
Siamo a Caiazzo, provincia di Caserta. Fu Francesco Pepe, più noto come Ciccio, il primo fornaio panettiere di famiglia, ad aprire nel 1937 una piccola osteria dove si preparava la zuppa di soffritto, anzi il «zuffritto», e poi ancora fagioli, polpette di baccalà e sarde fritte. Poi arrivò Stefano e negli anni Settanta decise di aprire alla pizza napoletana, quella fatta con il cuore. Forse è solo questo il vero segreto che i figli Francesco, Massimiliano e Antonio hanno ereditato dal padre. In questa piccolissima pizzeria che sbuca in un angolo della piazza principale del paese c’è sempre la fila, estate e inverno. E se ne capisce la ragione, dopo aver assaggiato il soffice impasto lavorato rigorosamente a mano, senza impastatrici elettriche, messo a lievitare sei-sette ore, poi disposto in pagnottelle su tavole di legno. Il fiordilatte asciutto è prodotto appositamente da una fattoria di Alvignano, persino l’aglio viene sbucciato al momento perchè non perda di sapore. Per i tre fratelli (uno insegnante di educazione fisica, uno architetto, uno commercialista) l’antica osteria di famiglia è un patrimonio da tutelare. Perciò aprono solo di sera (di mattina, prima del lavoro, si prepara l’impasto giorno per giorno) e vorrebbero tramandare il rito anche ai giovani interessati (pochi). Alla pizzeria Pepe, stretti nei tavoli con servizio essenziale, ogni piatto è speciale. Nel soffritto, servito anche d’estate, profumato e infuocato al punto giusto, c’è anche la trippa. I crocchè di patate si sciolgono in bocca. La stupida bruschetta s’insaporisce con il succoso pomodorino. La focaccia con un filo d’olio accompagna benissimo gli affettati locali e i formaggi del Matese. Da provare la specialità della casa: l’antica pizza di scarole ricce. Un ripieno dove la verdura, cruda, accompagnata da acciughe, olive, capperi e olio, cuoce appena grazie al vapore sotto la cupola. Un capolavoro di gusto e di semplicità
Le pizzerie
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