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Campania Wine Group

13 settembre 2008


Questa foto, scattata martedì 9 settembre nell’azienda di Mastroberardino subito dopo la costituzione, potrebbe entrare nella storia della viticoltura meridionale: è la prima associazione privata di produttori di tutte e cinque le province mai nata in Regione. L’obiettivo è creare un interfaccia con le istituzioni per operare in un’ottica di promozione comune dell’immagine del vino e nell’ottimizzazione di alcuni costi.
Il presidente è Andrea D’Ambra, in basso a sinistra. Al suo fianco i due vicepresidenti Michele Farro e Piero Mastroberardino con Andrea Ferraioli (Marisa Cuomo). In alto, da sinistra: Adriano Russo (Terranera), Arturo Celentano (Fontana Galardi), Paolo Cotroneo (La Rivolta), Leonardo Mustilli, Francesco Martusciello (Grotta del Sole), Antonio Caggiano, Libero Rillo (Fontanavecchia), Paola De Conciliis, Gabriele De Falco, Mario Caputo, Salvatore Molettieri, Tani Avallone.
Non è un circolo chiuso, ma il nucleo fondatore che punta nel giro di qualche mese a raggiungere almeno cento iscritti fra le aziende di eccellenza e gestire già il prossimo Vinitaly.
Davvero incredibile come la Campania, quando il buio sembra essere irrimediabile, riesca sempre a trovare e a regalare uno spiraglio di luce. Non c’è niente di più bello per chi scrive di vedere realizzarsi qualcosa di positivo.
Auguri all’unica squadra per cui faccio il tifo: Campania Wine Group!
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Gentile Luciano,
la costituzione di un’associazione di produttori (interprovinciale) in Campania sa davvero dell’evento, perciò va salutata con favore e seguita con attenzione. Ho l’impressione tuttavia che questa esigenza associativa sia dovuta ad una mancanza strutturale e istituzionale di base. A cosa servirebbero i consorzi di tutela (quando esistono!)? La scelta di questi primi soci fondatori è inevitabile, proprio perché alla base manca tutto. Spero quindi che quest’associazione possa salvaguardare gli interessi dei produttori (facendo, appunto, gli interessi di tutti), promuovere la Campania vitivinicola, possa muoversi secondo modalità sinergiche e con dinamismo, e che faccia registrare un alto numero di soci (al momento il nucleo costitutivo conta nomi ben noti al pubblico e forse invece un’associazione del genere serve più a chi è "piccolo" e meno tutelato: speriamo si giunga presto anche a questo), senza tuttavia che i galli nel pollaio si becchino tra di loro, come troppo spesso succede dalle nostre parti.
Cordialmente
Luigi Metropoli

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