Castel Juval, l’affascinante riesling alpino di Martin Aurich

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Castel Juval
Castel Juval

di Gianmarco Nulli Gennari

La Tenuta Unterortl, in un angolo nascosto dell’Alto Adige, è prima di tutto uno spettacolo per gli occhi. In cima, arrampicato a uno spuntone roccioso a quasi mille metri sul livello del mare, Castel Juval, regno dell’alpinista Reinhold Messner. Più in basso, a strapiombo, il fondovalle della verde Val Venosta; di fronte la Val Senales. In mezzo, le splendide vigne allevate su ripidi pendii ed esposte a sud-sudovest di riesling, pinot nero, muller thurgau e pinot bianco, sempre di proprietà Messner ma curate da oltre vent’anni da Martin Aurich. Il vero artefice e riservato factotum del maso Unterortl, che ci ha accolto in una bellissima e tiepida mattinata di inizio novembre per farci assaggiare buona parte della produzione aziendale, che comprende anche una nutrita serie di distillati originalissimi, senz’altro da provare.

Unterortl, la vigna
Unterortl, la vigna

La piacevolissima esperienza parte dalla cantina, dove Martin ci fa provare direttamente dalle botti di legno e dai tini d’acciaio gli esiti della felice vendemmia 2015, terminata a fine settembre. Si tratta chiaramente di liquidi ancora embrionali, che hanno concluso da poco la fermentazione, ma possiamo dire fin d’ora che sono potenzialmente grandi vini: in particolare il riesling “classico”, dotato di una sferzante lama acida, mentre la selezione Windbichel è (giustamente) ancora poco definita. Buonissimi anche il muller thurgau e il pinot bianco, con naso e bocca già espressivi, eleganti e godibili, davvero promettenti.

Castel Juval, la bottaia
Castel Juval, la bottaia

 

Unterortl, la bottega
Unterortl, la bottega

Torniamo su, nella calda sala degustazione. Qui Martin, assieme alla moglie Gisela, ci propone le annate attualmente in commercio. Tutte le bottiglie, a parte il pinot nero, sono sigillate dal tappo a vite. Sono sempre e comunque vini riusciti, dove la cura enologica evidente va a nozze con l’energia del terroir, con una combinazione perfetta tra la roccia (gneiss) su cui crescono le viti e la perfetta escursione termica in fase di maturazione.

Martin Aurich con la moglie Gisela
Martin Aurich con la moglie Gisela

L’Alto Adige Val Venosta Muller Thurgau 2014 mostra subito le sue carte, confermando che la vendemmia dello scorso anno è un po’ più debole dell’ultima ma sfoderando qualità indubbie: mela e pera, ma anche spezie e sale iodato al naso, palato sapido e innervato da un bel frutto croccante, chiusura sugli agrumi, solo un po’ meno dinamico a centro bocca. Si continua con l’ultimo nato, un riesling più semplice rispetto al classico e alla selezione, che nasce da viti giovani e si chiama A.A. Val Venosta Riesling Sonnenberg 2014: cedro ed erbe aromatiche all’olfatto, buona freschezza, molto bevibile, pronto, affilato, perfetto come aperitivo anche grazie a una gradazione (12,5%) poco impegnativa. L’A.A. Val Venosta Riesling Windbichel 2013, prodotto con le uve dell’omonimo vigneto posto in cima alla collina, è il solito fuoriclasse di eleganza e precisione: profumi di frutta tropicale, lime, mandarino, pepe bianco, noce moscata e lievi toni vegetali; sorso equilibratissimo tra dolcezza e sapidità minerale, vibrante e articolato, complesso finale dove spiccano già le caratteristiche note idrocarburiche.

Unterortl, la vigna
Unterortl, la vigna

 

Castel Juval, vista della vigna
Castel Juval, vista della vigna

Purtroppo non assaggiamo il Riesling “classico” e il Pinot Bianco 2014, ormai quasi esauriti, ma Martin ci propone un piccolo gioco, alla cieca, versando nei calici quello che si rivelerà l’Igt Mitterberg Weiss 2008, uno scherzetto dovuto al fatto che una parte del Windbichel di quell’annata non terminò la fermentazione. Ci troviamo davanti, infatti, a un vino che presenta un evidente residuo zuccherino; al naso però mantiene il tipico marchio del terroir, con sali minerali, nafta e frutta matura, mentre in bocca denuncia una frazione di acidità in meno rispetto agli altri riesling aziendali.

Castel Juval, vista della vigna
Castel Juval, vista della vigna

 

Castel Juval
Castel Juval

La chiusura è in rosso. L’uvaggio Gneiss 2013 è semplice (è etichettato come vdt) ma godibilissimo, con ribes e mirtillo all’olfatto, tannini minuti e beva compulsiva; dà l’impressione di essere un vino molto versatile a tavola. L’A.A. Val Venosta Pinot Nero 2013, che fa 12 mesi tra botti grandi e barriques di vari passaggi, è profumato e pieno di suggestioni floreali (rosa), fruttate (lampone) e di spezie dolci (cannella); molto calibrata l’estrazione tannica, tenero ed elegante, di discreta dinamica e profondità. Come lo Gneiss ha dalla sua una percentuale di alcol contenuta: 12,5%.

 

Weingut Unterortl – Castel Juval

Juval 1B

39020 Kastelbell, Bozen

Tel. 0473.667580

www.unterortl.it