Capri Palace L’Olivo e la cucina solare di Andrea Migliaccio

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Andrea Migliaccio con il direttore Ermanno Zanini

Via Capodimonte, 2. Anacapri
Tel. 081.9780111
www.capripalace.com
Sempre aperto. Ferie da novembre a Pasqua

Tonino Cacace ha ceduto il 51 per cento della proprietà al magnate turco Ferit Sahenk entrando nel gruppo Dogus Group che, oltre a tv, giornali e imprese varie, ha anche la catena dei ristoranti Zuma sparsi in tutto il mondo. C’è dunque fermento in sala e in cucina e per il bravissimo cuoco Andrea Migliaccio che ci ha regalato la sua genovese di coniglio da bravo ischitano, si aprono molte prospettive.

Capri Palace, la sala

Non ultimo, un importante investimento in Costiera Amalfitana, confermando la vocazione di questo versante dei Monti Lattari ad avere grandi ristoranti di albergo.
Abbiamo trovato una cucina rafforzata, maturata, divertita, ricca di sapore e di spunti mediterranei. Uno stile padrone di tecnica e affascinante nella combinazione dei sapori con un discorso sempre ben centrato sull’elemento cardine attorno al quale gira tutto il resto.

Capri Palace, gli sfizi iniziali

Il benvenuto è un urlo gastronomico partenopeo, il pane bianco da attingere in una salsa di pomodoro, con il baccalà mantecato o con il classico burro e alici.

Capri Palace, pomodoro San Marzano

 

Capri Palace, baccalà mantecato

 

Capri Palace, alici

 

Capri Palace, burroùù

Angelo Di Costanzo con le Serole 2011

Tutto questo mentre Angelo Di Costanza ci prepara un percorso semplice ma efficace: il grande Serole 2011 di cui avremo modo di parlare prossimamente nella rubrica sul Mattino.

La Firma 2001

e una strepitosa Firma di Gerardo Giuratrabocchetti del 2001, anche lui protagonista nello stesso luogo a giugno.
Di Angelo abbiamo già avuto modo di parlare in occasione della presentazione del 2002 Cuvee Louise al Danieli di Venezia: la sua crescita è stata continua e costante, unisce una conoscenza sempre più profonda del vino a un approccio laico e al tempo stesso giustamente scanzonato, quel tocco di calore partenopeo che a tavola è sempre una marcia in più.

Capri Palace, il merluzzo al vapore con spinaci
Capri Palace, il merluzzo al vapore con spinaci
Capri Palace, panetti
Capri Palace, variazione di ricciola con caviale, foglia di ostrica, asparagi e marmellata di pompelmo

La partenza con il merluzzo e la variazione di ricciola esprime la grande superiorità della materia prima campana che a tavola si fa sentire nel mare e nell’orto in maniera compiuto. Andrea propone un piatto divertente e divertito.

Capri Palace, triglia con burrata al limone, fagiolini e patate

Per golosi la triglia abbinata alla burrata e salvata dal tocco citrico che le consegna acidità e salivazione. Un piatto che da solo vale il viaggio e che conferma la vocazione di questo pesce all’alta cucina grazie alla struttura della sua carne.

Capri Palace, candele spezzate con tartufi di mare, gamberi, broccoli e pecorino
Capri Palace, fusilli alla genovese di coniglio

Le paste sono calci di rigore, buone, fresche, facilmente leggibili da chiunque. Il giusto compromesso tra ricerca e necessità di soddisfare tuta la clientela.

Capri Palace, risotto con ricci e colatura di alici

Il risotto è ben eseguito, strutturato sino all’inverosibile, l’azzardo di abbinare il sapore dei ricci, intenso e fantastico, al fumé della colatura, riesce perfettamente regalando un piatto di mare su cui ci si potrebbe bere anche un Aglianico invecchiato. La Firma 2001, appunto:-)

Capri Palace, petto d’anatra

Di scuola l’anatra, ben eseguita.

Capri Palace, battuta di fassona con ostrica, topinambur, salsa all’uovo e barbabietole
Capri Palace, foie gras con mela verde, riduzione di crema cassis e pan brioche

Non vi stupite se vedete adesso il foie gras: lo abiamo scelto come dolce. Fresco e ben risolto grazie alla mela verde che resta una valida soluzione quando si cerca l’acidità piegata sulla dolcezza non zuccherina.

Capri Palace, piccola pasticceria
Capri Palace, il cheese cake

Fantastici, infine, i dolci.

Insomma, una cucina molto solida, matura, che rivela padronanza della tecnica. La ricerca degli abbinamenti non cerca cose strane, l’attenzione sull’acidità nei piatti non viene mai meno, neanche nei dolci, che sono freschi e leggeri.
Andrea ha ancora grandi margini di crescita ed è pieno di entusiasmo anche per le esperienze internazionali che il nuovo gruppo sta per offrirgli. Un ragazzo da tenere d’occhio, capace di far dimenticare anche il talento di Oliver che qui ha lasciato il segno.

La sala gira in modo perfetto, stare al Capri Palace è uno dei piaceri più belli che il Sud possa regalare agli appassionati di cucina. E se avete voglia di piatti più easy e tradizionali, c’è il Riccio.

3 commenti

  • enricobotte

    (31 maggio 2013 - 11:24)

    vorrei commentare…ma sono basito….
    complimenti.

  • andrea "Pepe Carvalho" pignataro

    (31 maggio 2013 - 11:58)

    Grande recensione, fa venire voglia di saltare sul primo aliscafo in partenza per Capri… Un unico dubbio: nel testo si parla di caviale, mentre le didascalia della foto dice foie gras. Sono due piatti diversi con mela verde, o è lo stesso?

    • luciano pignataro

      (31 maggio 2013 - 13:01)

      Corretto, grazie. In effetti un lapsus perché non amo molto il foie gras

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