Carovita, la Coldiretti lancia 130 mercati rurali

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Convention di Cernobbio. Vendita dei prodotti sfusi: risparmio sino al 30 per cento
Alemanno: a Roma presto quattro mercati dei contadini

Si farà la spesa come la facevano i nostri nonni

di Fabio Perego
(ANSA) Cernobbio. In tempi di crisi, con le famiglie più attente alla spesa, il mondo degli agricoltori va incontro alle esigenze del consumatore. E così a Cernobbio, nella giornata conclusiva dell’ottavo Forum dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, la Coldiretti, con tutte le associazioni dei consumatori, lancia i primi 130 mercati, per la vendita diretta di prodotti locali e di stagione, a prezzi calmierati.
La nuova iniziativa prevede che in tutti «i mercati di campagna» si effettui uno sconto di almeno il 30% sul prezzo medio di vendita indicato quotidianamente per la stessa tipologia di prodotto dal servizio «Sms consumatori», attivato dal ministero delle Politiche agricole. In questo modo gli imprenditori agricoli (vincolati ad un codice di comportamento che prevede anche l’espulsione in caso di mancato rispetto delle regole) intendono garantire ai consumatori non solo l’offerta di prodotti stagionali, locali, sicuri e di qualità, ma anche un vantaggio economico rilevante, grazie al taglio delle intermediazioni che gonfiano i prezzi.
«I nostri mercati sono la dimostrazione di come nella forbice dei prezzi, tra produzione e consumo, ci sono – ha spiegato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – ampi margini da recuperare per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori». Da Cernobbio, quindi, arriva un’iniziativa concreta per accorciare la filiera che ha trovato anche l’appoggio del presidente del Senato, Renato Schifani. Nel suo intervento al Forum Schifani ha, infatti, condiviso la proposta dell’organizzazione agricola invitandola a proseguire nella costruzione «di un sistema di accorciamento e razionalizzazione» per eliminare «distorsioni» determinate «dai troppi passaggi esistenti nel percorso» che i prodotti percorrono dal campo alla tavola».
E c’è già chi scommette sui mercati dei «contadini». Il sindaco di Roma ed ex ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno ha annunciato l’intenzione di aprire, «nel giro di due anni, quattro mercati degli agricoltori e lavorare su un marchio che identifichi non solo la cucina, ma anche i prodotti romani». Per fare questo Alemanno pensa a un patto di collaborazione fra agricoltori, commercianti e consumatori.
(ANSA). PEG 18-OTT-08 18:50 NNN

Pasta, lenticchie, riso, e ancora latte e passata di pomodoro da acquistare sfusi o alla spina. È la proposta su cui scommette la Coldiretti, per ridurre i prezzi della spesa fino al 60% e contribuire alla salvaguardia dell’ambiente con una incisiva diminuzione dei rifiuti da imballaggi che ogni anno generano complessivamente 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40 per cento della spazzatura che si produce ogni anno in Italia.
L’agroalimentare, con oltre i 2/3 del totale, è il maggior responsabile di questa produzione di rifiuti. L’iniziativa è stata presentata all’apertura del salone Coldiretti «Packaging zero» sul costo ambientale ed economico degli imballaggi nella spesa nell’ambito del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio.
Quasi un ritorno al passato, quando si comprava pasta, farine, zucchero e quant’altro a peso ma che si sposa con nuove tecnologie per la conservazione e la distribuzione degli alimenti, secondo norme igieniche sicure. Nell’alimentare spesso il costo dell’imballaggio supera quello del prodotto agricolo in esso contenuto – sottolinea la Coldiretti – come nel caso dei fagioli in scatola dove la confezione incide per il 26 per cento sul prezzo industriale di vendita, mentre per la passata in bottiglia da 700 grammi si arriva al 25 per cento, per il succo di frutta in brick al 20 per cento e per il latte in bottiglia di plastica sopra il 10 per cento.
Si potrebbe così replicare il successo dei distributori di latte crudo direttamente dalla stalla che  sono presenti a centinaia e dove la differenza di prezzo è del 60 per cento rispetto al latte fresco normalmente venduto confezionato, con anche il vantaggio di riutilizzare il contenitore impiegato senza dover gettare nell’immondizia le 57 bottiglie di latte all’anno che consuma in media ogni italiano durante l’anno. Differenze di prezzo rilevanti si riscontrano anche con i nuovi dispense che consentono di acquistare come pasta (-34 per cento), riso (-49 per cento), ceci (-11 per cento), fagioli borlotti (-12 per cento) o noci sgusciate (- 23 per cento).
(Sec-Arm/Ct/Adnkronos) 18-OTT-08 15:18 NNN