Nasce Casa Barbato, tutti i segreti della cipolla ramata di Montoro

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Casa Barbato, la bottega
Casa Barbato, la bottega

di Antonella Petitti

Casa Barbato: l’uomo della cipolla ramata di Montoro

Nicola Barbato è una persona pratica, lavora sodo e ama ciò che fa. Ha fatto del bene all’agricoltura irpina perchè ha saputo guardare avanti, anche in un momento difficile in cui le terre avevano bisogno di avviare una necessaria (quanto già troppo rimandata) riconversione.

Ma partiamo dall’inizio. Quarta generazione di imprenditori agricoli, Nicola Barbato ha ereditato fin troppo presto da suo padre un patrimonio che non era rappresentato solo dalla terra, ma si era arricchito di cultura e di saper fare.

Quando alla soglia degli anni 2000 il tabacco aveva lasciato (depauperandolo) definitivamente l’Irpinia e le terre a confine, bisognava fare i conti con se stessi e decidere su cosa scommettere. Lui non ebbe tentennamenti, “il futuro sta in ciò che siamo stati” sembra dire – ancora oggi – mentre ti guarda con i suoi occhi perennemente entusiasti.

Casa Barbato, i campi di ramata
Casa Barbato, i campi di ramata

Prima del tabacco, coltivazione attraverso cui le multinazionali ci hanno sfruttato, qui c’erano pomodori e cipolle. Lo ricordo bene. Ecco perchè ho guardato indietro, ad un prodotto che comunque ci ha sempre caratterizzato, anche quando non esistevavano nè la comunicazione web né le catalogazioni dei prodotti tipici”.

Ma è stato il 2010 l’anno della svolta, quello in cui il nome di Nicola Barbato è divenuto sinonimo di cipolla ramata di Montoro. Instancabile promotore di questo prodotto, non solo ha investito in prima persona nella sua coltivazione, ma si è fatto ambasciatore contattando ristoranti, botteghe, giornalisti ed addetti ai lavori. Convinto della bontà della ramata ha costruito man mano una piccola rete di appassionati-tutori, ed ha messo in piedi un Comitato promotore per l’ottenimento dell’IGP.

Realtà che pochi giorni fa – a conferma del proprio progetto – ha ottenuto un’udienza in Regione Campania per parlare dei possibili sviluppi della pratica.

Oggi la cipolla ramata di Montoro è forte di una superficie agricola a lei dedicata di circa 100 ettari, con una produzione annua di 40 mila quintali, e viene commercializzata grazie ad un Marchio Collettivo Geografico che rappresenta garanzia e qualità per il consumatore. La sua coltivazione, d’altronde, coinvolge ben 17 comuni, di cui 12 nel salernitano e 5 nell’avellinese.

Diversi gli enti certificatori (di cui alcuni volontari) a cui aderisce Barbato con le due aziende di famiglia: GB Agricola e Gaia conserve, che rafforzano gli attestati di agricoltura biologica.

Grazie a tutto questo la cipolla montorese ha avuto grande successo a Norimberga all’ultimo Biofach conclusosi pochi giorni fa, andando ad accrescere l’appeal che l’imprenditore montorese sta costruendo anche fuori dall’Italia.

Per ora soltanto un 10 per cento della produzione raggiunge l’estero, ma la quota è destinata a salire.

Un prodotto che ha doti organolettiche indiscusse: al delicato colore ramato esterno, si contrappone il bianco candido interno. Inconfondibile il suo sapore dolce e aromatico, che la rende un’eccezionale interprete delle zuppe di cipolla e non solo. Si semina in settembre per poter essere raccolta in giugno.

Caratteristici anche i riti post raccolta che la vedono regina: i pagliai, ovvero ricoveri che permettono una forte ventilazione, ma che la tengono rigorosamente al buio, così come si dovrebbe conservarla in casa dopo l’acquisto.

Tipica anche la modalità in cui viene presentata, a forma di grande treccia con circa 16 bulbi, un modo semplice per poterla appendere al muro o al soffitto, così come si è sempre fatto tradizionalmente. Tra le doti senza dubbio la sua resistenza, la ramata si conserva bene per circa 8 mesi, questo significa capacità di restare sul mercato per quasi tutto l’anno.

Tra i progetti collaterali ve n’è uno realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi di Salerno, ed è un’interessante ricerca volta a sperimentare colori naturali misti a calce per la bioedilizia. Colori sperimentati anche sui tessuti e sulle pelli con ottimi risultati.

Casa Barbato, coloriamo con la ramata
Casa Barbato, coloriamo con la ramata

D’altronde se le proprietà nutritive e nutraceutiche della cipolla sono evidenti da molto tempo, recentemente alcuni studi sulla ramata hanno confermato la sua preziosità anche sotto questo aspetto.

La sua composizione, fatta di acqua, carboidrati, proteine, fibre, vitamine A C ed E aumentano le difese immunitarie, proteggono le cellule dell’organismo dall’azione nociva dei radicali liberi, prevengono i rischi delle malattie cardiovascolari e di molti tumori.

Le vitamine del gruppo B aiutano e proteggono il sistema nervoso e l’apparato gastrointestinale: oligoelementi, come calcio, ferro e fosforo, sono indispensabili per combattere la stanchezza fisica e mentale.

Potassio, sodio e zinco, mantengono i tessuti elastici ed il colorito sano. Flavonoidi come antocianine e quercetina, sono antiossidanti ad azione diuretica e conferiscono la colorazione alle diverse varietà di cipolla rossa. E’ la quercetina, infine, a rendere ramata la cipolla di Montoro.

Ma come se non bastasse, Nicola Barbato ha voluto fare di più per la sua cipolla, ragione più che valida per essere definito “l’uomo della ramata di Montoro” (col beneplacito di sua moglie).

Il 14 giugno 2014 ha dato vita ad un agriturismo nel cuore dell’azienda agricola che – proprio oggi – ha finalmente ricevuto il suo battesimo. Si chiamerà “Casa Barbato”, alla fine l’ha spuntata il nome più semplice che ben racconta il suo animo.

Casa Barbato, la sala dal fondo
Casa Barbato, la sala dal fondo

Qui Nicola accoglie e celebra il suo prodotto, declinandolo in decine di modi. Un luogo in cui non manca una sorta di bottega di tipici, dove è possibile fare una buona spesa gourmet prima di rientrare a casa. Un angolo che bene racconta della capacità di Barbato di fare rete. Chi lo conosce lo sa, lui propone sempre il territorio ed i suoi prodotti, difficilmente parla in prima persona.

Dal vino alla birra artigianale, passando per conserve di pomodoro a creme e sughi, questi prodotti in parte sono prodotti dalla stessa azienda. Tante, difatti, le creazioni di Barbato: dal sugo pronto alla genovese alla confettura di ramata, arancia e zenzero, passando dalla cipolla grigliata o in agrodolce ed altre numerose confetture originali.

Al timone della bella cucina a vista c’è Rinaldo Ippolito, un talento locale, vista l’origine di Preturo di Montoro Inferiore. Tanta gavetta in giro per l’Italia e non solo, oggi interprete attento e paziente di un prodotto generoso che si lascia modellare dall’antipasto al dolce, senza farsi snaturare.

Casa Barbato, la sala e la cucina a vista
Casa Barbato, la sala e la cucina a vista

Ecco che il menù passa con grande nonchalance dalla zuppa di cipolle profumata all’olio di lavanda al pollo arrosto con cipolle e olive nere, chiudendo su una crostata con composta dolce di cipolla ramata e cannella.

Io, ovviamente, ho provato il menù degustazione dedicato alla ramata montorese e ne sono rimasta soddisfatta. La cucina è saporita e piaciona, gli spazi sono ampi e soprattutto è a km 0, che più zero di così non si può. Un ristorante all’interno di un’azienda agricola, in un’area che produce tante cose buone da destinare ad una cucina che ha come partenza i prodotti dell’orto.

La parmigiana di cipolla ramata di Montoro in vetro

Casa Barbato, la parmigiana con cipolla ramata
Casa Barbato, la parmigiana con cipolla ramata

La zuppa di cipolle profumata all’olio di lavanda

Casa Barbato, la zuppa di ramata
Casa Barbato, la zuppa di ramata

Gli ziti del Pastificio Vicidomini alla genovese (davvero una signora genovese, la migliore per me)

Casa Barbato, la genovese
Casa Barbato, la genovese

Cappone farcito con fichi e nocciole su crema di cipolla

Questo è un indirizzo da salvare, senza tentennamenti. Quando si ha voglia di mangiare una signora cipolla, oppure semplicemente piatti equilibrati e godibili, Casa Barbato si conferma un luogo del cuore per chi ama l’agricoltura campana e chi la sostiene nei fatti.

da sx Nicola Barbato, Antonella Petitti e Rinaldo Ippolito
da sx Nicola Barbato, Antonella Petitti e Rinaldo Ippolito

D’altronde non meno importante è la sostenibilità dell’arredo, in particolare di sedie e tavoli, realizzati in cartone ondulato riciclato e riciclabile.

 

Menù degustazione 25 euro bevande escluse

Costo medio pranzo o cena 25/30 euro bevande escluse

Aperto a pranzo solo di domenica, a cena il venerdì, il sabato e la domenica

Su agricolagaia.it è possibile acquistare direttamente i prodotti aziendali

 

Casa Barbato

Via Laura – Montoro Inferiore (AV)

Tel. 0825.172 8592

www.gbagricola.it

 

Un commento

  • Francesca Russo

    (3 maggio 2016 - 12:30)

    Gent.ma Antonella Petitti,

    vorrei fare una precisazione.
    Le confetture particolari, tra le quali quella che cita “confettura extra di cipolla ramata con arancia e zenzero” non sono tutte “creazioni” di Nicola Barbato ma sono frutto dell’estro creativo e di un lavoro di continua sperimentazione di Fiorenza Giselico dell’Azienda Agricola Il Poggio del Picchio società agricola srl.
    Gaia SSA è stato cliente dal 2010 dell’Azienda Agricola Il Poggio del Picchio società agricola srl, che è unico autore delle ricette che le riporterò di seguito.

    Basta vedere il numero REA dell’azienda produttrice indicato in etichetta: Av 172230.

    L’azienda ha fornito, con etichetta personalizzata Gaia e Gb Agricola, le seguenti confetture:

    -Confettura extra di cipolla ramata di Montoro al Brandy;
    -Confettura extra di cipolla ramata di Montoro al Brandy piccante;
    -Confettura extra di cipolla ramata di Montoro con timo e aceto balsamico;
    -Confettura extra di cipolla ramata di Montoro con mosto di uva fiano e nocciole tostate;
    -Confettura extra di cipolla ramata di Montoro con arancia e zenzero;
    -Confettura extra di cipolla ramata di Montoro con zucca e rosmarino;
    -Confettura extra di cipolla ramata di Montoro con mele e noci al coriandolo.

    Purtroppo nel 2010 accettammo di etichettare con il loro marchio i nostri prodotti perchè essendo una piccola azienda non avevamo alcun potere contrattuale, ma non mi sembra giusto che venga usurpata la paternità della ricetta.

    Nel ringraziarla dell’attenzione,

    le auguro un buon lavoro e le porgo i miei più

    cordiali saluti

    Francesca Russo

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