Il Cannonau tradizionale incontra la cucina romana

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i vini della Cantina Berritta in degustazione durante la serata
i vini della Cantina Berritta in degustazione durante la serata

di Stefano Ronconi

2 produttori di vino, un piccolo caseificio barbaricino e uno chef “de Roma”               

Il titolo sembra l’incipit di una barzelletta ma si tratta invero della sintesi di una serata che è stata ospitata alla Taverna Portuense e che ha visto come protagonisti 2 piccoli produttori sardi, i loro vini, i formaggi del caseificio Fratelli Podda di Orgosolo e i piatti dello chef Graziano Di Lorenzo.

Giuseppe Musina dell’azienda Orgosa di Orgosolo e Francesco Fronteddu titolare insieme al padre e alla sorella della Cantina Berritta di Dorgali hanno presentato le loro etichette di Cannonau (e non solo) in abbinamento con la cucina tipica romana.

Peppe Musina
Peppe Musina

 

Francesco Fronteddu
Francesco Fronteddu

Prima di entrare nel racconto dei vini, è giusto sottolineare che l’abbinamento con i piatti tradizionali della cucina romana (Tuffoli con la coda, Bucatini alla Matriciana, brasato di punta di petto, puntarelle) ma eseguiti con mano lieve e usando materia prima di qualità, ha sicuramente valorizzato i vini, che solitamente si trovano a confrontarsi con piatti di grande personalità della cucina sarda.

Il vigneto aziendale dell’azienda Berritta è nel comune di Dorgali e più precisamente nella vallata di Oddoene; le vigne coprono una superfice di circa 10 Ha, sono ricche di materiale calcareo ed in parte sono state reimpiantate anche con la presenza di varietà internazionali.

Il giovane Francesco, in rappresentanza della famiglia Fronteddu,  ha presentato la produzione al completo ed in particolare una verticale del Cannonau Thurcalesu.

Cannonau Thurcalesu di Cantina Berritta
Cannonau Thurcalesu di Cantina Berritta

Ad aprire la serata il Panzale bianco IGT Sardegna 2014 (50% Vermentino 50% Panzale):

c’è la potenza del Vermentino ed anche la ricchezza aromatica del Panzale, davvero una primizia tra i tanti vitigni autoctono sardi. Bella partenza.

A seguire: Nostranu 2014 Cannonau di Sardegna.

Espressione giovane e fruttata del cannonau, non delude soprattutto in relazione al prezzo davvero abbordabile.

Thurcalesu – Cannonau di Sardegna

2008: si presenta evoluto, con note di fiori secchi, cuoio e sentori di frutta secca. Per gli amanti del genere.

2010: profondo e complesso, si apprezza qualche rugosità nel tannino, che non pregiudica la piacevolezza complessiva

2011: vibrante e succoso, emerge l’energia del vino nonostante l’evoluzione sia in corso.

2012: probabilmente a causa dell’annata difficile (calda e siccitosa oltre la media) il vino si presenta leggermente stanco, il meno pimpante della batteria.

2013: tanta roba, polpa, frutto ancora fresco, nota alcoolica ma imbrigliata dalla materia.  Ancora in evoluzione.

2014: quasi una anteprima, è giovane e scalpitante , note balsamiche  e di  macchia mediterranea, quando troverà l’equilibrio crescerà ancora in piacevolezza di beva.

Cannonau Thurcalesu di Cantina Berritta
Cannonau Thurcalesu di Cantina Berritta

Chiude la serie dei vini il Don Baddore IGT Isola dei Nuraghi 2012 (Cannonau50%, Syrah 50%): Vino ordinato e ben fatto, rinuncia al fascino e alla setosità del cannonau e senza guadagnare l’energia e la spezia del syrah. Per chi ama il tocco internazionale.

La recuperata vigna di famiglia assieme ad alcune nuove acquisizioni,  ed una conduzione in regime biodinamico (non certificato) compongono il piccolo patrimonio viticolo situato nel territorio barbaricino di Orgosolo del bravo Giuseppe Musina;  il vignaiolo che ha riportato a partire dal 2002 l’imbottigliamento nel territorio orgolese ha presentato durante la cena le due etichette prodotte in azienda:

Cannonau di Sardegna 2014:  setose e succoso, si beve con estrema facilità nonostante l’alcool in etichetta che non si percepisce, integrato come è in un tessuto fine e ricco. Paradigma di come dovrebbe essere il Cannonau tradizionale. Ad averne.

Nero Orgosa 2014 VdT (80%Cannonau; 20% Pascale, Carignano e  Sangue di Cristo): ancora giovane e scalpitante ma la tessitura dei tannini  anche qui è, se possibile, ancor più fine;  qualche imperfezione stilistica, un cenno di volatile,  non pregiudica la beva e le possibilità di evoluzione e di crescita in bottiglia. Imperdibile.

 

Fratelli Podda – Punto Vendita: Il Cortile del Formaggio Corso Repubblica, 216 – Orgosolo tel. 3405245599  cortiledelformaggio@tiscali.it

Azienda Orgosa – Località Lucuriò – Orgosolo tel. 3397784598

Cantina Berritta – via Kennedy 108  – Dorgali tel. 078495372  www.cantinaberritta.it  info@cantinaberritta.it

Taverna Portuense – via Portuense 765 – Roma tel. Graziano cel. 338.8801392 Delia cel. 333.2922530

Un commento

  • Giulio Cantatore

    (24 marzo 2016 - 13:29)

    Segnalo Orgosa 14 un vino davvero straordinario (con tanta strada avanti ) , fatto assaggiare a diversi nostri commensali è piaciuto e non poco.
    Adesso non appena posso dovrò provare gli altri vini menzionati nell’articolo, sicuramente anch’essi non mi deluderanno.

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