Cari cuochi, cacciate fuori le palle: basta creme e salsine formaggiose. Bastaaa!

30/5/2017 14.6 MILA
Gamberi in crema
Gamberi in crema

Questa ricetta Frankenstein tratta da Masterchef parla chiaro: chi mangia sta’ roba affogata in una crema di fagioli può dimenticarsi il sapore del mare.
Negli ultimi giri mi sono convinto che il muro divisorio non è tra vegetariani e carnivori, riso o pasta, olio o burro, Nord o Sud.

No, il muro divisorio sono creme e salsine che, sempre di più complici manifestazioni come Masterchef e i venditori seriali di prodotti imbustati senza sapore e uguali dalla Val d’Aosta alla Sicilia, allotanano i cuochi dalla materia, fanno credere che tutto dipenda dalla tecnica e, soprattutto, allontanano la cucina dal mercato, dai macellai, dalle pescherie, dai fornitori.
Perché è chiaro che creme e salse servono quando la materia è scarsa, non importa se di lusso o esibita con ostentazione.
Quando la materia è semplice non ha bisogno di formaggi, ricotta, latticini che rendono tutto ugiuale, piatti senza palle, noiosi e alla fine anche poco digeribili.
Per non parlare dei letti o tappeti che dir si voglia, di inutili comprimari di piatti che dovrebbero parlare da soli. Se fai una linguina di baccalà perché me l’appoggi su un letto di ceci che la stordisce?
Salse e creme se usati come esaltatori di sapore vanno bene, ma se sono la bara delle papille decisamente no.

triglia in vellutata di patate e spinaci
Era una triglia, ora è una vellutata di patate e spinaci

Ma perché stanno dilagando, soprattutto con  giovani che usano il formaggio e non sanno usare limoni e pomodori, propongono risotti anche quando sono al Sud e poi scuociono la pasta? Primo, perché coprono la scarsa qualità gustativa del prodotto, secondo perché sono ecumenici e vanno incontro a palati poco allenati e poco abituati ai sapori.
Auguri e figli maschi ai re dell’inguacchio, a quelli che fanno spendere un sacco di soldi ai titolari perché si scocciano di fare la spesa e divorano prodotti preconfezionati dall’estero.
Per noi i cuochi veri sono quelli che esaltano la materia, capaci di estrarre i sapori, di lavorare sui brodi.
Il resto è solo noia omologata.

7 commenti

    ANTONIO Nunziata

    (30 maggio 2017 - 11:58)

    Ridateci la cucina delle nostre nonne! la sana e buona cucina regionale Italiana, che ci ha resi famosi in tutto il mondo!i nostri prodotti e le nostre materie prime fanno parte del nostro DNA, per me che faccio ormai da trentacinque anni l’insegnante tecnico pratico di cucina presso l’alberghiero di Ottaviano NA, è di fondamentale importanza che, i miei allievi conoscono tutto ciò che esiste nel proprio territorio e lo divulghino con conoscenze e soprattutto avendo acquisito competenze acclarate!

    melania

    (30 maggio 2017 - 13:52)

    Da quando sono nei social, faccio il possibile (e anche l’impossibile a volte),per promuovere la cucina tradizionale, casalinga,nostrana,sana,quella di tutti i giorni fatta con quello che abbiamo a disposizione e vi assicuro che siamo in tanti di questi tempi a doverci accontentare anche in cucina. Ho sempre pensato che alcune trasmissioni (come quella citata) fanno scempio della vera cucina e promuovono la maleducazione sia nel linguaggio che nella cucina stessa che per tradizione ha bisogno di tempo e non della corsa contro il tempo;per avere ottimi piatti bisogna cucinare con i tempi giusti es: Una buona pasta e fagioli,piatto povero ma ricco di gusto,non puoi farlo saporito se per questione di tempo,usi il “precotto” I fagioli secchi,vanno messi a bagno la sera prima in acqua e un pizzico di bicarbonato,così facevano mamma e nonna e così faccio io,poi la mattina si mettono a cuocere in una pentola di terracotta e lasciarli cuocere ore non minuti … è solo un piccolo esempio, vorrei dire molto di più,ma non mancherà occasione di farlo!

    ma

    (30 maggio 2017 - 14:24)

    D’accordo su tutto, ma io eviterei il bicarbonato.

    Enrico

    (30 maggio 2017 - 15:51)

    Sono anni che critico questi signori della cucina gourmet,ho sempre elogiato e portato avanti i piatti con il sapore unico , bandendo queste schifezze di creme cremine e diecimila ingredienti…………non sono uno chef, ma amo la cucina classica e buona. Grazie Luciano per aver scritto quest’articolo.

    Antonio Ferraioli

    (30 maggio 2017 - 19:41)

    Finalmente, riuscite a capire che con queste creme e vellutate avete esagerato!!! Le creme e le vellutate sono adatti per i neonati ed i nonni senza dentiera. Viva la semplicità anche e soprattutto nella ns cucina del Sud.

    Vincenzo de Rosa

    (30 maggio 2017 - 19:43)

    Sono perfettamente d’accordo con tutti voi..quando vi trovate davanti ad un ragazzino che,frequentato al massimo un corso balordo e succhiasoldi di cucina gourmet,pensano di essere superiori a tutti..Non sapendo che la Vera cucina gourmet non è quella presentata in televisione in pseudo programmi culinari con cuochi di dubbia provenienza.Come la parola significa in francese: gourmet=gastronomo,ghiottone,degustatore.
    Lasciate integra la Vostra professione,cari colleghi,e lasciate integra una cucina antica ma sana,creata con passione e professionalità..anche rivisitata,ma con radici ben salde alla natura e storia di quel piatto..decorazione si,ma non uccidere la storia del nostro paese.

    FEDERICO

    (1 giugno 2017 - 16:22)

    IL PROFUMO DELLA MEMORIA……….PER UN NUOVO RINASCIMENTO!

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