Lacryma Christi del Vesuvio Rosso 2011 doc di Casa Setaro

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Lacryma Christi 2011 di Casa Setaro - foto di Sara Marte
Lacryma Christi 2011 di Casa Setaro – foto di Sara Marte

di Sara Marte

Buono, rosso, intenso, territoriale. E’ il Lacryma Christi di Casa Setaro. C’è poco da dire: Quando sul Vesuvio si cerca nei posti giusti e, non di meno, tra le persone giuste, si beve bene. Massimo Setaro, a Trecase, lavora nella sua azienda con cura e attenzione. E’ un affare di famiglia. L’abitazione, commista alla cantina regala uno sguardo sulle vigne ed uno nella quotidianità. Si sale dalla vigna Bosco del Monaco fin su Tirone della Guardia, vicine eppure così diverse, nel terreno più compatto il primo e più sciolto e sabbioso il secondo.

Uno sguardo verso la vigna Bosco del Monaco, Casa Setaro (foto di Sara Marte)

Intanto l’allegra presenza dei bambini é una costante che ti aspetti e che anzi desideri quando condividi con Massimo e sua moglie Mariarosaria l’azienda. La dimensione familiare e la tradizione storica della cantina non allontanano però dagli obiettivi di un vino pulito, fatto bene e sempre sottoposto a critica. Già, perché Massimo è uno di quelli che ha le idee molto chiare sulle proprie bottiglie: qualità, territorio, coerenza e grande bevibilità; se non gli piace, lo dice, poche storie e nessuno sconto neanche per se stesso. Davvero buono il Lacryma bianco che ha tirato fuori quest’anno. Dritto e sapiente merita davvero una menzione. Scelgo per la degustazione il suo rosso 2011.

Nel bicchiere di Lacryma Christi del Vesuvio 2011, Casa Setaro (foto di Sara Marte)

Tutto piedirosso, è di un bel rubino vivacissimo. Sale subito minerale e fruttato. Note ferrose si aggiungono al naso assieme ai fiori come la violetta ed un tocco di erbe mediterranee. La bocca, in linea con il naso, ha una sapidità molto spiccata, una buonissima freschezza ed un tono terroso gradevole. Il tannino è fine e presente. Tutto si chiude lievemente ammandorlato e pulito. Buono, da bere tutto, puro, composto ed equilibrato. M’è sempre piaciuto questo bicchiere ma ne apprezzo la nuova eleganza e la grande beva. Il costo piace quanto il vino: circa 7 euro e 50. La tavola di carnevale gli renderà giustizia.

La sede è in via Bosco del Monaco, 34 a Trecase in provincia di Napoli. Telefono e Fax: 081 8628956. Sito : www.casasetaro.it email: info@casasetaro.it . Enologo: Carmine Valentino. Ettari vitati: 5. Uve: caprettone, falanghina, piedirosso, aglianico.

 

8 commenti

  • Gianluca

    (10 febbraio 2013 - 09:58)

    Si contano sulle dite di una mano le cantine del Vesuvio che hanno fatto il salto di qualità allontanandosi dall’idea di LC che ha dilagato fino a qualche anno fa. Casa Setaro è una di quelle che , non solo salvo, ma che amo molto per stile e come dice lei coerenza e territorio. I vini base sono una grande garanzia. Avanti così!

  • Simone

    (10 febbraio 2013 - 10:04)

    NelLe ultime parole mi ritrovo, abbinamemto perfetto per la classica lasagna e se mi permettete anche su quelle piccole polpettine appena fritte. Una goduria.
    Nel resto della sua descrizione c’è quella che una volta si sarebbe chiamata “vita agreste” alla quale Massimo ha aggiunto qualità e passione.

    • Sara Marte

      (12 febbraio 2013 - 12:15)

      Buongiorno Simone! Ah le polpettine appena fritte! Quelle che da bambini rubavamo ancora calde e la mamma fingeva di non accorgesene! Che bel ricordo . :o)

  • Roberto

    (10 febbraio 2013 - 12:14)

    Vino di territorio non solo con la lasagna (anche se calza perfettamente con il momento e con le tavole italiane di questo carnevale) ma proprio con la cucina semplice della nostra amata terra. Massimo riesce a produrre vini di altissima qualità ed al contempo semplici e di buona beva. Sta crescendo moltissimo quest’azienda e spero con lei in nostro Vesuvio.
    Roberto

  • Stefano

    (10 febbraio 2013 - 19:28)

    Non dico nulla di nuovo se affermo che il Vesuvio ne ha passate di tutti i colori , tranne color buon bianco e buon rosso. Adesso fortunamente è molto cambiato. Ma dire fortunatamente è sbagliato. Adesso con volontà e lavoro le cose sono cambiate e noi ne siamo felici. Felici come quando beviamo un bel bicchiere di Lacryma Christi Bianco di Casa Setaro (ha fatto bene a menzionarlo) e così come quando , dopo la scorpacciata di lasagna fatta a casa e sul blog pensi che questo rosso sia l’abbinamento ideale. Un rosso di corpo, profumato e territoriale.

  • Nicola F.

    (11 febbraio 2013 - 23:43)

    A costo di sembrare ripetitivo sono daccordo con chi ha scritto che questo Vesuvio, troppo spesso in difficoltà, ha trovato negli ultimi anni la forza di reagire. Questa forza viene da persone che hanno voglia di investire tempo e denaro nella qualità. Casa Setaro sta crescendo con calma e intelligenza. Non posso dire che i vini del Vesuvio siano al loro massimo , perchè per me non è così, ma certamente sono sulla buona strada.
    N.F.

    • Sara Marte

      (12 febbraio 2013 - 12:21)

      Salve Nicola. Sono daccordo con Lei , non sono al loro massimo ma questa è una cosa positiva perché implica margini di crescita se e solo se spinti dalla giusta mentalità. Io credo in alcuni produttori, uno di questi è Massimo.

  • Stefano Buso

    (12 febbraio 2013 - 17:12)

    Complimenti, prosit – ma non dimentichiamo il bere moderato; ne parliamo io e la collega qui

    http://urlin.it/38a98

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