Capriglia Irpina, Locanda Carafilia

Letture: 98
La sala della Locanda Carafilia

Via S. Sebastiano, 13/17
Tel. 0825 671069
Sempre aperto. Chiudo domenica sera e lunedì
arteecucina2008@libero.it

Siamo alle porte di Avellino, dieci minuti di auto dal centro, abbarbicati alla strada che porta a Montevergine dove vivono i vigneti buoni di Ciro Picariello e Guido Marsella. Ecco, una sosta in questa locanda aperta da Gioì Della Bruno, cuoco di lunga esperienza, è sicuramente un momento da mettere in programma.

I grissini

Avrete la possibilità di incrociare la cucina montanara irpina in una espressione semplice, pulita, con sapori decisamente netti e ben scontornati nel piatti, senza inutili giri di valzer, che si basa su una buona conoscenza tecnica del nostro patròn e sulla qualità dei prodotti acquisita con l’esperienza e il gusto per la ricerca mai perso nel corso degli anni. A cominciare dai grissini fatti in proprio e dai pani. Piacevole attenzione all’olio d’oliva con la cultivar Ravece in grande spolvero.

L'antipasto

A noi è stato servito il divertente panzarotto fritto con i cardilli, la tipica zuppetta di fagioli occhio nero di Caposele con l’olio Ravece e il petto di anatra salato con insalata di scarola riccia.

Gli antipasti rivelano curiosa e apapssionata ricerca del territorio irpino e campano. Troverete (da 7 a 8 eruo): panzarotti di Sfoglia con Carciofi,Prosciutto e Caciottina di Pezzate Rosse, Involtini di Verza con Carne e Caciocchiato su Salsa di Patate, Crema di Fagioli con Crocchè di Zucca Napoletana, e poi tra gli affettati il Lardo di “Nero Casertano”, Filone Affumicato e Prosciutto di Sturno, il Guanciale di Gesualdo, Fiocco di Venticano e tra i formaggi il Caso Peruto di Sessa Aurunca, Caciocavallo di Bufala Stagionato in Fossa 8Mesi, Caciotta di Pecora di Bagnoli Stagionata 5Mesi.

Ecco ora i due primi

 

Tagliatelle con baccalà e crusco su crema di broccoli
Gnocchetti al gunciale e pesto cotto di borragine

In entrambi un ottimo equilibrio di sapori, grande piacevolezza

Troverete inoltre i Ravioli di Acqua e Farina con Ricotta e Spinaci in Salsa di Pomodoro e Caciocavallo di Bufala Affumicato, i Paccheri “Gentile” in Ragù di Cinghiale Selvatico e le Linguine Gentile con Cipolla novella , Tartufo del Partenio e Cicoli di Maiale e Ricotta salata. Il prezzo non supera i dieci euro

Ed ecco il secondo

 

Coniglio ruspante con pomodori secchi, olive nere itane e capperi

Una preparazione classica e saporita.
I secondi viaggiano sui 12 euro. Nell’ultima pagina del menu troverete le notizie sulla tracciabilità della carne. Gioì propone la Bistecca Irpina, Tagliata di Vitello con Aceto Balsamico,Rucola e Scaglie di Parmigiano, Costolette di Cinghiale Selvatico con “Pepaine”, Caciotta di Vaccino di “Pezzata Rossa” in Terrina con Tartufo Nero del Partenio, Bocconi di Agnello in Crosta di Erbe e Mandorle, Baccalà alla “Ualanegna” con Peperoni Cruschi Dolci

Crostatina calda di mela annurca, gelato alla vaniglia

I dolci, infine, sui 5 euro: Sfogliatina con crema Chantilly (cioccolato o amarena), Crostatina Calda con Mele “Annurca” Caramellate, Gelato alla Vaniglia e Mosto Cotto
Caprese Calda con Gelato e Riduzione di Sangue Morlacco, Cantuccini di Gioi’, Gelati.

Buona carta dei vini a prezzi di ricarico professionali, ossia giusti. Noi l’abbiamo provata in occasione della verticale di Ciro Picariello e ne siamo usciti convinti. Si tratta di un esempio didattico, da manuale, di come deve essere impostata una trattoria nelle zone interne, al netto della tagliata di vitello con aceto e parmigiano di cui non sentiamo particolare bisogno se andiamo in Irpinia. Sul resto avrete a disposizione una biblioteca del gusto da cui prendere quel che più vi aggrada contenti e pasciuti.
Particolarmente significativa la ricerca di salumi, affettati e formaggi: basta un po’ di curiosità, spendere un giorno a girare tra le campagne invece di andare alla Metro, e regalerete ai vostri clienti un sorriso in più. Come fa Gioì.

Come si arriva
L’uscita è Avellino Ovest sulla Napoli Bari, seguire poi le indicazioni per Capriglia Irpina. La Locanda è sulla strada che attraversa il paese, a dieci minuti dal casello.

8 commenti

  • Marco Contursi

    (6 marzo 2010 - 09:31)

    “basta un po’ di curiosità, spendere un giorno a girare tra le campagne invece di andare alla Metro, e regalerete ai vostri clienti un sorriso in più”…..PAROLE SACROSANTE,MA COME E’ DIFFICILE FARLO CAPIRE A CHI ORDINA PERSINO IL PESCE FRESCO SU UN CATALOGO…….CHE TRISTEZZA,UN BEL PLAUSO ALLA LOCANDA CARAFILIA CHE A QUANTO LEGGO SCEGLIE CON CURA I SALUMI E I FORMAGGI(mi riservo di andarci quanto prima e di assaggiare il lardo di nero casertano,da vero cultore del suino autoctono campano :-D).

    • carmine

      (17 marzo 2010 - 18:23)

      siamo stati alla locanda carafilia, superiore a tanti ristoranti,dove si paga un conto slatissimo,e si mangia male. complimenti alla locanda

  • Paride

    (6 marzo 2010 - 16:55)

    “vini a prezzi di ricarico professionali, ossia giusti.” Cioè? qual’è il confine tra un ricarico spropositato e un ricarico professionale giusto?
    Per esempio In foto si vede “A vita” di vigna de franco: in enoteca (con un ricarico già del 30%)costa dagli 8 ai 10 euro. In ristorante a “ricarico professionale giusto” quanto verrebbe?

    Grazie a chi volesse rispondere.

    • Luciano Pignataro

      (6 marzo 2010 - 19:02)

      Io ho questo metro: un terzo su franco cantina in enoteca, il doppio al ristorante

      • Paride

        (6 marzo 2010 - 19:20)

        Grazie Luciano ma è un discorso questo che può valere appunto per i vini di una determinata fascia di prezzo. Per quelli un pò più costosi è diverso. Ad esempio non puoi mettere a listino alcuni taurasi franco enoteca 20 euro a 40 euro in ristorante. Non valgono venti in enoteca figuriamoci 40…
        Grazie della rispota e a presto.

        • Luciano Pignataro

          (6 marzo 2010 - 20:17)

          Sì, in effetti completi la mia risposta
          Diciamo che sino ai 10 euro va bene il raddoppio. Oltre bisogna cominciarea pensarci. Quando parlo di ricarichi professionali intendo proprio la capacità di guadagnare il giusto da una bottiglia di vino senza strafare. non a caso le cantine di molti ristoranti, dopo gli anni d’oro, non riescono a girare come prima.

  • CARMINE PACILIO

    (21 maggio 2010 - 19:13)

    ..GIOI’ NON E’ UNO CHEF,E’ PER ME UN “PROFETA DI EMOZIONI”, UN ARTISTA, UN SEMPLICE E GRANDE MAESTRO…PER ME GIOI’ E’ UN AMICO …DA CUI HO IMPARATO MOLTO….E SPERO CHE LA STRADA CHE INTRAPRESE GLI REGALI TUTTO IL MEGLIO….CHE SARA’ SEMPRE POCO PER QUEL CHE MERITA!IN BOCCA AL LUPO AMICO MIO….

  • angelo marciano

    (12 giugno 2010 - 21:31)

    il commento dopo aver mangiato per il momento buon lavoro

I commenti sono chiusi.