Cassio Dione 2005 Salento igt

Letture: 99

CANDIDO

Uva: negroamaro e primitivo
Fascia di prezzo: da 15 a 20 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Vino di nuova generazione della storica azienda fondata nel 1929 e famosa per alcune etichette tra cui ricordiamo il Cappello di Prete e il rosato Le Pozzelle. Il blend fra i due campioni autoctoni del territorio pugliese meridionale è presente per la verità già in qualche modo nel Primitivo De Vinis, ma stavolta siamo metà a metà:l’estrazione avviene in modo abbastanza rapida, sette giorni di contatto fra bucce e mosto, breve il passaggio in legno con l’intenzione di esaltare soprattutto la frutta. Ne esce fuori un vino potente, di buona struttura, equilibrato nelle sue diverse componenti, ma non imponente, non di stile masticoso anni ’90 per capirci: colore rosso rubino intenso, al naso intenso e persistente rivela anzitutto frutti di bosco, un po’ di vegetale, note di vaniglia e pepe nero, in bocca entra abbastanza morbido, la freschezza sostiene bene la beva senza però essere preponderante, il tannino è assolutamente risolto, il finale ben lungo e interessante. Il tentativo di Lanati è di presentare uno stile capace di staccarsi con decisione dal panorama dei rossi salentini esaltando la finezza e la eleganza piuttosto che la potenza e la tendenza alla surmaturazione o comunque al cotto. Lo ha sicuramente favorito l’annata tutto sommato fresca. Un rosso da abbinamento, direi sicuramente con un buona parmigiana di melanzane preparata dalle Zie a Lecce. Un vino a cui l’azienda mostra di credere e di dare importanza: poco più di 6.000 bottiglie numerate.

Sede a San Donaci, via Armando Diaz46. Tel. 0831.635674, fax 0831.634695. www.candidowines.it. Enologo:Donato Lanati. Bottiglie prodotte: 2.000.000. Ettari: 160 di proprietà. Vitigni: negroamaro, primitivo, malvasia nera, cabernet sauvignon, chardonnay, sauvignon, malvasia bianca.