Calcaia di Barberani: il vino muffato che nasce vicino Vissani

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I filari

di Mimmo Gagliardi

Che bello il contrasto tra il verde ordinato dei filari nei vigneti che sembra si gettino nel blu del Lago di Corbara. Nei pressi di Baschi (TR), percorrendo le curve della Statale che da Todi porta a Orvieto, è questo lo spettacolo che ti si presenta davanti agli occhi. Alla guida penso tra me e me che la terra argillosa e calcarea, il clima temperato e la bella esposizione al sole delle vigne non possono che dare buone uve: ma qui c’è qualcosa in più. Anche se sono in vacanza, la mia memoria enologica è ben desta e conserva il ricordo di un vino particolare che viene prodotto proprio qui dall’Azienda Barberani: il “Calcaia”, un Orvieto D.O.C. Classico Superiore Dolce.

Dopo uno sguardo d’intesa con Gabriella, che ormai comprende al volo le mie intenzioni, abbandono la Statale e seguo le indicazioni per la cantina. Purtroppo è domenica e mi riferiscono che non posso visitare l’azienda, ma che l’enoteca aziendale ad Orvieto, in Piazza Duomo, è sempre aperta ed è possibile effettuare la degustazione dei vini e chiedere tutte le informazioni che mi occorrono. Così sia.

Dalle vetrine dell’enoteca scorgo la maestosa, ricca e colorata facciata del Duomo di Orvieto, e mentre raccolgo curiosità e notizie sul vino nel mio bicchiere, mi fermo di tanto in tanto per concentrarmi sui suoi aromi.

Il Duomo di Orvieto

L’azienda Barberani possiede circa 100 ettari di proprietà di cui 55 ha dedicati a vigneti specializzati, e produce vini e olio. Il Calcaia è ottenuto dalle stesse uve bianche dell’Orvieto D.O.C. Classico Superiore, ossia Grechetto, Trebbiano Procanico, Verdello, Malvasia, Drupeggio, con una piccola aggiunta di Sauvignon Blanc, che subiscono l’appassimento da muffa nobile. Infatti, le particolari condizioni climatiche delle vigne che ho visto in riva al lago, unite proprio alla vicinanza del vasto specchio d’acqua, danno origine a uno dei miracoli enologici naturali: la muffa nobile.

L'azienda Barberani

La nebbia che da fine estate si addensa sui filari favorisce la formazione della Botrytis Cinerea, che, grazie all’alternanza tra l’umido al mattino e il caldo mite di pomeriggio, aggredisce gli acini d’uva dall’interno consumando i liquidi, concentrando zuccheri, acidi e sostanze aromatiche e determinandone, così, l’appassimento naturale. Gli acini attaccati si presentano di colore grigio cenere e, visto che la muffa non attacca le uve nello stesso momento, vengono effettuate più vendemmie manuali durante le quali vengono raccoltei dai filari solo le parti di grappolo che sono giunte a completa maturazione, lasciando su pianta gli altri acini fino al momento giusto per la loro raccolta. Questo processo può durare anche fino a fine novembre.

Il vino degustato

Il vino degustato, annata 2006, si presenta giallo dorato, cristallino e di una consistenza quasi oleosa ma non eccessivamente. Al naso emerge tutta la sua fine complessità olfattiva con un ventaglio di aromi che va dall’albicocca candita alla pesca sciroppata e dal miele, al caramello. Al palato si conferma non molto corposo, quindi non appesantito, dolce, morbido, persistente, giustamente caldo, elegante e con una bella nota finale di mandorle e nocciole tostate. Un bel vino da pasticceria secca, da degustazione di formaggi o per accompagnare qualche momento di meditazione. Il Calcaia può rappresentare una buona alternativa ad analoghi vini muffati, sopratutto grazie al suo prezzo notevolmente contenuto.

Barberani Azienda Agricola
Località Cerreto
Baschi (TR)
Tel e fax 074.4950113
barberani@barberani.it

www.barberani.it

4 commenti

  • Mimmo Gagliardi

    (6 settembre 2011 - 07:20)

    Voglio ringraziare Luciano per avermi dato l’opportunita’ di condividere la mia esperienza con tutti voi.

    • Lello Tornatore

      (6 settembre 2011 - 10:28)

      Complimenti, amico mio!!! Bel report, fatto con la mente ma anche col cuore…e non poteva essere diversamente, visto chi avevi vicino…Voglio sperare che ne hai conservato una bottiglia, sarei curioso di sentirlo insieme a te e a Gabriella su di un formaggio erborinato che mi è “venuto fuori” casualmente, oppure sul fegato nella zeppa alla brace, di un mio maiale da 18 mesi…sai che goduria!!! Bravissimo, Mimmo…

    • Bernardo Barberani

      (7 settembre 2011 - 09:11)

      Grazie Mimmo per il tuo pellegrinar enoico ed il relativo articolo!

      Il nostro amore e la nostra passione ci ispirano da 50 anni ormai, da 3 generazioni.

      Il tuo scrivere e quello di Luciano sono soddisfazioni che ci riempiono sinceramente d’orgoglio.

      Questa è l’Italia del vino. Fatta di gente appassionata ed innamorata, capace di emozionarsi per una carezza ed un calice di emozioni.

      Bernardo

  • Mimmo Gagliardi

    (6 settembre 2011 - 11:40)

    Me la porto appresso, ci vediamo venerdi sera!!!!

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