Capri, Ziqu di Villa Marina Hotel

Letture: 40

Via Provinciale, Marina Grande 191
Tel. 081.8376630
Sempre aperto

Chi ama Capri di amore non commerciale, vorrebbe ritrovare più spesso le atmosfere raffinate e trasgressive che nei primi del Novecento fecero dell’isola uno scrigno di lusso e cultura. E ricordarne i protagonisti, letterati ed artisti che l’adottarono come luogo dell’anima. Nascosta agli occhi del dilagante gusto nazional-popolare, Villa Marina è un’apparizione, un sogno a mezza costa, la voglia intelligente di osare finalmente qualcosa di diverso. Belle, bellissime le 21 suites dedicate ciascuna a un personaggio-simbolo di questo lembo di terra. Geniale l’idea di renderle totalmente diverse l’una dall’altra adattandole al mood dei capresi adottivi. Così nella Malaparte troviamo arredi che richiamano la celebre casa a gradoni, nella Krupp i decori sono in acciaio, nell’Ada Negri i rivestimenti in ardesia, nella Neruda la volta è a botte come la casa di Cerio che ospitò lo scrittore cileno, nella Gracie Fields la vasca con roccia affiorante ricorda la sinuosa piscina della Canzone del Mare, e si può continuare a lungo. Nella Spa con piscina panoramica anche le docce sono emozionali. Ci siamo dilungati tanto perchè questo modo nuovo di concepire lo spazio e l’accoglienza lo abbiamo ritrovato spiritualmente identico al Ziqu, il ristorante di questo riservato hotel letterario. Giovane lo chef, Mino Chiafele, arrivato qui dalla Puglia sotto i buoni auspici della direttrice Claudia Core, che a Castellaneta Marina ha lavorato in un grande complesso. Il lancio del locale (a proposito, non chiedete il significato del nome perchè non c’è) è stato affidato a una serie di serate «afrodisiache» nei venerdì di agosto, letture e piatti dal libro di cucina erotica di Norman Douglas. Ma al di là di ostriche e crostacei, rafano e champagne, qui la cucina si mostra open air come il tramonto che si gode dalla magnifica terrazza. Cioè semplice e genuina, con prodotti di qualità e la voglia di regalare emozioni. Carpacci di polpo e di manzo, affumicati di mare e verdure dell’orto per gli antipasti. Tra i primi di mare un risotto mantecato all’astice e i tagliolini freschi agli scampi, ma ci si può lasciar sedurre anche dagli gnocchi verdi in salsa d’acciughe e olio al tartufo o dai paccheri al caviale di melanzane e basilico con caciotta grattugiata. Il giovane Chiafele lavora bene con la griglia, sia per il pescato del giorno, sia per le verdure, accompagnate da scamorza affumicata, sia per la carne: tagliata di manzo con radicchio trevigiano, torunedos con cubetti di patate al rosmarino. Dalla carta dei dolci abbiamo gustato un piccolo soufflè al cioccolato fondente, salsa di cioccolato bianco e peperoncino. Servizio un po’ lento, ma la piacevolezza del luogo lascia scorrere l’attesa. Da rinforzare la carta dei vini, che accoglie attualmente una sessantina di etichette.

Santa Di Salvo

Il Mattino del 31 agosto 2008