Cannavacciuolo all’Olimpico? Menu e servizio da incubo a 344 euro

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Cannavacciuolo Olimpico
Cannavacciuolo Olimpico

di Renato Rocco*

Il Faccione tra il simpatico ed il burbero dello chefstar Antonino Cannavacciuolo ha campeggiato per mesi nelle campagne pubblicitarie di Facebook invitando gli utenti per un evento formativo che si sarebbe tenuto martedi 19 aprile allo Stadio Olimpico di Roma.

Attratto dalla proposta che combinava showcooking del più simpatico dei moschettieri Masterchef, ma anche relazioni di esperti della formazione ho acquistato non solo il biglietto per l’evento, ben 97 euro, ma anche l’accesso ad una vip experience alla ragguardevole cifra di 247 euro per un totale di 344 euro.

Questo pacchetto aggiuntivo mi avrebbe dovuto riservare un posto in prima fila e la possibilità di poter intrattenersi a pranzo con i relatori della giornata e con Antonino Cannavacciuolo in una VIP lounge dedicata. Il tutto per soli 50 posti disponibili.

Il 9 aprile, a pochi giorni dall’evento, vengono poi immessi biglietti in posti più alti della tribuna a 35 euro.

Antonino ha poi permesso, prima dell’inizio dell’evento, a coloro che avevano comprato questi tipi di biglietti, di sedersi affianco a quelli che lo avevano pagato quasi il triplo con la motivazione di creare un effetto più caldo nella platea. Si è evitato un effetto estraniante, si è creato un maggior colpo d’occhio ma sicuramente non è stato un bel messaggio per quegli aficionados che si erano sottoposto anche a dei sacrifici comprando un biglietto al triplo.

E’ stato come aver come scoprire che i commensali a Villa Crespi avessero usufruito di Groupon.

Ma veniamo al giorno dell’evento.

A parte il fatto che l’accesso allo stadio previsto già per le ore 8,00 è potuto avvenire solo alle 9,15 ,che l’evento doveva incominciare alle 9,00 ma è iniziato solo alle 10,30,ma è stata all’area lounge riservata che è avvenuta la parte più “formativa” della lezione: cucine da incubo.

Dovevamo essere solo 50 e ce ne erano 150, i formatori si sono visti poco e Antonino si è concesso giusto i pochi secondi del selfie di prammatica. L’ultima portata è stata servita solo alle 15,30 quando era già ricominciata abbondantemente la parte formativa.

A dire la verità all’inizio con i miei commensali, una coppia proprietaria di un ristorante –pizzeria in provincia di Torino, un’altra coppia di Napoli proprietaria di una villa per eventi a Ischia, una signora proprietaria di un ristorante a Mariglianella e altri due appassionati di cucina, abbiamo pensato ad un altro programma: Scherzi a parte.

Sembrava che da un momento all’altro potesse uscire una telecamera che aveva filmato i nostri volti esterrefatti, le espressioni di stupore per i piatti che ci stavano proponendo.

Antipasto: una burrata. Sì una burrata quella tipica pugliese presa e messa nel piatto. Ci fosse stato il pane di Altamura….

Primo: rigatoni all’amatriciana che però di pancetta non v’era l’ombra e perciò pasta al pomodoro ma non quelli a cui siamo abituati a mangiare dalle nostre parti con i San Marzano ,il piennolo o il corbarino.

Secondo: carne stopposa e fredda con contorno banale di verdure

Dolce: una sfera di cioccolato semiaperta con cioccolata calda e frutti di bosco. L’unica cosa buona della giornata.

Servizio pessimo con giovani camerieri che hanno servito un vino bianco caldo per altro con poche bottiglie disponibili, tant’è vero che recuperavano bottiglie aperte dai tavoli per soddisfare quelli che non ne avevano .

“Una cucina da Incubo” la vera lezione di Antonino Cannavacciuolo si è tenuta nell’area Vip Lounge.

Hai voglia a spiegare come hanno fatto i formatori, la selezione e gestione del personale(Flavio Cabrini) o i segreti della vendita e della gestione del cliente in sala e come generare clienti entusiasti(Bruno Bruni) o la valorizzazione del Cliente attraverso i più moderni strumenti e i classici della presentazione (Stefano Quarta) e infine i consigli di comunicazione e marketing di un blogger,scrittore ,giornalista come Rudy Bandiera, se mangi male e vieni trattato peggio c’è un’unica sensazione: cucine da incubo.

Ecco caro Antonino, ci hai fatto sognare con i tuoi show cooking dal palco,con i tuoi piatti simbolo il polpo,la triglia ,il tortello,il dolce al mango. Ci saremmo aspettati che questi piatti li avresti proposti nell’area a noi riservata. D’altronde il costo del biglietto 247 euro ci faceva immaginare di essere sul Lago D’Orta in quella Villa Crespi che ti ha adottato.

Una cosa hai ripetuto spesso durante la tua performance dal palco:“la gestione del secchio, guardate che cosa viene buttato nella spazzatura alla fine di un ciclo di lavorazione in cucina .Un bravo cuoco riutilizza al meglio tutte le componenti degli alimenti” e ancora “se saprete gestire la lavorazione sarete più ricchi perché abbasserete il food-cost”.

Vero, ma è ancor più vero che un buon cuoco e buon imprenditore della ristorazione deve anche vedere quello che i clienti mandano al pattume.

E oggi vale ancor di più per te che sei testimonial della raccolta differenziata a Napoli per l’umido.

Non contribuirne all’aumento !

Stima e simpatia immutata per un conterraneo che ha saputo primeggiare fuori casa, ma occhio al secchio…del cliente!

 

*giornalista

5 commenti

  • Marco contusi

    (22 aprile 2016 - 00:50)

    247 euro?finche c e chi paga queste cifre…..

  • Giggino

    (22 aprile 2016 - 09:52)

    Ormai siamo proprio arrivati “alla frutta”…

  • Marcello

    (22 aprile 2016 - 12:54)

    bah no comment….

  • aois025

    (22 aprile 2016 - 18:51)

    Daccordissimo con marco…

  • marco

    (23 aprile 2016 - 14:05)

    in effetti … pagare cosi tanto per ammirare da vicino o seguire uno pseudo corso ………… mahhhh
    sarà questione di “passini” …ad ognuno la sua …

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